il botta e risposta

«Ma cosa dici??». Gallera replica a muso duro a un tweet di Gori sulla mancata zona rossa

Proseguono le polemiche in merito alla mancata adozione di misure restrittive nei comuni di Alzano Lombardo e Nembro dopo la pubblicazione del verbale di Regione Lombardia e Comitato tecnico scientifico

«Ma cosa dici??». Gallera replica a muso duro a un tweet di Gori sulla mancata zona rossa
Bergamo, 08 Agosto 2020 ore 16:52

Non si placano i botta e risposta in merito alla mancata zona rossa ad Alzano Lombardo e a Nembro. La pubblicazione del verbale in cui Regione Lombardia e gli esperti del Comitato tecnico scientifico chiedono al Governo di «adottare le opportune misure restrittive già adottate nei comuni della zona rossa anche in questi due comuni» ha certamente fatto gola a tutte le forze politiche, che hanno visto nel documento una leva da non lasciarsi scappare.

La Lega ha infatti trovato l’appiglio per dimostrare la bontà del proprio operato in Regione e attaccare nuovamente il Governo, accusandolo di essersi sottratto alle proprie responsabilità. Dall’altro lato della barricata c’è però il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori. «Che il Cts avesse raccomandato la zona rossa in Val Seriana lo sappiamo dal 3 marzo – ha scritto su Twitter -. Che accade poi? Il Governo esita 4 giorni e poi opta per la zona arancio estesa a tutta la Lombardia. La Regione, invece si chiama fuori: la ZR non tocca a me. Ma non la chiede neanche al Governo».

Insomma, per il primo cittadino appare evidente un concorso di colpa tra Regione Lombardia ed esecutivo, entrambi colpevoli di aver deciso di non decidere e quindi corresponsabili dell’esplosione dei contagi nella bergamasca.

La replica a Gori non si è però fatta attendere. Ad attaccare a muso duro è l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera, più volte al centro delle critiche per la gestione dell’emergenza sanitaria, tanto che da più parti si è levato un coro di voci che ha chiesto le sue dimissioni dalla giunta. «Ma cosa dici?? – risponde Gallera – Abbiamo convocato il 4 marzo riunione a Palazzo Lombardia con Ministro Speranza e lì abbiamo (io personalmente) chiesto la zona rossa e ottenuto impegno dal Ministro. Il 5 marzo arrivano ad Alzano 250 militari. Noi abbiamo fatto il nostro dovere».

Qualche ora dopo Gori rilancia con un nuovo tweet: «Ci sono richieste ufficiali agli atti? Avete raccontato che secondo i vostri «costituzionalisti» la Regione non aveva il potere di istituire la zona rossa. Peccato che tu stesso, un mese dopo, hai raccontato d’aver “approfondito» e verificato che avrebbe potuto farlo».

Nel bel mezzo della querelle, però, emergono ulteriori sviluppi. Il Fatto Quotidiano ha infatti pubblicato un’ordinanza del 23 febbraio firmata dal governatore Attilio Fontana e dal ministro della Salute Roberto Speranza che avrebbe dato la facoltà al presidente di Regione Lombardia di istituire anche in Val Seriana una zona rossa. Quindi, se è pur vero che la Regione ha fatto il suo dovere informando il Governo sull’evoluzione dell’epidemia nella Bergamasca, è altrettanto vero che non lo ha fatto fino in fondo. Nel frattempo, in attesa di appurare la verità, può continuare il rimpallo delle responsabilità tanto caro alla politica.

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