La scoperta

Mozzanica, dodici panetti di hashish in camera: arrestato idraulico di 26 anni

Il giovane si trova ora agli arresti domiciliari. Nascondeva la droga sotto dei vestiti nell'armadio. Ad attirare i carabinieri una lite con la madre

Mozzanica, dodici panetti di hashish in camera: arrestato idraulico di 26 anni
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Una lite con la madre e patatrac. I carabinieri attirati dalle urla sono entrati in casa e gli hanno trovato un bel po' di hashish. E' finito nei guai un giovane idraulico di 26 anni, che ora è accusato di aver spacciato per arrotondare i guadagni.

L'uomo è stato scoperto con la droga in casa ieri, venerdì 9 febbraio, nella sua abitazione di Mozzanica.

Come riporta Corriere Bergamo, erano circa le 16,30 quando i carabinieri di Verdello si sono attivati dopo che qualcuno ha segnalato di aver udito delle urla provenire dall'abitazione in cui il ventiseienne vive con la madre. E proprio con lei era scoppiato il litigio.

Giunti sul posto i militari dell'Arma hanno ascoltato la donna, che ha spiegato come il figlio aveva danneggiato dei mobili e il suo telefonino, spiegando tuttavia di non aver mai subito violenze fisiche. Il giovane era già uscito di casa.

Un odore sospetto dalla camera: era l'hashish

A tradire il ventiseienne un odore strano che proveniva dalla sua camera da letto: è bastata infatti una breve perquisizione per trovare ben dodici panetti e mezzo da cento grammi l'uno di hashish, nascosti sotto alcuni vestiti all'interno dell'armadio, insieme a due bilancini e materiale utile al confezionamento.

Quando il giovane idraulico è rincasato all'ora di cena, la sorpresa: ha trovato ad attenderlo i carabinieri che lo hanno tratto in arresto.

Per lui processo per direttissima. Davanti al giudice, il giovane ha spiegato di fumare hashish quasi tutti i giorni e di lavorare fisso per una ditta con uno stipendio fra i duemila e i duemila e cinquecento euro netti mensili. A suo carico anche un precedente penale per danneggiamento di un'automobile.

Il giudice, fra la proposta di carcere del vice procuratore e quella di obbligo di firma richiesta dall'avvocato d'ufficio, ha infine mediato stabilendo per il ventiseienne i domiciliari e rinviando il processo a marzo.

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