L'assurdo

Medici eroi, ma costretti a restituire i soldi alla Regione Lombardia

Sono i rimborsi previsti per le visite di guardia medica fuori ambito dal 2007 al 2013 (un euro in più all’ora) erano illegittimi, dice la Corte dei Conti

Medici eroi, ma costretti a restituire i soldi alla Regione Lombardia
30 Ottobre 2020 ore 02:23

Mentre la Regione è alla ricerca spasmodica di medici, infermieri e personale sanitario per far fronte alla nuova ondata di coronavirus, e a pochi mesi dalla celebrazione di queste categorie come “eroi”, la stessa Lombardia sta chiedendo, proprio in questi giorni, soldi indietro – e talvolta non pochi – proprio ai camici bianchi. Tutto parte da una sentenza della Corte dei Conti, secondo la quale i rimborsi (un euro in più all’ora dal 2007 al 2013) ricevuti dai medici generici lombardi per le visite di guardia medica al di fuori del proprio ambito (di cui beneficiano i turisti, chi si sposta per lavoro, o chi semplicemente ha un problema di salute lontano da casa) sarebbero illegittimi.

Accordo sindacale del 2007. Quell’euro in più all’ora nasce da un accordo firmato dai sindacati dei medici e dal Pirellone, ma per i giudici non è a norma ed è stato sospeso. Per questo sono finiti sotto inchiesta una cinquantina di funzionari regionali: quell’euro non è previsto dalle leggi che disciplinano la materia, né dal contratto nazionale. Un surplus da restituire, quindi.

Lettere dalle Asl. Da settimane le aziende sanitarie di competenza stanno scrivendo ai medici che avevano esercitato le funzioni di continuità assistenziale (così si chiama la guardia medica non ospedaliera) chiedendo la restituzione dei soldi. C’è chi dovrebbe pagare anche 10mila euro, e a chi sta facendo ancora la guardia medica è stato bloccato lo stipendio. Addirittura alcune richieste sono arrivate agli eredi di medici defunti.

Richiesta inattesa. Le missive, dopo le vacanze, sono state un fulmine a ciel sereno per i camici bianchi. Il sindacato Fimmg (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) ha detto agli iscritti di non pagare, perché comunque c’è un processo in corso. Non è la prima volta che i contratti integrativi regionali finiscono sotto la lente di ingrandimento della Corte dei Conti e della Guardia di Finanza: sentenze favorevoli ai medici ce ne sono già state.

 

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