Cronaca
Sviste, scherzi, esagerazioni

Cinque notizie che non lo erano (come Facebook a pagamento)

Cinque notizie che non lo erano (come Facebook a pagamento)
Cronaca 08 Gennaio 2015 ore 09:34

Notizie false, prese in giro, esagerazioni. I giornali, e soprattutto il web, si arricchiscono ogni settimana di bufale e affini. Ne abbiamo scelto cinque apparse negli ultimi giorni.

1. L'annuncio della Nasa: il 4 gennaio e la diminuzione di gravità sulla terra

Tramite il proprio account Twitter la Nasa avrebbe comunicato che il 4 gennaio ci sarebbero potute essere anomalie per quanto riguarda la gravità sul nostro pianeta, tutto ciò a causa di un allineamento planetario “atteso da tempo”. Se non vi siete accorti di nulla non preoccupatevi, la notizia era ovviamente falsa, così come lo era l'immagine diffusa del cinguettio da parte dell'ente americano, che certamente userebbe un mezzo d'informazione più idoneo per una comunicazione di tale rilevanza. L'origine di questa bufala risale addirittura al 1976, anno in cui nel corso di una trasmissione radiofonica, l'astronomo Patrick Moore raccontò che alle 9.47 di quello stesso giorno ci sarebbe stata una diminuzione dell'attrazione gravitazionale. Si trattava di un pesce d'aprile, utilizzato anche come esperimento sociale, lo scienziato infatti invitò gli ascoltatori a compiere un balzo proprio a quell'ora, per godere del momento di “fluttuazione”, provandone così la suggestionabilità. Molti ascoltatori chiamarono l'emittente entusiasti, convinti di aver sperimentato una sensazione unica, ma forse ignoravano che nessun allineamento planetario può avere effetti sulla gravità terrestre, semplicemente perché gli altri pianeti del Sistema Solare si trovano troppo distanti dal nostro pianeta.

2. Una signora di 86 anni umilia il direttore della sua banca, la lettera finisce sul New York Times

Molti di noi in questi giorni hanno visto questa lettera comparire sulla propria pagina di Facebook, condivisa da qualche amico, sicuramente divertito dal contenuto. Una signora di 86 anni avrebbe scritto al proprio direttore di banca, lamentando con una sana dose di ironia una serie di inefficienze del sistema bancario. Il testo comincia così: «Le scrivo per ringraziarla di aver bloccato il mio assegno con cui ho tentato di pagare il mio idraulico il mese scorso. Secondo i miei calcoli, dal momento in cui ha controllato se c'erano i fondi necessari fino all'arrivo di essi, erano passati appena 3 nanosecondi». La vendetta dell'anziana sarebbe stata quella di costituire un nuovo sistema per l'estinzione dei propri mutui e prestiti, ancora più complicati e inefficienti di quelli proposti dalla banca stessa, perché, come si legge nel testo: “L'imitazione è la più sincera forma di adulazione”. La lettera è in realtà una traduzione quasi totalmente fedele di un articolo satirico di Peter Wear, che comunque non è mai stato pubblicato sul New York Times. Il fine di quest'opera satirica era proprio quello di evidenziare tutti i limiti e le contraddizioni del sistema bancario, inventando una storia portata all'estremo da entrambi i fronti. La totale assenza di nomi, sia delle persone coinvolte, che della banca a cui ci si rivolge, erano già elementi sufficienti a far venire più di un dubbio, anche se la storia stessa era abbastanza assurda da ricordare una parodia.

3. Facebook a pagamento dal 1 gennaio

Secondo quanto diffuso da alcuni siti web, dal primo gennaio il social network numero uno al mondo, Facebook, avrebbe cominciato una campagna di abbonamenti, che avrebbe costretto i propri utenti a pagare 2,99 dollari al mese per poter mantenere il proprio account. Una soluzione alternativa sarebbe offerta gratuitamente, a patto di non accedere ai giochi ed alle applicazioni collegate. La notizia è falsa, si tratta infatti di una traduzione molto fedele di un articolo proveniente dal National Report, sito satirico americano, noto per diffondere notizie che, seppur ben strutturate, sono volutamente false e ironiche. Facebook, come tutti i più grandi social network, non potrebbe mai mantenere l'attuale diffusione con l'aggiunta di un canone mensile, nonostante spesso in molti abbiano provato a diffondere notizie false. La società di Mark Zuckerberg da qualche tempo è stata addirittura costretta a scriverlo, in evidenza e sulla prima pagina del sito: ”E' gratis, e lo sarà sempre”. Difficile essere più chiari, eppure qualcuno ci ha creduto comunque.

