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«Non portateci via il cigno nero del Brembo». L’appello di Fabio a Ponte San Pietro

Da qualche tempo abita le acque del fiume, ma non è una specie europea. Un’ipotesi: potrebbe essere fuggito dal parco delle Cornelle. Fabio Loda ha preso a cuore la sua sorte e fa un appello: «Ormai fa parte della nostra cittadinanza, va lasciato qui con noi, libero»

«Non portateci via il cigno nero del Brembo». L’appello di Fabio a Ponte San Pietro
Ponte San Pietro e Isola, 29 Maggio 2020 ore 15:02

di Laura Ceresoli

Da qualche tempo, sulle sponde del fiume Brembo, si aggira un cigno nero. Una presenza anomala che non ha mancato di destare l’attenzione dei cittadini. Già perché, al di là del fascino che questo animale genera, c’è una sorta di superstizione legata al suo colore. Quando si parla di cigno nero il riferimento va infatti a un evento raro, anomalo, ma sconvolgente e drammatico. Un fatto capace di rivoluzionare le vite, far collassare i sistemi politici, le economie. Una credenza popolare che, in questi tempi di coronavirus, sa quasi di profezia.

Qualcuno dice che sia scappato dalle Cornelle e che le guardie lo stiano cercando per farlo rientrare nell’oasi. D’altronde non si tratta di specie autoctone e nel parco Faunistico il cosiddetto «Cygnus atratus» è una delle principali attrazioni. Più piccolo del cigno reale, si distingue dagli altri cigni per la lunghezza del collo e la testa relativamente piccola. Il piumaggio è quasi completamente nero a eccezione di alcune zone dorsali che sono candide. Ha gli occhi cerchiati di rosso, il becco scarlatto con una macchia bianca all’apice. La riproduzione, che va da agosto a dicembre, avviene in grandi nidi protetti dalla vegetazione. La femmina depone da cinque a sette uova.

In attesa di conferme sulla provenienza di questo «black swan», Fabio Loda, un residente della zona e grande appassionato di specie animali, si è preso la questione a cuore. Così sta postando sui vari social dedicati a Ponte San Pietro numerosi appelli affinché il cigno nero venga lasciato libero nelle acque del Brembo: «Non è giusto rinchiuderlo nuovamente in uno zoo – spiega -.  Non so se sia nato in cattività o sia stato catturato, in ogni caso non fa male a nessuno e si è ambientato benissimo qui…

L’articolo completo a pagina 24 del PrimaBergamo in edicola fino al 4 giugno, oppure sull’edizione digitale QUI.

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