In vista di Atalanta-Chievo

Mancini, la sorpresa dal sapore d’Europa

Mancini, la sorpresa dal sapore d’Europa
02 Febbraio 2018 ore 15:00

Secondo tempo

La ripresa riparte là dove si era concluso il primo tempo: con l’Atalanta ad attaccare alla ricerca del gol. La prima occasionissima già al 48′, ancora per Cristante, che viene trovato benissimo in mezzo all’area da de Roon, ma il suo destro al volo è fuori. Dopo un avvio forte, la Dea tira un po’ il fiato e cerca di bucare la difesa avversaria muovendo il pallone. Al 65′, Gasp toglie un buon Petagna e dà spazio a Cornelius, probabilmente nella speranza di trovare lo spazio giusto giocando maggiormente in profondità. E invece, al 72′, è Mancini a pescare il gol: angolo di Ilicic, pallone spizzicato da Cristante e il difensore è più lesto di tutto, di petto, ad appoggiare in rete. Il direttore di gara inizialmente annulla per un presunto colpo di braccio, ma il Var invece lo convalida giustamente.Atalanta in vantaggio, meritatamente.Subito dopo, Cornelius sfiora il raddoppio in contropiede, ma è bravo Sorrentino a negare il 2-0 al danese. A quel punto si sveglia il Chievo, che ha messo in campo anche Inglese. Dall’80’ circa, prima Rigoni, poi proprio Inglese creano dei pericoli, ma la Dea difende con il cuore e, alla fine, torna a conquistare i tre punti davanti al proprio pubblico. Parallelamente, il pareggio tra Udinese e Milan porta i nerazzurri al settimo posto in classifica, a più uno sui rossoneri e a meno due dalla Samp sesta. Avanti così!

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Primo tempo

Si chiude sullo 0-0 la prima frazione di gioco, con l’Atalanta che ha giocato nettamente meglio dei clivensi ma non è riuscita a sbloccare il risultato. Diverse le occasioni create dai nerazzurri, con Cristante pericoloso in avvio con un bel colpo di testa finito alto. Al 23′ grande uno-due tra Freuler e Ilicic, con lo svizzero che da buonissima posizione non ha centrato la porta di destro. Quattro minuti più tardi, è invece lo sloveno a sfiorare il gol: doppio passo sulla fascia sinistra per accentrarsi, poi destro potente che accarezza la traversa. Al 32′ l’occasione più limpida per la Dea: ancora Ilicic, che pesca benissimo Cristante, il cui destro dal limite, però, viene bloccato con una mano da Sorrentino, che in due tempi evita il vantaggio nerazzurro. L’ultimo squillo al 43′, ancora con Cristante, che dal limite scocca un bel destro che si chiude a lato veramente di pochissimo. Il Chievo non si è mai visto, ma con uno schieramento ultra difensivo (praticamente gioca con il 5-3-1-1) ha chiuso tutti gli spazi rendendo difficoltosa la manovra avanzata atalantina. Bene, però, la prestazione di Petagna davanti.

 

 

Le formazioni

Senza Caldara e il Papu, Gasperini decide di andare sul sicuro e ridurre al minimo le sorprese. Unica vera e inattesa scelta del mister piemontese, il giovane Mancini al centro della difesa al fianco di Toloi e Masiello, con Palomino in panchina. Davanti, torna titolare Petagna con Ilicic e Cristante in suo supporto. Nel Chievo assenti Cacciatore e Bastien (marcatore all’andata) per squalifica. La Dea cerca la vittoria dopo tre sconfitte consecutive tra le mura amiche. Ma ecco le formazioni.

Atalanta (3-4-1-2): Berisha; Toloi, Mancini, Masiello; Hateboer, de Roon, Freuler, Spinazzola; Cristante; Ilicic, Petagna. All.: Gasperini.

Chievo (3-5-2): Sorrentino; Bani, Dainelli, Gamberini; Depaoli, Giaccherini, Radovanovic, Hetemaj, Jaroszynski; Birsa; Meggiorini. All.: Maran.

 

La conferenza di Gasperini
di Fabio Gennari

Caldara e Gomez sono out per il mal di schiena, Spinazzola è invece recuperato: la squadra pare praticamente fatta. Il tecnico dell’Atalanta Gian Piero Gasperini ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida al Chievo ed è parso tranquillo ma allo stesso tempo voglioso di tornare a vincere davanti al pubblico amico. Ecco i concetti espressi durante la chiacchierata con i giornalisti a Zingonia.

 

 

Le condizioni di Caldara e Gomez. «Non stanno bene, è molto difficile la loro convocazione. Caldara non si è allenato giovedì e venerdì, per Gomez invece si tratta di una torsione fatta calciando nella giornata di ieri dopo alcuni giorni di buon allenamento. Spinazzola invece è recuperato».

