Le zone più colpite

«Non arriva l’Apocalisse, però…» Il maltempo in tutta la Lombardia

«Non arriva l’Apocalisse, però…» Il maltempo in tutta la Lombardia
Cronaca 30 Ottobre 2018 ore 06:30

È iniziata sabato una settimana che metterà a dura prova il sistema idrogeologico lombardo. E, purtroppo, i violenti acquazzoni delle ultime ore hanno già causato diversi disagi anche in Bergamasca. A Vilminore, alle 16.30 circa di domenica 28, è franata una parte di provinciale, portando con sé anche una casa costruita sotto il muro di sostegno. Per precauzione, il primo cittadino ha ordinato lo sgombero di alcune abitazioni nella zona a monte della frana, per un totale di venti persone. La mattina di lunedì 29, anche la strada comunale di Vilminore ha subito dei cedimenti. Parallelamente, la Protezione civile sta tenendo monitorata una frana in località Fucine. Tre ponti sul fiume Serio sono stati transennati (ma quello ad Albino, in viale Stazione, è stato riaperto la mattina del 29), delle strade in alta Valle Seriana sono state bloccate e si tengono costantemente monitorati i livelli di torrenti e corsi d’acqua, con il fiume Brembo che preoccupa particolarmente. In Val Brembana, sono già stati tre gli interventi dei Vigili del fuoco.

 

 

Purtroppo nelle prossime ore la situazione non migliorerà. Anzi. Il Centro Meteorologico Lombardo non nasconde la preoccupazione per l’evoluzione meteorologica attesa per lunedì 29: «Non arriva l’apocalisse, sia chiaro, però ci troveremo a fronteggiare molteplici criticità concentrate nel tempo e nello spazio – spiegano su Facebook gli esperti -. Armatevi di pazienza e di un bastimento ricolmo di buon senso: posticipate qualsiasi attività all’aperto che non sia necessaria, rimandate ogni viaggio non indispensabile, tenetevi costantemente aggiornati sull’evoluzione della situazione ascoltando le indicazioni fornite dagli enti competenti (Prot. Civile in primis), Prudenza e consapevolezza fanno la differenza, sempre». Tre i fattori principali di rischio secondo il Centro Meteorologico Lombardo. Il primo, principalmente di ordine idrogeologico, riguarda il comprensorio delle nostre valli, dove sono attese ulteriori cumulate importanti (da 100 a 200 mm nelle 24 ore), con picchi fino a 300 mm.

La seconda criticità è determinata dall’estensione padana delle intense linee temporalesche, che andranno via via ad attivarsi dal Ligure verso nord, impegnando i settori padani lungo delle direttrici semi-stazionarie. Le aree interessate, in prevalenza le province occidentali, potranno osservare rovesci localmente intensi, anche a carattere temporalesco, quindi con possibilità di locali nubifragi con accumuli fino a 100-150 mm in poco tempo. In prima battuta al mattino e nuovamente nel tardo pomeriggio/sera; la poderosa spinta delle correnti sciroccali di bassa quota, inoltre, determinerà l’esaltazione della convezione sempre a ridosso delle nostre aree centro-occidentali, con rigenerazione dei nubifragi lungo la frontiera occidentale della pressione sciroccale al suolo. Questa condizione è motivo di seria preoccupazione per quanto riguarda le cumulate sulle pianure lombarde centro-occidentali, fino al vicino Piemonte. In serata la spinta frontale da sud-ovest determinerà la progressiva traslazione dei nuclei temporaleschi verso nord-est, ad abbracciare le pedemontane e quindi le zone alpine liberando temporaneamente le pianure, dove tuttavia persisterà instabilità con piogge sparse, sebbene in attenuazione, anche nella notte su martedì 30.

 

 

La terza criticità riguarda il vento, che potrebbe risultare davvero notevole sia per quanto riguarda le raffiche massime sia per l’estensione e la durata dei venti sostenuti sotto la spinta sciroccale. Consideriamo che, nel momento di massimo approfondimento della depressione al suolo in risalita dal Mar di Sardegna alle Alpi Marittime, nella serata di lunedì la differenza tra la pressione atmosferica di Cuneo e Trieste supererà i 20 hPa (atteso un evento significativo d’acqua alta a Venezia). In sede padana, con estensione fino alle pedemontane, sono pertanto da attendersi venti davvero impetuosi dai quadranti orientali, con raffiche vicine agli 80 km/h, con picchi locali fino a 100-120 km/h. Molta attenzione, inoltre, ai forti venti sud-orientali sull’appennino dell’Oltrepò Pavese. Idem sui rilievi alpini e prealpini, specie dalla serata, si osserverà un significativo rinforzo serale della ventilazione al transito del sistema frontale.

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