Costa 9 milioni di euro al mese

Cos’è l’operazione Mare Nostrum

Cos’è l’operazione Mare Nostrum
19 Agosto 2014 ore 13:05

L’operazione Mare Nostrum è nata allo scopo di fornire assistenza ai migranti diretti verso le coste italiane e di combattere il traffico illegale di esseri umani. Nel suo anno e mezzo di vita ha destato molte polemiche, suscitate dai grandissimi costi sostenuti, dagli scarsi aiuti ricevuti dall’Unione Europea e dal sostanziale fallimento degli obiettivi prefissi. Ad aprile, la Lega Nord ne chiedeva a viva voce la sospensione immediata, mentre Forza Italia esigeva un’indagine per chiarirne le finalità. Il governo, invece, ripiegava sull’intenzione di effettuare una verifica che portasse a un aggiornamento della situazione. Nel frattempo, il ministro della Difesa Roberta Pinotti ricordava che «Mare Nostrum è un intervento a tempo», ma che «finchè lo scenario libico resta instabile non possiamo sospenderlo».

Durante la conferenza stampa di Ferragosto al Viminale il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha ripetuto le parole del ministro Pinotti, dichiarando che «Mare Nostrum non deve fare il secondo compleanno perché, seppur lodevole, è nato a termine». Ha omesso però qualsiasi riferimento allo «scenario libico», che pure il ministro Pinotti aveva chiamato in causa come condizione necessaria alla chiusura dell’operazione. È invece ora, per Alfano, che l’Europa dia il cambio all’Italia. Ha inoltre aggiunto che il nostro paese «si è dimostrato ancora una volta campione del mondo di accoglienza».

Che cos’è Mare Nostrum (e quanto ci costa). L’operazione Mare Nostrum è stata autorizzata dal presidente nazionale della Croce Rossa Italiana il 18 ottobre 2013, come strumento di assistenza per i migranti e di deterrenza nei confronti dei trafficanti. In seguito alla morte dei trecento migranti diretti a Lampedusa, il governo Letta ha disposto lo stanziamento di navi della Marina, affiancando così il personale del corpo militare a medici e infermieri. Benché Mare Nostrum operi in sinergia con Frontex, l’istituzione europea per il coordinamento del pattugliamento delle frontiere aeree e Eurosur, il sistema di pattugliamento delle frontiere terrestri e marine, si è sentita la mancanza di un aiuto economico più consistente da parte dell’Unione Europea. Frontex ha infatti stanziato 7 milioni di euro annuali, a fronte di una spesa che, per l’Italia, raggiunge i 9 milioni al mese. I costi sono aumentati in maniera esponenziale dal momento in cui sono stati mobilitati i mezzi dell’esercito, che richiedono lo stanziamento, giornaliero, di circa 300 mila euro.

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E i risultati? Oltre ai costi esorbitanti richiesti, l’impiego delle risorse militari è stato criticato perché applicato a un’operazione che è di puro soccorso. Inoltre, si è fatto notare che un’operazione finalizzata all’assistenza dei migranti non puo’ essere impiegata allo stesso tempo come strumento di deterrenza. In effetti, anche se il ministro Alfano ha comunicato che, dal primo agosto 2013 al 31 luglio 2014, gli scafisti arrestati sono stati 539 e che, solo dal 18 ottobre 2013, sono stati 453, gli sbarchi non sono diminuiti. Nel 2013 gli arrivi sono stati 43 mila, pari al 70 % del dato europeo, e al 224% in più rispetto al 2012. Secondo la Fondazione Leone Moressa, gli sbarchi avvenuti nei primi tre mesi del 2014 sono stati tredici volte superiori a quelli verificatisi nello stesso periodo nel 2013. Fino ad oggi, comunica l’Huffington Post gli arrivi sono stati 2.100, dieci volte in più rispetto all’anno passato.

Non sono solo libici, i migranti che sbarcano sulle coste siciliane. Sono siriani, pakistani, nigeriani, somali, afghani. Tutti provengono da zone interessate da conflitti armati o tensioni politiche. L’Italia è l’unico paese ad accogliere gli emigranti, anche quando il loro ingresso è clandestino. Nonostante ciò, è la quinta in Europa per numero di richiedenti d’asilo. La Fondazione Leone Moressa precisa che il primo posto è occupato dalla Germania, seguita da Francia, Svezia, Regno Unito e Italia. L’Italia prevede tre tipologie di Centri d’accoglienza. I Centri di Primo Soccorso e Accoglienza, come quello che c’è a Lampedusa, si occupano di fornire le prime cure, registrano e smistano i migranti, chiedendo loro se hanno intenzione di porsi sotto la protezione internazionale. I Centri di Accoglienza, invece, si occupano di accertare l’identità degli emigranti e la legittimità del loro arrivo. Cercano di risolvere le domande dei richiedenti asilo, qualora non abbiano con sé documenti e non si siano sottoposti ai controlli di frontiera. Nei Centri di permanenza temporanea ed assistenza, invece, vengono accolti coloro che sono destinati all’espulsione.

L’organizzazione richiesta da questo tipo di strutture è molto complessa e deve fare fronte a una molteplicità di esigenze, umane, oltre che legali. All’interno dei Centri, viene fornita assistenza medico-sanitaria, psicologica, e l’indispensabile mediazione linguistico-culturale.

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