Il dg nerazzurro a tutto campo

Atalanta, Marino suona la carica: «Col Parma la partita della svolta»

Atalanta, Marino suona la carica: «Col Parma la partita della svolta»
12 Ottobre 2014 ore 15:20

«Quella con il Parma è una di quelle partite in cui i punti valgono doppio. Dobbiamo vincere». Chiaro, conciso, diretto. Il direttore generale dell’Atalanta Pierpaolo Marino apre la settimana che porta alla delicatissima sfida contro i Ducali senza alcun dubbio. Stefano Colantuono non è assolutamente in discussione, ma ora in campo serve un’Atalanta capace di soffrire e di gettare il cuore oltre ogni difficoltà. Il dirigente orobico parla della situazione in classifica, degli obiettivi da qui a fine andata e della situazione di German Denis e Macelo Estigarribia.

Direttore, iniziamo dalla fine: l’infortunio di Estigarribia è una tegola molto pesante per l’Atalanta.

«L’ho sentito al telefono, per noi questa è una disgrazia grossa. Un infortunio grave che proprio non ci voleva. Da quando lo abbiamo preso a gennaio dell’anno scorso è sempre stato molto utile, dispiace tantissimo per quello che è accaduto, ma ora si opererà e poi lo aspetteremo. Intanto, dobbiamo rimettere in moto la nostra classifica.

Arriva il Parma: gara assolutamente da vincere?

«In questo momento, per noi, è una partita da vincere facendo però anche grandissima attenzione a non perdere. La gara contro il Parma è delicatissima, la classica partita della svolta. Ho visto la formazione di Donadoni dal vivo in casa dell’Udinese nel posticipo di lunedì scorso e non meritava assolutamente di perdere. Nel primo tempo il Parma poteva essere avanti almeno 2-0, l’estremo difensore dei bianconeri ha fatto alcune parate miracolose e, quindi, dovremo affrontarli con grandissima attenzione».

Come si vincono gare di questo tipo?

«Agonismo, voglia di sopravvivenza e tantissima grinta. Il nostro obiettivo è salvarci, dovremo andare in campo da Atalanta mettendo in mostra tutte le nostre caratteristiche migliori. Cerchiamo di vincere con poca leziosità e tanta, tantissima sostanza».

Quattro sconfitte in sei gare ma un punto in più dell’anno scorso contro le stesse avversarie sugli stessi campi.

«Queste statistiche lasciano il tempo che trovano. Dobbiamo guardare la classifica, oggi saremmo salvi, ma noi siamo un squadra che in questi tre anni di serie A è stata sempre a distanza di sicurezza dalla zona salvezza. Perfino nell’anno del -6. Dobbiamo mettere le distanze il prima possibile tra noi e le ultime tre, non possiamo stare con la preoccupazione di vederle troppo vicine».

E’ preoccupato dalla situazione in cui si trova la Dea?

«Ho troppa esperienza per non dire che bisogna essere sempre preoccupati. Quando il contesto è troppo tranquillo è il momento peggiore: serve un richiamo alla concretezza, bisogna fare di tutto per conquistare punti importanti soprattutto in gare dove rischiano di valere doppio come quella che andremo ad affrontare domenica prossima contro il Parma».

Nel breve-medio periodo, qual è l’obiettivo minimo?

«Dobbiamo puntare ai soliti 22-25 punti a fine girone di andata. Questo deve essere il nostro obiettivo, significherebbe arrivare al giro di boa in abbondante quota salvezza come abbiamo sempre fatto. Non guardo troppo al prossimo ciclo di partite ma credo sia fondamentale concentrarsi sull’obiettivo di mezzo campionato».

Quale partita vorrebbe rigiocare di questo primo scorcio di stagione?

«Quella contro la Fiorentina, sicuramente. Meritavamo come minimo un punto, devo dire che però a Cagliari non abbiamo entusiasmato e i nostri avversari forse meritavano qualcosa in più. Però, ripeto, sono discorsi che adesso lasciano un po’ il tempo che trovano e adesso dobbiamo guardare in faccia la realtà che dice che l’Atalanta è ad un punto dalla serie B. Quindi andiamo avanti per invertire la tendenza».

Il momento che vive German Denis non è dei migliori, cosa ne pensa?

«A lui questi periodi sono sempre capitati, in questa stagione è arrivato all’inizio a differenza di altre annate. Non c’è un problema Denis, dobbiamo aiutarlo tutti a tornare quello che abbiamo sempre ammirato. In questo avvio di stagione ha dovuto superare problemi non da poco, prima il figlio appena nato e poi la doppia infiammazione al tendine d’achille che lo ha condizionato e che è in via di guarigione. Sono molto fiducioso, lo vedo in crescita e penso che ci darà il solito grande contributo».

La piazza di Bergamo, con gli abbonamenti, ha dimostrato ancora una volta di essere al fianco della squadra.

«Abbiamo avuto la conferma che abbassando i prezzi aumentano gli spettatori e non calano gli incassi. Stefano Percassi ha avuto la splendida idea dei giubbotti, dovrebbero seguirci tutti in serie A perché, guardando i dati e vedendo che escluse le neo promosse praticamente nessuno è in crescita, serve una riflessione. I dirigenti devono rendersi conto, tutti, che se non si abbassano i prezzi lo stadio reale perderà sempre più spettatori a favore del cosiddetto “stadio televisivo”».

La recente assemblea di Lega ha prodotto un comunicato in cui chiedete al governo di fare un passo indietro sul tema stadi e sul pagamento degli straordinari alle forze dell’Ordine, qual è la sua posizione?

«Chiediamo al governo di fare un passo indietro anche perché è probabile che ci sia un profilo di anticostituzionalità in quello che è stato deciso. Stiamo ingaggiando degli esperti che studieranno a fondo la questione, la nostra posizione è chiara anche per evitare vertenze successive».

In chiusura, si sente di fare un appello ai tifosi?

«E’ una gara importante come quella contro l’Udinese dell’anno scorso, arrivavamo da tre sconfitte di fila e dal 4-3 di Parma. L’appello mi sento di farlo ai giocatori dell’Atalanta, non c’è bisogno di farlo ai tifosi che sicuramente ci staranno vicino. I ragazzi non devono badare agli estetismi, bisogna lottare tutti assieme in soccorso del compagno e mettere in campo lo spirito nerazzurro per conquistare i tre punti».

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