Analisi dei dari

Neppure il numero dei guariti che fornisce la Protezione Civile è veritiero (sono di meno)

Ormai abbiamo capito che i numeri di contagi e di decessi annunciati sono in realtà meno di quelli reali. Ora si scopre che anche quello delle persone guarite non è molto affidabile

Neppure il numero dei guariti che fornisce la Protezione Civile è veritiero (sono di meno)
04 Aprile 2020 ore 14:22

Sappiamo ormai bene che, purtroppo, i numeri ufficiali forniti da Regione e Protezione Civile ogni giorno circa il Coronavirus non rappresentano in modo realistico la situazione. I contagi sono molti, molti di più e anche i decessi sono stati e continuano a essere più di quelli annunciati ogni giorno. Resta il fatto, però, che quei numeri sono gli unici ufficiali a disposizione di tutti e gli unici, dunque, a cui aggrapparsi per poter avere un quadro dell’avanzamento dell’epidemia nel nostro Paese.

Detto questo, solitamente il numero uno della Protezione Civile, Angelo Borrelli, apre le sue conferenze con la nota positiva: il numero dei guariti. Ecco, ora scopriamo (grazie a un’analisi realizzata dalla Fondazione Gimbe in collaborazione con Youtrend) che neppure questo dato è reale. O meglio, non offre il quadro reale della situazione. Come ha infatti spiegato Il Post, il dato dei “guariti” dato da Borrelli ogni tardo pomeriggio comprende sia i veri guariti dal Coronavirus che il totale delle persone dimesse dagli ospedali e che potrebbero essere ancora malate, ma messe abbastanza bene da poter continuare le cure a casa.

Si tratta di una semplificazione comunicativa, possiamo dire. Comprensibile, ma che resta non corretta. Per capirne i motivi, bisogna ricostruire il modo in cui si “formano” i dati della Protezione Civile: in sostanza, ogni singola Regione comunica alla Protezione i suoi numeri, e si fa il totale. E qui sta il problema, che la Fondazione Gimbe ha spiegato analizzando come Regione Lombardia, la più colpita dal virus in Italia, raccoglie i suoi dati: «La Lombardia nel bollettino quotidiano non menziona affatto il numero delle guarigioni, ma riporta solo il numero di pazienti dimessi dall’ospedale (o dal pronto soccorso) e inviati in isolamento domiciliare. Tutti questi casi confluiscono nei “Dimessi/Guariti” del bollettino nazionale, sovrastimando il tasso di guarigione».

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