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Perché e come accade

Migranti, gli allarmanti numeri dei bambini scomparsi

Migranti, gli allarmanti numeri dei bambini scomparsi
Cronaca 20 Ottobre 2014 ore 13:03

Le cifre sono alte e allarmanti: in Italia ci sono oltre 3.000 bambini spariti. Un dato diffuso dall’ultimo rapporto del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali relativo ai minori stranieri non accompagnati. In totale (dati aggiornati al 30 settembre 2014), in Italia risultano essere arrivati oltre 22.000 minori, di cui 12.164 non accompagnati. Sono per lo più sbarcati sulle coste siciliane da soli o in compagnia di adulti che non risultano essere i loro genitori. Tutti sono stati registrati: 9001 sono presenti, i restanti 3.163 sono irreperibili. La maggior parte è costituita da maschi di età compresa tra i 14 e i 17 anni, meno di un migliaio quelli più piccoli. Provengono dall’Africa e dal Medio Oriente (Siria, Somalia ed Eritrea sono le nazionalità più numerose); Sicilia si dirigono poi nelle varie regioni italiane. Sfuggono dalla guerra, dalle carestie, da situazioni di pericolo. Sono in cerca di un futuro.

In Italia l’accoglienza per i minori non accompagnati funziona così: una volta entrati sul territorio italiano, nel caso in cui non siano accompagnati da un familiare, i minori passano automaticamente sotto la custodia dello Stato. Normalmente vengono mandati nei centri di prima accoglienza e poi vengono inseriti in vari programmi di educazione e integrazione e dati in adozione a famiglie italiane. In realtà le strutture sono spesso fatiscenti e sovraffollate, non adeguate ad accogliere minori per lungo tempo. I bambini rimangono fermi nei centri di prima accoglienza e non ricevono alcuna forma di assistenza. L’Italia non possiede la capacità di assorbire il flusso di questi migranti, che per la loro condizione sono particolarmente vulnerabili. Di circa un terzo di loro, dunque, si perdono le tracce.

Che fine fanno i bambini spariti. Nessuno sa con precisione che fine facciano i bambini che spariscono. Alcuni scappano, altri vengono rapiti e sono costretti a pagare un riscatto per la loro liberazione. Molti finiscono nella rete dei trafficanti di bambini per pagare il debito che le loro famiglie hanno nei confronti di chi li ha fatti venire in Italia. In tutti i casi il loro viaggio della speranza si trasforma in un incubo.

Un fenomeno su cui, come riporta il Post, ha indagato anche il Guardian. Si teme che i bambini spariti diventino vittime di un nuovo, fiorente, mercato di sfruttamento sessuale e lavoro minorile. Molti di loro sono a Roma, dove ormai la situazione di sfruttamento è fuori controllo.

Il dramma e la Convenzione di Dublino. Il dramma dei clandestini minorenni è strettamente legato alla questione dell’ottenimento del diritto di asilo. Il direttore del Centro Astalli, una ong che accoglie migranti a Catania, spiega al Guardian: «La maggior parte dei bambini eritrei rifiutano di essere identificati dalle autorità all’arrivo nel paese a causa della Convenzione di Dublino, che non permette loro di chiedere asilo in altri Paesi, se sono stati registrati in Italia». Di qui il rifiuto di essere accolti in case e strutture statali. «Mentre dormono alla stazione ferroviaria vengono intercettati da reti di trafficanti che promettono di dare loro un riparo e trovare loro un lavoro. Ma poi sono rinchiusi in case e, se la famiglia non può pagare per la loro liberazione, devono lavorare, spacciando, prostituendosi o lavorando nei campi».

Le richieste delle organizzazioni al Parlamento italiano. Per fare in modo che questi minori non accompagnati vengano tutelati e riescano a sfuggire alle reti criminali, le ong che si occupano della tutela dei bambini (AIBI, Amnesty International, Caritas Italiana, Centro Astalli, CIR, CNCA, CNCM, Comunità di Sant’Egidio, Emegency, Intersos, Save the Children Italia, Terre des Hommes) mesi fa hanno fatto pressioni per presentare al Governo e al Parlamento Italiano alcune richieste specifiche, che facciano fronte alle condizioni critiche e inadeguate di accoglienza e protezione.

Hanno chiesto che i minorenni stranieri non accompagnati vengano accolti e protetti adeguatamente e abbiano la possibilità di iniziare al più presto il loro percorso di integrazione. Hanno sollecitato la creazione di condizioni dignitose di ospitalità, basate su un sistema di strutture di prima accoglienza temporanea con criteri e standard di qualità omogenei e tali da evitare il sovraffollamento, che favoriscano il successivo trasferimento dei minorenni stessi alle comunità di accoglienza distribuite sull’intero territorio nazionale. Hanno reclamato, inoltre, il potenziamento delle modalità di affidamento familiare. Per prevenire i rischi di fuga e sfruttamento le ong hanno chiesto che siano rese più celeri le procedure di identificazione e la nomina dei tutori, favorendo anche i processi di avvio all’autonomia attraverso adeguate misure di sostegno ai processi di inclusione sociale.

Approvata la proposta di legge. Save The Children aveva infatti ammonito l’Italia per il fatto che il Paese affronta la questione dei minori non accompagnati solo in termini di emergenza, con costi decisamente più elevati, peraltro, rispetto all’attuazione di un piano organico preventivo. Per questo, insieme alle altre ong, aveva chiesto che venisse approvata la proposta di legge volta a disciplinare l’accoglienza di questi ragazzi. La proposta, promossa da Save The Children e da alcuni parlamentari di maggioranza e opposizione, è stata approvata la scorsa settimana in Commissione Affari Costituzionali, e principalmente si basa sul potenziamento ed allargamento del sistema Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), visto come strumento in grado di rispondere in maniera tempestiva ed efficace alle esigenze di accoglienza.

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