Forte calo a livello nazionale

Multe, a Bergamo 72 euro l’anno (a Milano 170, a Caserta 0,60)

Multe, a Bergamo 72 euro l’anno (a Milano 170, a Caserta 0,60)
20 Luglio 2014 ore 06:50

Lunedì 21 luglio Il Sole 24 Ore ha pubblicato la classifica delle multe nei capoluoghi di provincia italiani. Su 108 posizioni, Bergamo si piazza nella parte alta, precisamente 19esima. Il quotidiano economico ha stimato che il capoluogo orobico, nell’intero 2013, ha incassato 5 milioni, 341 mila e 471 euro dalle infrazioni al codice della strada, con una media per patentato di 72,20 euro. Rispetto al 2012, Palazzo Frizzoni ha guadagnato un po’ meno, e precisamente 200 mila euro rispetto ai 5 milioni e 500 mila euro circa incassati l’anno precedente. Una situazione certamente inattesa, visto il grande sforzo, anche economico, fatto per l’installazione delle telecamere nelle zone a traffico limitato, che avrebbero dovuto aumentare sensibilmente anche gli introiti provenienti dalle multe. In realtà le contravvenzioni sono sì aumentate, come dimostra l’impennata di costi postali dovuti alle notifiche ai multati, passati dai 783 mila euro del 2012 agli 896 mila dell’anno passato, ma l’entrata in vigore, proprio nel 2013, del decreto che prevede una riduzione del 30 percento sull’importo della multa nel caso in cui venga saldata entro cinque giorni dalla notifica o dalla contestazione ha comportato un inevitabile calo degli incassi. Lo stesso dato è stato riscontrato anche in tante altre città italiane.

La classifica nazionale. Se Bergamo si piazza in 19esima posizione, nella classifica delle città dove si sono pagate più multe nel 2013, saldamente in testa è Milano, con 132 milioni, 307 mila e 730 euro, che spalmati sui patentati meneghini significano un salasso da 170,5 euro a persona. Brescia è invece undicesima, con 12 milioni, 68 mila e 235 euro complessivi, 99,5 per patentato. Verona infine, altro capoluogo di provincia vicino a Bergamo, è al 16esimo posto, con 14 milioni, 856 mila e 814 euro totali, 88,1 per patentato.

La prima città del centro sud ad entrare nella parte alta della classifica è Roma, in 14esima posizione, con 88,5 euro all’anno per patentato (154 milioni, 246 mila e 564 euro). Le ultime posizioni invece sono quasi totalmente occupate da capoluoghi del centro sud, dove solo Gorizia, 98esima (16,5 euro per patentato), e Belluno, 97esima (16,7 euro), rappresentano il Nord.

La città in cui gli automobilisti non devono certamente preoccuparsi delle infrazioni al codice della strada è Caserta, poiché ogni patentato ha pagato, in media, appena 60 centesimi in multe nel 2013. Talmente pochi che Il Sole 24 Ore ipotizza un qualche inciampo nella contabilizzazione. Complessivamente, l’anno passato, i verbali hanno portato nelle casse dei comuni poco meno di 1,4 miliardi, un calo sensibile dopo che nel 2011 era stato sfiorato l’incasso di 1,5 miliardi, con una crescita del 15 percento rispetto al 2008. Sul calo ha influito la crisi, con gli italiani che hanno tagliato molti costi, tra cui la benzina, come conferma il dato raccolto dall’Asstra (Associazione delle società ed enti del trasporto pubblico locale) e presentato poco tempo fa, in cui si è stimato che, rispetto al 2008 (ultimo anno pre-crisi), c’è il 16,1 percento di auto in meno sulle nostre strade. Nel 2013 però, c’è stato un lieve aumento del 4,1 percento rispetto all’anno prima.

Il crollo del primo semestre 2014. Il Sole 24 Ore analizza anche i dati del primo semestre dell’anno in corso, confrontandolo con il precedente, e i risultati sono allarmanti: le entrate da multe dei comuni italiani sono in picchiata, come dimostra l’eclatante meno 84,38 percento di Palermo, passata dai circa 7 milioni e mezzo di euro raccolti nei primi sei mesi del 2013 all’appena 1 milione e 163 mila euro del primo semestre di quest’anno. Galleggia Milano, con un lieve calo del 7 percento, mentre scendono di oltre il 40 percento città quali Roma, Catanzaro e Cagliari. Unica a crescere è Genova, con un pallido più 1,80 percento. Molti comuni presentano un numero di contravvenzioni costanti e spiegano il calo di introiti con la stessa motivazione fornita da Palazzo Frizzoni, ovvero quella riduzione del 30 percento per chi salda la multa nei cinque giorni successivi alla notifica della contravvenzione.

Ad influire è stato anche il blocco della riscossione coattiva delle multe non ancora pagate. Secondo i calcoli della Corte dei Conti, nei bilanci degli enti locali sono iscritti ben 8 miliardi di vecchie entrate non riscosse, di cui la maggior parte proveniente dalle multe. La riforma della contabilità pubblica, approvata nel 2011 e che entrerà in vigore nel gennaio 2015, prevede la cancellazione delle entrate che non si riescono più ad incassare, in cui rientrerebbero buona parte di quegli 8 miliardi. Come spiega Il Sole 24 Ore, il rischio è di aprire buchi di bilancio spaventosi nei comuni italiani che rischierebbero di far saltare i conti di diverse città. Per questo è necessario valutare con attenzione la situazione delle multe da qui ai prossimi mesi.

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