Cronaca
Una ricerca americana

Mangiare a casa anziché fuori riduce il rischio di diabete

Mangiare a casa anziché fuori riduce il rischio di diabete
Cronaca 24 Agosto 2016 ore 10:30

L’estate è una occasione privilegiata per concedersi pasti fuori casa, dalla spiaggia all’happy hour, dal dopo teatro alla brioche mattutina sfornata di fresca. E così il numero di piatti casalinghi precipita quasi a livello zero. Abitudine che poi non si dimentica al ritorno dalle vacanze: complici gli impegni di lavoro, gli italiani mangiano spesso fast and junk food, un boccone veloce di cibo spazzatura. Alimentando così, a lungo andare, un rischio: le probabilità di soffrire o sviluppare in età più adulta il diabete, specie di tipo 2. Ci avvertono di questa probabilità e della bontà di cibi dal sapore di casa alcuni esperti dell'Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston, negli Stati Uniti, che hanno pubblicato le loro conclusioni sulla prestigiosa rivista Plos Medicine.

 

 

Il junk food e il rischio diabete. I cibi preparati in casa sono meglio di quelli di Masterchef e, all’opposto, di hamburger e patatine. Nessuno discute sul fatto che le pietanze gustate al ristorante, e fuori casa in genere, potrebbero essere molto più gratificanti per il palato. Tuttavia dal punto di vista della salute, nessuno batte i piatti preparati con della sana materia prima e hand made. Non fosse altro che i piatti elaborati, quelli dei ristoranti, hanno grassi e intingoli in abbondanza, contengono sostanze energetiche ma spesso prive dei necessari principi nutritivi: tutte elementi che possono contribuire a mettere su peso. E qualche chilo di troppo, si sa, in età adulta significa malattie del metabolismo: diabete, soprattutto di tipo 2, implicazioni e conseguenze ad esso correlate.

Lo hanno dimostrato alcuni ricercatori americani dopo aver seguito le abitudini alimentari di 58mila donne e 41mila uomini per ben 36 anni, dal 1986-2012. All’inizio, tutte le persone reclutate per la ricerca erano sane: nessun caso di diabete, malattie cardiovascolari o cancro. Alla fine, chi aveva mangiato prevalentemente cibo fatto in casa a pranzo e a cena stava meglio di chi aveva frequentato ristoranti o fast food (senza particolari differenze rispetto alla tipologia di locali). Nello specifico, chi mangia a casa almeno 11-14 volte a settimana si aggiudica il 13 percento di probabilità in meno di diventare diabetico.

 

 

A casa è più salutare. Insomma, sarà l’attenzione che ci si mette nel preparare e portare in tavola qualcosa di buono, sarà la scelta delle materie prime, acquistate magari nel negozio di fiducia, sarà che si bada alle quantità di sale, olio, burro, grassi che si aggiungono ai piatti per dare sapore, ma il fatto è che i piatti casalinghi offrono più salute. Questo significa che non è possibile mangiare fuori casa, specie se già si soffre di diabete? Affatto, ma è bene farlo con moderazione, sia nel numero di pasti consumati nei locali pubblici sia per la scelta delle pietanze.

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