4. L'architetto torinese che in Cile ha trovato fortuna

È comparsa su Il Fatto Quotidiano l'intervista ad un architetto trentenne di Torino, Diego Zangirolami, trasferitosi in Cile per sfuggire alla situazione di grande precarietà che colpisce tutti i giovani, ma in particolare chi intraprende la sua professione. Nel corso dell'articolo, lo Stato sudamericano viene descritto come patria delle opportunità, che regala stipendi molto generosi anche a chi, come questo ragazzo, è stato assunto soltanto come praticante: «Mi faccio fare dal sarto gli abiti su misura, faccio viaggi, mangio al ristorante, vado a teatro, non bado a spese, ecco. Vivo come i nostri genitori negli anni ’70 e ’80. Ho un appartamento in affitto nel quartiere bohémien, sotto i musei e una vista mozzafiato». L'esatto contrario dei suoi colleghi in Italia, costretti a lavorare gratis durante il praticantato o mai assunti, costretti ad aprire partite iva e a lavorare come dipendenti ma con tutti i rischi ed i costi dei lavoratori autonomi. Leggendo queste righe molti giovani architetti avranno già inviato decine di curricola a studi cileni, affascinati da questo ventaglio di opportunità. L'esterofilia è una tendenza sempre di moda nel nostro Paese, ma in questo caso pare che la giornalista abbia davvero esagerato, così Diego Zangirolami ha preferito smentire tramite il proprio profilo Facebook. «Vorrei ridimensionare un poco quanto riportato nell'articolo – scrive - È vero che qui posso andare a teatro, ma lo facevo anche in Italia, è una passione che ho insieme alle mostre d'arte, ai musei, l'opera, la danza... solo che a Santiago del Chile costa come una brioche italiana. È vero che vado dal sarto, ma perché disegno io i modelli dei miei gilet (produco solo gilet dal sarto) ed è un signore anzianissimo che in questa maniera ha molto lavoro da fare e meno tempo per alcolizzarsi. È vero che ho una vista mozzafiato dal mio terrazzino, ma vivo in 40 mq e la mia cucina è di 150x150cm. e il bagno è poco più grande». L'architetto torinese rivela anche un aspetto rilevante, che però è stato taciuto nella pubblicazione dell'articolo: «Quando sono arrivato in Chile ho dovuto partire da zero o quasi e ci sono tante persone, e alcune in special modo, che mi hanno aiutato a risolvere una tendenziale discesa alla depressione. Anche questo aspetto negativo iniziale non faceva notizia chiaramente».

5. La Germania concede l'avallo per l'uscita della Grecia dall'UE

Il settimanale tedesco Spiegel ha durante la settimana diffuso indiscrezioni che provengono dall'interno del Governo tedesco, secondo le quali la cancelliera Angela Merkel avrebbe cambiato idea sulla possibilità di appoggiare l'uscita della Grecia dall'Unione Europea. Secondo quanto riportato, le analisi economiche fatte dalla Germania escluderebbero il rischio di contagio per altri Paesi dell'eurozona, considerando Portogallo ed Irlanda ormai totalmente riabilitati e lontani dal rischio default di qualche tempo fa. Dopo i primi giorni di silenzio, il vice portavoce del governo tedesco, Georg Streiter, ha dichiarato all'agenzia Dpa che non c'è stato alcun cambio di rotta, facendo ben intendere che la Germania non auspica l'uscita di nessuno Stato dall'Unione. Sull'onesta delle dichiarazioni c'è chi pone più di un dubbio, alcuni lo considerano un “atto dovuto” per evitare di creare ulteriori allarmismi, in una situazione come quella greca che già in questi giorni sta trascinando verso il basso le borse di mezza Europa. È però importante sapere che ogni Paese dell'Unione non ha bisogno di autorizzazioni o concessioni da parte di terzi in caso manifestasse la volontà di uscirvi. Da alcuni anni infatti è stata inserita nel regolamento la possibilità per ogni Stato di recedere in maniera unilaterale.