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Non soltanto la preziosa Palmira Ecco i siti dell'Unesco in pericolo

Non soltanto la preziosa Palmira Ecco i siti dell'Unesco in pericolo
Cronaca 29 Maggio 2015 ore 13:35

In questi mesi abbiamo assistito inermi alla distruzione di numerosi patrimoni artistici e culturali di significativa importanza per la storia dell’umanità e proprio pochi giorni fa, l’Unesco, così come è solita fare ormai da diversi anni, ha pubblicato la triste classifica di tutti i suoi patrimoni considerati in pericolo. Al momento i luoghi che destano maggiori preoccupazioni sono 46 e si trovano in 32 diverse nazioni. L’origine di questi timori sta sostanzialmente in due fatti: da un lato c’è l’intensivo e inarrestabile sviluppo industriale, dall’altro l'avanzare delle guerre stanno mettendo a serio rischio siti dall'indiscusso valore storico, ambientale e culturale. In questo momento i siti Unesco patrimonio dell’umanità sono più di mille e si trovano in 161 diverse nazioni: più di 700 sono culturali, 197 sono invece naturali e 31 sono sia culturali che naturali.

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Palmira e i siti storico-archeologici. In queste settimane uno dei siti che offre maggiori preoccupazioni è quello che accoglie i resti archeologici di Palmira. Caduta in mano al califfato islamico dell’Isis, nei tempi antichi fu una tra le più importanti città della Siria. Oggi, a testimonianza di quell’antico splendore, si trova un importante sito archeologico con numerosi edifici e strutture del tempo ancora integre e visitabili. Visto quanto successo al museo di Mosul, immediatamente sono sorti comprensibili timori per quello che sarebbe potuto accadere anche in questi luoghi. Al momento, però, un video pubblicato da un media dell'Isis mostra i resti archeologici di Palmira apparentemente intatti e non danneggiati.

Dal 2013, nella lista in pericolo, sono presenti altri cinque luoghi siriani: le città antiche di Bosra, Aleppo e Damasco, i villaggi del nord della Siria e il Krac des Cavalieri, insieme con la Cittadella del Saladino. Tra i tanti luoghi segnalati ci si accorge che le zone che destano più preoccupazione si trovano nel continente africano e in diversi punti dell’America, dove, tra i tanti, segnaliamo la zona archeologica di Chan Chan in Perù dove ci sono i resti della civiltà di Chimor che abitarono quest’area per oltre seicento anni.

[Clicca sull'immagine per vedere la mappa dei siti Unesco in pericolo]

map Unesco

 

Gli altri a rischio nel mondo. Nel tabellino delle zone a rischio ci sono anche diversi i siti naturali. Proprio di loro si era già parlato nei mesi scorsi, quando un rapporto dell’Iucn (Unione internazionale per la conservazione della natura), presentato al Congresso mondiale dei parchi e chiusosi il 19 novembre a Sydney, aveva rivelato che il 37 percento dei siti naturali inseriti dall’Unesco nel patrimonio dell’umanità veniva definito in grave pericolo.

Come spiega il Post, gli ultimi luoghi aggiunti alla lista sono tre: la riserva naturale Selous Game, in Tanzania, la Terra delle olive e del vino, a Battir, in Palestina, e la città di Potosí in Bolivia. Per vedere la lista completa di tutti i siti è possibile recarsi sul sito dell’Unesco dove una dettagliata cartina mostra tutti i luoghi considerati in pericolo.

E in Europa? Anche qui si trova qualche sito a rischio. Per esempio è stato inserito nella lista il porto mercantile di Liverpool, costruito nel lontano 1715. Questo simbolo indiscusso della grandezza commerciale e mercantile inglese fa parte della lista dei Patrimoni dell'umanità Unesco dal 2004. Al porto vanno aggiunti anche i monumenti medievali serbi in Kosovo – patrimonio Unesco dal 2004 e considerati in pericolo dal 2006 - che raccontano della cultura sacra bizantino-romanica, edificati sul territorio dei Balcani nel periodo tra il Duecento e il Seicento.