Ci sono 600 fabbriche

Il villaggio del Natale è cinese e di fiabesco non c’è proprio niente

Il villaggio del Natale è cinese e di fiabesco non c’è proprio niente
24 Dicembre 2014 ore 12:40

Altro che Lapponia. Il villaggio di Babbo Natale è cinese e non è per niente fiabesco. Anzi, è fin troppo reale. Si trova nella città di Yiwu, 300 km a sud di Shanghai. Al posto delle casette dei folletti e degli altri aiutanti di Santa Klaus, ci sono 600 fabbriche da cui esce il 60 percento delle decorazioni natalizie del mondo. Ci lavorano soprattutto agricoltori e altri abitanti delle campagne che hanno abbandonato i paesi natali per cercare di guadagnare un po’ di più. Per 12 ore al giorno realizzano decorazioni natalizie, in stanzoni completamente cosparsi di polvere rossa, sia il pavimento che le pareti. Lo stipendio mensile si aggira tra le 200 e le 300 sterline.

Tra i dipendenti dell’industria delle decorazioni natalizie cinese ci sono anche Wei, un ragazzo di diciannove anni, e suo padre. Provengono dalla provincia agricola dello Guizhou. Wei non ha ben chiaro che cosa sia il Natale. Pensa che sia una specie di Anno Nuovo cinese, solo per stranieri. Nell’arco della giornata intinge nella colla fiocchi natalizi in plastica e poi li mette in una macchina che li colora di rosso. Ripete questa operazione fino a realizzare 5mila pezzi. Ogni giorno, tutti i giorni. Alla fine della giornata, padre e figlio escono ricoperti di polvere rossa dalla testa ai piedi. Il padre indossa un cappello da Babbo Natale, non perché senta particolarmente lo spirito della festa, ma per fare in modo che i suoi capelli non diventino completamente rossi. Padre e figlio sperano di riuscire a lasciare questo lavoro a partire dall’anno prossimo. Se saranno riusciti a guadagnare abbastanza, infatti, potranno fare ritorno nel loro paese e Wei potrà sposarsi.

Dal 2001 al 2014 le fabbriche impegnate nella produzione delle decorazioni natalizie sono passate da 10 a 600. Le Nazioni Unite hanno dichiarato che il complesso è il più grande mercato all’ingrosso di piccoli derivati. L’estensione del sito ha addirittura richiesto una sorta di piano urbano, che ha diviso questa sorta di tempio del commercio in cinque distretti. Il Distretto numero Due è quello in cui si può trovare il Natale. Letteralmente. Ci sono corridoi chilometrici ricolmi di luci Led, calze di tutte le taglie, alberi di plastica e persino qualche improbabile Babbo Natale intento a suonare il saxofono.

Per qualcuno uno spettacolo del genere potrebbe risultare inquietante, se non altro eccessivo. Invece per Cheng Yaping, il cofondatore della Boyang Craft Factor, stare seduto qui per tutto il giorno, potere ammirare tutte queste stupende decorazioni, è un vero toccasana per il suo umore. Le decorazioni della Boyang ora sono in vendita anche online, su Alibaba e su Made in China. Si possono trovare 1,4 milioni di diverse decorazioni natalizie, pronte per essere spedite e consegnate alla porta dell’acquirente. Roba da fare arrossire dalla vergogna persino le renne di Babbo Natale.

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