Cronaca
Cose non vere e illazioni

Cinque notizie che non lo erano Tante riguardano Greta e Vanessa

Cinque notizie che non lo erano Tante riguardano Greta e Vanessa
Cronaca 23 Gennaio 2015 ore 08:20

1. Peppa Pig verrà censurata in Gran Bretagna
Nei giorni successivi all'attentato di Parigi nella sede del quotidiano satirico Charlie Hebdo, molti leader mondiali hanno fatto riflessioni sull'utilizzo della satira e alcuni hanno anche parlato di porre un limite alle offese di carattere religioso. La Gran Bretagna è sicuramente uno dei Paesi più esposti ad eventuali attacchi, così, secondo quanto riportato di diversi media, la Oxford University Press, una delle più prestigiose case editrice del Paese, avrebbe deciso di interrompere le pubblicazioni sui propri testi del personaggio Peppa Pig.

L'offesa all'islam ed all'ebraismo che la maialina più famosa del mondo rappresenterebbe sarebbe tale da richiedere una vera e propria censura. Cosa di cui hanno ovviamente dibattuto quasi tutte le grandi testate nazionali. Ma la faccenda è stata decisamente distorta.

Le dichiarazioni a cui si fa riferimento sono state riportate dal Daily Mail, a partire dal fatto che, tra le linee guida della UOP, per la stesura di libri didattici per le scuole ci sia l'indicazione di evitare di inserire immagini del maiale utilizzato come cibo, in quanto vietato per alcune religioni e potenzialmente offensivo. La stessa casa editrice ha nei giorni successivi negato la volontà di censurare il personaggio di Peppa Pig e ha chiarito le proprie posizioni per quanto riguarda la stesura di testi scolastici, che non devono mai contenere elementi fautori di scontri culturali tra i giovani ragazzi che ne usufruiscono.

 

2. Greta e Vanessa: «Sesso con guerriglieri ma eravamo consenzienti»
Sarebbe potuta essere una delle tante bufale che passano inosservate nel caos del web, ma ha assunto rilevanza nazionale quando il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri ha tramite il proprio profilo Twitter rilanciato la notizia, attaccando duramente le ragazze. In un articolo circolato sui social network, si attribuivano alle due cooperanti appena liberate frasi che confermavano la loro vicinanza ai gruppi di guerriglieri, tanto da essere trattate con gentilezza e consumare con alcuni di loro rapporti sessuali consenzienti.

Le dichiarazioni sarebbero state fornite ai pm che le hanno interrogate una volta tornate in Italia, per sapere i dettagli del loro periodo di prigionia, ma sono in realtà completamente inventate: «Cinque mesi difficili – si legge - ma senza subire violenze alcune, non nascondo, dice Greta, che con alcuni guerriglieri ci sono stati rapporti sessuali, ma assolutamente consenzienti, con noi erano gentili». L'articolo citava come fonte uno stralcio de Il Giornale, dove però non c'è traccia di queste parole: chi ha diffuso questa bufala ha semplicemente copiato interamente l'articolo de Il Giornale aggiungendo questa frase, con il preciso scopo di scatenare le ire del web.

 

3. Greta e Vanessa in Siria a fianco dei guerriglieri
A seguito della liberazione di Greta e Vanessa si è animato il dibattito etico sul pagamento dell'eventuale riscatto, che si presume sia avvenuto nonostante le smentite ufficiali del governo. Si è parlato in particolare di una cifra che si aggira intorno ai 12 milioni di euro. Una somma ingente, che ha indignato molti cittadini.

A gettare benzina sul fuoco ci hanno pensato alcuni giornali, che hanno riportato informazioni sull'attività svolta da Greta e Vanessa in Siria, negando il loro mero operato umanitario e sostenendo il loro effettivo appoggio ai combattenti. Sono state diffuse anche le immagini di alcuni kit medici che le giovani avrebbero portato in Siria, e alcune fatture che testimonierebbero la collaborazione con la Free Syrian Army, un gruppo di ribelli che si oppongono all'Isis ma che sono considerati vicini ad Al Qaeda, e con chiari principi jihadisti.

Questi dettagli sarebbero contenuti nell'informativa dei Ros, ma nei giorni successivi alla pubblicazione di queste notizie è arrivata la secca smentita della procura: «Smentiamo categoricamente che il contenuto dell’informativa del Ros sia quello apparso ieri su alcuni quotidiani. L’interpretazione pubblicata è fuorviante: le due ragazze erano due cooperanti andate in Siria per scopi umanitari».

 

4. L'Europa vieta la pesca delle vongole sotto i 2,5 cm di grandezza
La notizia non è delle più nuove, era già circolata qualche mese fa lasciando dietro di sé una scia di polemiche, ma è stata riportata nuovamente in questi giorni da alcuni media. TgCom, ad esempio, scrive che: «Una norma stabilisce che è sufficiente che un solo mollusco sia appena sotto i 2,5 cm del limite consentito per far scattare un processo». Negli articoli che trattano la notizia c'è un duro attacco all'Europa, che con l'ennesima limitazione insensata rischierebbe di penalizzare i pescatori italiani e di rovinare intere famiglie con processi e multe stellari.

In realtà in Italia questa norma esiste già dal 1968, è stata riformata nel 2006, ed effettivamente vieta la pesca di vongole o qualsiasi organismo che sia sotto i 2,5 cm di diametro; la motivazione è quella di difendere questi organismi, che se pescati senza controllo rischierebbero di sparire dai nostri mari. È anche importante sottolineare che, pur esistendo sanzioni, esse non si applicano a chiunque per errore abbia pescato organismi al di sotto di questa soglia, ma soltanto se si utilizzano tecniche di pesca non approvate dalla legge.

 

5. Quattro ore di operazione senza anestesia, l'intervento è un successo
Una donna di Pontremoli avrebbe subito una complessa operazione di resezione intestinale, con l'asportazione dell'utero e delle ovaie, senza l'utilizzo di alcuna anestesia. I meriti del successo, secondo quanto raccontato dall'ottantenne Liliana Fausti, sarebbero di un cd di yoga ascoltato prima dell'intervento, che servirebbe al rilassamento, secondo le tecniche della medicina olistica.

L'evento però non può essere avvenuto a meno di violazioni di legge, dacché il codice deontologico dell'ordine dei medici ad esempio dispone che «il medico non adotta né diffonde pratiche diagnostiche delle quali non è resa idonea documentazione scientifica e clinica valutabile dalla comunità professionale e dall'autorità competente».

Anche nel consenso informato, che è necessario firmare prima di un'operazione, si spiega chiaramente: «Per essere sottoposto ad un’operazione il paziente deve necessariamente essere sottoposto ad un’anestesia che serve a bloccare il dolore e a proteggere l’organismo dall’aggressione chirurgica, consentendo l’esecuzione di operazioni sempre più complesse in ogni tipo di paziente, dal neonato al grande anziano, dall’atleta al cardiopatico. La sicurezza dell’anestesia moderna deriva dai progressi farmacologici e tecnologici e dalla particolare preparazione dell’anestesista».

Qualcuno comunque si è insospettito, così Liano Gia, Primario di chirurgia dell'ospedale di Pontremoli, è intervenuto tramite il suo profilo twitter in maniera conclusiva: «L'intervento è stato ovviamente condotto nell'unico modo possibile: anestesia generale!»