La serie negativa in casa. «Ultimamente a Bergamo le cose non vanno benissimo, abbiamo perso di misura due gare contro Napoli e Juventus. Però non sono deluso dalla prestazione, solo dal risultato. Ho visto prove ottime da parte di alcuni ragazzi, la Juventus è venuta a Bergamo e ha fatto una grande partita. Per vincere deve andare tutto bene in queste occasioni e ai giocatori ho detto che non perdiamo mai: semplicemente, impariamo. Questo considerando Lazio, Napoli e appunto Juventus. Lo scivolone lo abbiamo fatto con il Cagliari, dobbiamo giocare con la massima attenzione».

Il Chievo. «Abbiamo qualche defezione, avrei voluto schierare Caldara dopo che con la Juve ho scelto Palomino e per me abbiamo fatto una buona partita. Con il Chievo sarà tutt’altro che facile, dobbiamo approfittare del loro momento complicato ma sono bravi a difendersi e hanno soluzioni interessanti in avanti, anche su calcio piazzato. Per noi i tre punti vorrebbero dire tantissimo in campionato, ci sono tutte le condizioni per giocarla nel modo migliore. Non so se sarà una bella partita, ci saranno pochi spazi ma è arrivato il momento in cui dobbiamo invertire la tendenza».

 

 

Il calendario. «Ci sono tanti incroci, Sampdoria-Torino e Udinese-Milan su tutte, ma noi dobbiamo pensare solo alla nostra partita. I risultati dimostrano che il campionato è equilibrato, tutte stanno cercando di fare il massimo sforzo per allungare nella corsa ai rispettivi obiettivi. Ci sono molte squadre coinvolte nella corsa europea e nella lotta salvezza e quindi il momento decisivo, che di solito arriva a marzo, è un po’ anticipato».

Tante occasioni da gol. «Credo che le occasioni da gol non siano mai mancate, contro tutte le avversarie. Abbiamo sempre fatto buone prestazioni, la squadra ha sempre giocato e dobbiamo ripartire proprio da questo. Rispetto a Lazio, Napoli e Juve quella di domani sarà una partita diversa. Servirà attenzione dietro e tanta applicazione davanti. La partita andrà vinta nei 90′ minuti e passa di gioco, servirà pazienza».

Il momento di Ilicic. «Un allenatore si aspetta sempre qualcosa in più, Ilicic ha una struttura che non gli permette di avere un recupero immediato tra una gara e l’altra. Capita, qualcuno recupera prima e altri meno: Ilicic è diverso da Freuler, de Roon o altri. Dobbiamo cercare di gestire queste situazioni, ma lui è uno che non si tira mai indietro dal sacrificio e sta facendo bene sia in campo che nel gruppo. È uno dei leader, adesso arriviamo al periodo decisivo e avere uno come lui è importante. Dobbiamo cercare di stare tutti il meglio possibile».

Petagna o Cornelius? «Petagna nelle ultime due gare ha avuto ottime reazioni e anche in allenamento ha fatto bene. Potrebbe anche essere la sua partita ma credo che, tecnicamente, lui possa giocare quando vuole. Per gli attaccanti non è mai facile, certe partite in casa sono ancora più difficili ma credo che sarà fondamentale giocare in modo corale».

 

 

Il pensiero a Dortmund. «Dobbiamo pensare una gara per volta, è fondamentale. Pensiamo al Chievo e poi al Crotone, prima delle altre. La verità è che noi in casa affronteremo tutte le dirette concorrenti: Sampdoria, Milan, Udinese, Torino e Fiorentina. E credo che in questo momento sia fondamentale restare attaccati al treno per giocarsela poi nelle ultime dieci o dodici giornate. Per farlo bisogna vincere partite come quella di domani, altri successi che ottenuto anche fuori ci permettono di stare in corsa. A volte è meglio vincere e perdere che pareggiare con continuità».

Giaccherini, Orsolini e Barrow. «Il Chievo ha preso un buon giocatore, parliamo di un ragazzo che ha giocato nella Juventus e nel Napoli oltre che in Nazionale, quindi è un elemento importante inserito nel loro scacchiere. Per Orsolini mi spiace, spero che trovi spazio perché ha potenzialità. Qui abbiamo dovuto scegliere tra lui e Barrow, è stato tenuto il ragazzo della Primavera e io auguro a Orsolini di fare bene nel futuro. Per quanto riguarda Musa, non pretendo nulla da lui, spero solo che faccia bene. Anche se c’è molta attesa, però, non dobbiamo avere fretta. Ha rapidità di calcio, è un buon attaccante per cui sarà fondamentale non riporre troppe aspettative su di lui e dargli il tempo di maturare».

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