La fine del sogno europeo

Non è da questi particolari (i rigori) che si giudica una grande squadra

Non è da questi particolari (i rigori) che si giudica una grande squadra
Cronaca 01 Settembre 2018 ore 05:00

Il sogno è svanito. L’Atalanta, in ben 210 minuti di supremazia quasi totale, non riesce a segnare nemmeno un gol ai danesi del Copenaghen e la beffa arriva ai rigori, dove i nerazzurri perdono per 4-3. Decisivi gli errori del Papu Gomez e di Cornelius, ma pesano come macigni i gol sbagliati nel primo tempo da Pasalic e la poca precisione sotto porta contro una squadra che poteva vincere solo ai rigori o grazie a un episodio. E alla fine così è andata.

 

 

Quante occasioni! Scelte confermate per il tecnico Gasperini: il ballottaggio tra Zapata e Barrow lo vince il colombiano, con Pasalic e Gomez nel tridente; a centrocampo Castagne viene preferito ad Hateboer mentre de Roon e Freuler con Gosens sono gli altri tre a completare la linea di mezzo. Giornata di pioggia intensa nella capitale danese, oltre 650 i sostenitori arrivati da Bergamo e sistemati dietro a una delle due porte. La gara inizia con i padroni di casa che provano a spingere, ma la prima grande occasione del match è per la Dea: al 5’, torre di Toloi al centro per Zapata, che manda la palla incredibilmente alta. Dopo una conclusione insidiosa di Fischer bloccata a terra da Gollini al 9’, la Dea inizia a macinare un po’ del solito gioco e le occasioni arrivano: al 17’ de Roon impegna il portiere avversario a terra, mentre al 20’ il destro di Pasalic al volo centra Jaronen a porta spalancata. Al 22’, sempre il croato combina bene con Gosens, ma spedisce di sinistro alle stelle; al 25’ Gomez si mette in moto per la prima volta palla a terra e dopo lo scambio con Zapata scarica un destro secco che viene sporcato sul fondo. Dopo una parata di Gollini su Skov (punizione mancina violenta ma non particolarmente pericolosa), l’Atalanta ha ancora una volta la grande occasione per andare in vantaggio ma la percussione laterale di Pasalic viene chiusa da un sinistro rasoterra che incoccia nuovamente le gambe di Joronen. Prima del riposo c’è spazio per una trama rasoterra tra de Roon, Zapata e Castagne, che però sbaglia il cross.

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Ripresa sottotono. Dopo il riposo, in campo succede poco. L’Atalanta sfiora il gol con Gomez, prima con un bel destro a giro parato (59’) e poi con un calcio di punizione millimetrico che si infrange sul palo (61’); eppure la sensazione che la Dea possa da un momento all’altro fare gol è meno forte di altre volte. Il Copenaghen riesce nell’incredibile impresa di non calciare mai in modo pericoloso verso Gollini e i nerazzurri, con Cornelius, vanno ancora vicini al gol (77’, colpo di testa su cross di Gosens). Lo 0-0 resiste e si va ai supplementari, dove ci prova Barrow un paio di volte (93’ e 99’) prima della fortunosa (e clamorosa) occasione di Boilesen (100’), che da due passi manda sul fondo. Emozioni finite, si va ai tiri dal dischetto.

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Maledetti rigori. La serie finale dei calci di rigori penalizza l’Atalanta: Gomez (traversa) e N’Doye (alta) falliscono un tiro per parte, ma all’ultimo respiro è Cornelius a farsi parare il tiro mancino, mentre il numero 19 Vavro diventa l’eroe di serata e manda in frantumi i sogni di gloria della Dea. L’amarezza è tanta, superarla non sarà facile. Ma grazie lo stesso ragazzi.

 

 

Copenaghen-Atalanta 0-0 (4-3 d.c.r.)
Rigoristi: de Roon (A, gol); Sotiriou (C, gol); Adnan (A, gol); Gregus (C, gol); Gomez (A, errore); Skov (C, gol); Masiello (A, gol); N’Doye (C, non gol); Cornelius (A, non gol); Vavro (C, gol)

Copenaghen (4-4-2): Joronen; Ankersen, Vavro, Bjelland, Boilesen (109’ Kvist); Skov, Falk (66’ Sotiriou), Zeca Thomsen (79’ Gregus); N’Doye, Fisher (109’ Bengtsson). All. Solbakken.

Atalanta (3-4-1-2): Gollini; Toloi, Palomino, Masiello; Castagne, de Roon, Freuler (91’ Pessina), Gosens (95’ Ali Adnan); Pasalic (57’ Barrow); Zapata (54’ Cornelius), Gomez. All. Gasperini.

Arbitro:  Sidiropoulos (GRE).

Ammoniti: 70’ Thomsen (C), 82’ Ankersen (C), 84’ Palomino (A), 110’ Pessina (A), 115’ Vavro (C).