Pubblicato su BMJ

Il mondo sta andando… in cenere Ecco quanto fuma la nostra Terra

Il mondo sta andando… in cenere Ecco quanto fuma la nostra Terra
14 Settembre 2019 ore 09:03

Il mondo è una grande ciminiera. E intendiamo per l’innumerevole presenza globale di tabagisti. Sebbene il loro numero sia calato dagli anni ’80, resta comunque troppo considerevole. La concentrazione di “sigarettai” sarebbe superiore in alcune aree, in testa la Cina, ma con dati generalmente poco confortanti. È quanto rileva uno studio ad opera di università canadesi e pubblicato su BMJ, che ha misurato il consumo di tabacco in 71 Nazioni del mondo.

 

 

Il fumo è ancora un flagello. Infatti, nonostante le campagna di sensibilizzazione sulla pericolosità e i drammatici effetti del fumo, i risultati tardano a farsi vedere. O sono comunque inferiori alle aspettative, tanto che il tabacco resta uno dei peggiori nemici della vita, mietendo circa sei milioni di vittime ogni anno. Tutte, o gran parte, potenzialmente prevenibili. Eppure le prospettive sono letali, con dati stimati in crescita: secondo l’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le dipartite dovute al tabacco saliranno dai cento milioni del Ventesimo Secolo a un miliardo nel Ventunesimo Secolo. Un trend inarrestabile, dicono gli esperti, se non si metteranno in atto misure efficaci e cautelative senza ulteriori indugi. Infatti, sebbene si registri un calo nel fumo quotidiano tra gli uomini come tra le donne dagli anni ’80 al 2012, nelle stesso arco di tempo i fumatori, comprensivi di ambo i sessi, risulterebbero aumentati, passando da 720 milioni a oltre un miliardo. Sono i resoconti emersi dallo studio sopracitato, con a capo la York University di Toronto, che ha confrontato le abitudini al fumo in 71 Nazioni del mondo dagli anni ’70 a tempi più recenti.

I frutti della ricerca. Lo studio ha consentito innanzitutto la creazione di una banca dati, l’International Cigarette Consumption Database (ICCD), ad accesso libero, che raggruppa informazioni sul fumo globale, riferibile al 95 per cento dell’attività tabagista totale nell’85 per cento circa della popolazione mondiale. Dati che sono stati ricavati per lo più da fonti governative ufficiali, ritenute fra le più affidabili, poi schematizzati in unità di sigarette consumate per anno per ogni Nazione considerata. Dall’altro, ha offerto una interessante mappatura riguardo la diffusione e concentrazione del fumo nelle differenti aree del globo: la buona notizia è che si registra una calo generalizzato dell’uso al tabacco, fatto salvo per alcune territorialità. La Cina, che si attesta la più forte “fumatrice” con un consumo di circa 2,5 milioni di tonnellate di sigarette nel 2013, seguita da Russia con 0,36, Usa e Indonesia ambedue con 0,28 e il Giappone, in coda, con 0,20. Qualche miglioramento c’è stato: americani e nipponici sono riusciti a tagliare il consumo di oltre 0,1 punti rispetto alla decade precedente, contro una stabilità dei consumi russi. In controtendenza gli altri.

 

 

Misure attuative. Il quadro emerso dallo studio, affermano gli autori, invita a revisionare e implementare i sistemi di monitoraggio riguardo i consumi generali utili a valutare gli effetti della Framework Convention on Tobacco Control, un trattato internazionale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, adottato nel 2003 da 181 firmatari, e di altri strumenti di controllo inerenti il consumo di tabacco. Si continuerà, inoltre, sul filone precedentemente intrapreso, ovvero il possibile aumento delle tasse sul tabacco, leggi anti-fumo ancora più stringenti, divieto di pubblicità e supporto alla cessazione del fumo attraverso normative più severe in funzione dei risultati positivi emersi da ricerche precedenti sulla riduzione di prevalenza dei tabagisti. Paesi a basso e medio income, dicono gli esperti, richiederanno invece un lavoro di sensibilizzazione ancora maggiore.

Il bilancio dello studio. È pienamente soddisfacente in relazione al fatto che si tratta della prima analisi che comprova, con dati reali alla mano, i consumi di sigarette in buona parte del mondo nell’arco degli ultimi trent’anni; migliorabile per quanto attiene le abitudini dei tabagisti. Sebbene risultino più contenuti rispetto al passato, i numeri dei tabagisti sono ancora su valori reputati globalmente troppo alti.

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