Delusione per i mancati acquisti (déjà vu)

Non ci serve un mister più bravo Caro Gasp, noi ce l’abbiamo già

Non ci serve un mister più bravo Caro Gasp, noi ce l’abbiamo già
Cronaca 16 Agosto 2018 ore 08:30

Alla vigilia di Ferragosto, antivigilia di Atalanta–Hapoel Haifa, il tecnico della Dea, Gian Piero Gasperini, ha parlato ai giornalisti a Zingonia. Il tema doveva essere la gara di Europa League, ma alla terza domanda si è finiti a parlare di mercato e le dichiarazioni del mister hanno alzato un enorme polverone. «Il nostro è stato un mercato molto triste, molto esiguo» il passaggio più forte con cui il Gasp ha messo in subbuglio tutto l’ambiente orobico a pochi giorni dalla fine del mercato e i tifosi, sui social, sembrano spaccati.

 

 

Le parole del mister. Durante la chiacchierata con i colleghi presenti a Zingonia, Gasperini ha dato prima indicazioni importanti sulla formazione («giocheranno Reca, Djimsiti, Mancini e Castagne», ha detto) e poi si è spostato sul mercato. «Il nostro mercato è stato molto triste, molto esiguo. Questa è una squadra che ha delle difficoltà ad affrontare due competizioni. Sono cose che ho detto il primo giorno di ritiro e ripeto l’ultimo giorno di mercato: è veramente un grandissimo peccato perché la società ha messo a disposizione grandissime risorse come forse solo le grandi squadre, ma in questo momento abbiamo una rosa che difficilmente può essere competitiva».

Il tecnico, sempre in tema mercato, ha continuato con i giovani. «Questa è una cosa che credo io ed è molto grave, è giusto che la società pensi a quelle che possono essere le soluzioni. Se le aspettative sono quelle di ripetere le stagioni precedenti, ci manca più di qualche pezzo. Sono stati presi tanti giovani con grandi investimenti, ma in questo momento non sono pronti per giocare certe competizioni. Noi cercheremo come sempre di fare il massimo chiedendo di tutto e di più ai nostri ragazzi. Giocheremo sempre per il massimo, ma se gli obiettivi sono quelli di ripetere le passate stagioni forse serve un allenatore più bravo di me».

 

 

La posizione dei tifosi. Sul web, come comprensibile, si è scatenata subito una serie di reazioni da parte di tantissimi tifosi ma questa volta la sensazione che ci siano due diverse correnti di pensiero è netta. Da una parte ci sono quelli che stanno con Gasperini: lo straordinario lavoro del mister in questi due anni è sotto gli occhi di tutti e quindi se uno come lui chiede qualcosa in più è giusto accontentarlo. I fondi ci sono, la società ha dimostrato di non avere problemi a spendere e quindi è doveroso correre ai ripari e prendere le due pedine che ancora chiede il Gasp per sistemare la rosa.

L’altro schieramento virtuale è formato da quei tifosi che ritengono l’Atalanta comunque già attrezzata e il mercato 2018 positivo. Gli arrivi di Zapata e Pasalic non possono far considerare il mercato triste ed esiguo, qualcosa si poteva forse fare meglio, ma la squadra è altamente competitiva per giocarsi le sue carte nella fascia di squadre appena sotto le big, con la possibilità di togliersi ancora qualche soddisfazione e di regalarsi un altro campionato da applausi con tante partite in giro per l’Europa al seguito della piccola grande Atalanta. Il gruppo magari non sarà da urlo, ma tutti i ragazzi hanno una voglia matta di provarci.

 

 

Il nostro pensiero: siamo l’Atalanta. Come tutti gli allenatori, Gasperini sul filo di lana del mercato ribadisce concetti che aveva già espresso a inizio ritiro. La grande differenza è che tra “prima” e “dopo” sono arrivati Zapata e Pasalic (al netto dei riscatti, investimenti potenziali da quaranta milioni di euro) e soprattutto è partito solo Cristante dei big. Rispetto all’anno scorso, operazioni che non convincevano appieno il mister non sono state concluse, mentre altre magari si potevano gestire meglio, ma nel complesso l’Atalanta non può essere definita incompleta con Berisha in porta, Toloi, Masiello e Palomino in difesa, Hateboer, de Roon, Freuler e Gosens in mezzo, Pasalic, Zapata e Gomez in attacco.

A questa lista vanno aggiunti Barrow e Ilicic, ma anche Mancini (l’anno scorso a più riprese considerato come il futuro Caldara), Pessina e Valzania, più le incognite Reca e Tumminello. Certo, non ci sono due giocatori dello stesso livello in ogni ruolo, ma quello capita solo nelle grandi squadre. Un difensore in più e un altro esterno che possa giocare nel 3-5-2 con buona corsa e sia pronto subito magari si possono chiedere, ma pensare di trovare un nuovo Caldara (pronto subito) o un altro Spinazzola (pronto subito) significa pensare che l’Atalanta sia qualcosa che in realtà non è. La squadra è in piena corsa per i gironi di Europa League, a breve inizia il campionato e le big sono troppo avanti per poterci competere: mister, non vogliamo un allenatore più bravo. Ci basta il migliore. Ed è già qui.

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