Si chiamava Giuseppe Girolamo

Il musicista della Concordia salvò una vita: non dimenticatelo

Il musicista della Concordia salvò una vita: non dimenticatelo
31 Ottobre 2014 ore 12:52

Sono tanti i tasselli fuori posto, nel confuso mosaico del naufragio della Costa Concordia, la nave da crociera che il 13 gennaio 2012 si è piegata su un fianco al largo dell’Isola del Giglio, a causa di una falla aperta dallo scontro con gli scogli delle Scole. Il comandante Schettino sbarcò prima che i soccorsi sul fianco sinistro fossero terminati, negando assistenza ai suoi passeggeri. Nel naufragio morirono 32 persone per asfissia da annegamento, a cui si aggiunse un sommozzatore deceduto durante le operazioni di soccorso. I carabinieri hanno ricostruito gli attimi precedenti al disastro grazie alla testimonianza dei sopravvissuti: «fu deciso che le persone sul lato sinistro della nave andassero sul lato destro, formando una catena umana. Ma nell’effettuare tale trasferimento alcune vittime si sono accorte che l’acqua stava affiorando, che l’acqua creava un gorgo, un risucchio: la catena umana ha cercato di allontanarsi invertendo la marcia, così alcuni sono stati persi di vista e sono stati ritrovati morti annegati”. I corridoi interni alla Costa Concordia, inoltre, si erano trasformati in pozzi scivolosi e in molti vi trovarono la morte.  Quale terribile sorte sia poi toccata a Schettino, per le conseguenze tremende della sua sciagurata irresponsabilità, è cosa nota: elevato al rango di accademico. Sappiamo anche quale avanzamento di carriera sia invece toccato al capo della capitaneria di porto Gregorio De Falco, colui che i soccorsi li condusse davvero e che intimò a Schettino di tornare a bordo e di portare a termine il suo dovere (senza essere ascoltato): declassato al rango amministrativo. Come si usa dire, la vicenda si commenta da sé.

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Ma nel grande polverone sollevato dalle reciproche accuse, dagli scandali e dalle oneste indignazioni, si rischia di dimenticare chi dovrebbe essere ricordato come esempio di cittadino e di uomo esemplare. Giuseppe Girolamo, trentenne di Alberobello (Bari), lavorava come musicista a bordo della Concordia. Suonava con la Dee Dee Smith band ed era uno storico membro degli «Italian Dreamers», il fun club del gruppo statunitense Dream Theater. La sera del 13 gennaio stava intrattenendo gli ospiti a cena, quando la nave si è inclinata bruscamente. Girolamo aveva un posto sulla scialuppa, ma ha preferito lasciarlo a una bambina. Non sapeva nuotare e il suo corpo è stato trovato il 22 marzo 2012. Qualche giorno fa, l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale della Toscana, su iniziativa dei consiglieri Mauro Romanelli e Gianluca Lazzeri, ha deciso all’unanimità di assegnare il Gonfalone d’argento al giovane, ma per qualcuno non è abbastanza. Antonio Nisita, insegnante di Portici (Napoli) ha lanciato una petizione di Change.org e ha detto: «Non ce la faccio a vedere Schettino distribuire autografi e tenere lezioni nelle università mentre dello sfortunato ma eroico Giuseppe Girolamo nessuno parla». Nonostante abbia offerto il «massimo esempio di solidarietà, cioè dare la propria vita per salvare un bimbo, Giuseppe è un eroe silente e senza voce. Quali valori trasmette la nostra società? Bisogna tornare ad offrire ai giovani esempi di valori positivi quali la solidarietà, l’altruismo, la fraternità tra esseri umani». E dunque «bisogna assegnare la medaglia d’oro al valor civile al musicista della nave Concordia, Giuseppe Girolamo, morto a trent’anni per cedere il suo posto sulla scialuppa ad un bambino». La petizione è stata lanciata e, se non altro, servirà certamente a tenere viva la memoria del musicista. Insieme a Girolamo, si dovrebbero ricordare tutti coloro che si prodigarono per salvare le vite degli altri: tra questi c’è Francis Servel, 71enne francese che si è sacrificato dando il suo giubbotto di salvataggio alla moglie. La piccola Dayana Arlotti, soltanto cinque anni, è morta insieme al padre William, ha cercato di recuperarla dopo che la bimba scivolò via da una catena umana al ponte 4, dentro un corridoio diventato ‘pozzo’. Non ce l’ha fatta nemmeno Alberto Costilla Mendoza, 50 anni, scivolato mentre stava cercando di aiutare un gruppo di passeggeri.

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La nave Concordia, intanto, si trova attraccata al porto di Prà, a Genova. I lavori di smantellamento dureranno 22 mesi, per un valore di 104 milioni di dollari. Tuttavia, quella che all’inizio si prospettava come una demolizione sarà un’imponente operazione di riciclaggio. Verranno recuperate infatti oltre 50 mila delle 60 mila tonnellate del relitto. A occuparsi dello smaltimento di quella che è stata per anni l’ammiraglia di Costa Crociere sarà il consorzio “Ship Recycling”, formato da Saipem al 51 per cento e, per il resto, dal cantiere San Giorgio.

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