Sanità territoriale

Medici di base, al lavoro in Val Gandino due nuove dottoresse. Agli sportelli lunghe code

Maria Elena Chiappa e Paola Marini subito al lavoro e migliaia di assistiti in attesa: lunghe code allo sportello Ats di Gandino per effettuare la scelta del medico. In campo anche la Protezione Civile

Medici di base, al lavoro in Val Gandino due nuove dottoresse. Agli sportelli lunghe code
Cronaca Val Seriana, 30 Marzo 2021 ore 09:19

di Giambattista Gherardi

Dopo un anno difficile, non soltanto a causa della pandemia, arriva una notizia positiva per la sanità di base dei cinque comuni della Val Gandino. Da lunedì 29 marzo sono infatti operative, in un attrezzato studio presso la Fondazione Cecilia Caccia in Del Negro (casa di riposo) di Gandino, due nuove dottoresse. Si tratta di Maria Elena Chiappa e Paola Marini, fresche di diploma di specializzazione (negli ultimi anni erano compagne di studi), l’una residente Leffe e l’altra a Bergamo ma originaria di Lecce.

L’impressione, diciamolo subito, è assolutamente positiva, anche perché per la medicina territoriale l’iniezione di forze nuove è oltremodo necessaria. In Val Gandino, come altrove, siamo agli inizi di un vero e proprio cambio generazionale, con tanti medici che raggiungono l’età pensionabile e pochi che hanno la possibilità, dopo il necessario percorso di specializzazione, di subentrare. Il rapporto sarebbe addirittura di uno a cinque.

In Val Gandino, a creare una vera e propria emergenza, sono stati i pensionamenti negli ultimi mesi del dottor Vincenzo Zanotti e del dott. Giuseppe Ongaro, ma anche il trasferimento in altra sede deciso dal dottor Marco Giorgi. Considerando che ciascun medico ha un tetto di 1500 assistiti, si può comprendere come quasi un terzo dei cittadini della Val Gandino si sia trovato, proprio nel periodo della pandemia, senza un medico certo di riferimento.

Code di prima mattina martedì 30 marzo allo sportello Ats di Gandino

L’Ats Bergamo ha istituito per alcuni mesi il servizio Cad (Continuità Assistenziale Diurna) presso la sede di Gandino (piano terra della scuola primaria), ora sospeso con l’entrata in servizio delle due nuove dottoresse. In questi mesi, per sostituire il dottor Giorgi (ma non con nomina definitiva) è arrivato anche il dott. Mattia Vavassori, poi sostituito da fine settembre dal dott. Francesco Laganà. Martedì 30 marzo, lunghe code di cittadini si sono formate all'esterno degli sportelli Ats di Gandino, dove è possibile scegliere il nuovo medico. Per scongiurare assembramenti è intervenuta anche la Protezione Civile.

Il “risiko” relativo ai medici di base ha allarmato non poco la popolazione nelle ultime settimane e animato anche numerose discussioni social, soprattutto riguardo la possibilità che le nuove dottoresse potessero o meno aprire il proprio ambulatorio anche nei vari paesi, oltre che a Gandino.

«Diciamo subito - spiegano le due - che da parte nostra non c’è alcuna preclusione a predisporre orari d’ambulatorio anche in altri Comuni oltre a Gandino. Comprendiamo benissimo le esigenze dei cittadini, le necessità logistiche e anche le preoccupazioni per gli assistiti più anziani, cui comunque, se necessario, assicuriamo le visite domiciliari». Chi dovesse pensare a due giovani studentesse alla scoperta di un mondo inesplorato è subito smentito: entrambe, nel corso dei mesi più duri della pandemia durante il 2020, erano in servizio presso la Guardia Medica di Alzano Lombardo, quando i medici di base faticavano a raggiungere tutti i pazienti o, addirittura, erano essi stessi contagiati. «Abbiamo vissuto giorni davvero drammatici – ricordano – e crediamo che proprio la pandemia abbia acceso i riflettori sulle criticità del sistema territoriale, cui ora contiamo di dare il nostro contributo con il supporto di sindaci e cittadini».

Uno dei nuovi ambulatori medici nella sala polifunzionale di Peia

A preoccupare la gente della Val Gandino è stata soprattutto la scelta iniziale di stabilire lo studio (a breve associato) presso la casa di riposo di Gandino: un luogo a dire di molti un poco decentrato, con una situazione viabilistica e di parcheggi non del tutto ottimale. «Abbiamo dialogato con tutti i sindaci della Valle – spiegano le dottoresse –, trovando una complessiva disponibilità di locali e di sostegno. La scelta di Gandino si basa innanzitutto sulla disponibilità di locali ampi e adeguati, ma come detto non esclude a priori la possibilità in futuro di proporre orari ambulatoriali anche in altri paesi».

Chiappa e Marini, poi, aggiungono: «Chiediamo agli assistiti di comprendere anche le necessità professionali che sono alla base della nostra scelta. Dovremo affrontare da subito centinaia di pazienti di cui ancora non conosciamo la storia clinica e dei quali dovremo conquistarci la fiducia, che non può certo essere scontata. Condividere lo studio ci offre possibilità di confronto e arricchimento reciproco, ma consente anche di offrire servizi associati, come per esempio l’apertura al sabato. Non bisogna pensare a uno studio medico come a un semplice sportello, utile al più per qualche prescrizione. Dobbiamo considerare le dotazioni tecnologiche, la gestione dei rifiuti speciali, le utenze, considerando che alcuni servizi (ad esempio l’invio a distanza delle prescrizioni per la farmacia) sono divenuti di normale utilizzo anche a causa dell’emergenza di quest’ultimo anno».

Nei vari paesi, la disponibilità di locali per proporre ambulatori decentrati è sostanzialmente ampia. A Cazzano c’è l’ambulatorio nello stabile che ospita anche la farmacia comunale, a Peia ci sono gli studi approntati da poche settimane nella sala polifunzionale (a ora utilizzati dal solo dottor Perico), a Casnigo l’Amministrazione è al lavoro per spazi dedicati, mentre a Leffe ci sono gli spazi presso Casa Serena, già utilizzati da altri medici. «I sindaci hanno mostrato attenzione concreta – aggiungono le dottoresse – e siamo certe che questa collaborazione porterà a risultati concreti. Ora abbiamo bisogno di metterci al lavoro e abbiamo la voglia e l’entusiasmo per farlo davvero con grande spirito di servizio».

Per la scelta del medico, i cittadini della Val Gandino possono rivolgersi lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì presso gli Uffici Amministrativi Ats (via Manzoni 98, piano terra) dalle 8.30 alle 12.30 (lunedì e giovedì anche dalle 14 alle 15.30). Attivo anche lo sportello di Gandino (il martedì dalle 8.30 alle 12.30). In quest’ultima sede sono stati approntati turni straordinari martedì 30 e mercoledì 31 marzo, dalle 8.30 alle 16. Fra le scelte possibili, anche quelle per medici già attivi sul territorio: Claudio Lazzaroni, Giulio Mosconi, Lidia Mosconi, Fabio Perico, Guglielmo Pezzoli, Gianluigi Radici e Valentina Repetti.