Bufale del tutto (o per metà)

Cinque notizie che non lo erano

Cinque notizie che non lo erano
20 Novembre 2014 ore 11:33

1. Ordinati milioni di vaccini italiani anti-ebola

Ad inizio Ottobre ha trovato grande spazio sulle principali testate nazionali la scoperta del vaccino anti-ebola, di produzione italiana, il cui merito va a Riccardo Cortese, biologo molecolare, che però ha specificato: «Investitori privati stranieri hanno creduto in noi, in Italia nessuno rischia». Infatti l’azienda che ha fondato, Okairos, ha sede in Svizzera ed è stata venduta lo scorso anno ad una società di ricerca britannica, la GlaxoSmithKline. Quindi non è di produzione italiana.

A seguito di questa notizia, vera per metà, si accompagnava un’altra notizia, che di reale non aveva nulla, secondo la quale l’OMS avrebbe promosso il vaccino, ordinandone milioni di dosi. Peccato che, nei giorni successivi, sia arrivata la smentita sia di Okairos che di GlaxoSmithKline. Lo stesso creatore, Riccardo Cortese, ha spiegato che il vaccino è per ora soltanto in una fase sperimentale sia negli Stati Uniti che in Gran Bretagna e che non c’è stato nessun ordine da parte dell’OMS.

2. Da Novembre multa di 705 euro se guidi un’auto non tua

La normativa alla quale si fa riferimento è stata notificata con una circolare il 13 Luglio 2014, decorre dal 3 Novembre, ma non ha niente a che fare con l’utilizzo comune dei veicoli. Non verrà infatti applicata per periodi inferiori ai 30 giorni (il classico prestito) o in caso di comodato familiare, ovvero nell’utilizzo quotidiano dell’auto tra genitori, figli e fratelli, purché si tratti di persone conviventi. Non sarà retroattiva, perciò non ci sarà nessuna corsa alla motorizzazione, al contrario di quanto avevano raccontato molti mezzi d’informazione, causando anche un po’ di preoccupazione nei consumatori, e riguarderà principalmente l’utilizzo delle auto aziendali.

La “ratio” di questa norma è quella di combattere l’evasione. È risultato, infatti, che molte vetture sono intestate a prestanome per evitare controlli da parte del fisco.

3. Los Angeles, si finge ubriaca, 4 uomini su 5 ci provano

È circolato in maniera virale il video dell’ennesimo esperimento sociale. In questo caso una ragazza, ad Hollywood (Los Angeles), fingeva di essere ubriaca e chiedeva informazioni agli sconosciuti, per vedere le loro reazioni. Il risultato, abbastanza prevedibile, era che la maggior parte degli uomini, invece che indicarle la fermata dell’autobus, o aiutarla a chiamare qualcuno che la potesse portare a casa, cercavano di convincerla a venire a casa loro, o a salire sulla loro auto.

Dopo qualche giorno però uno dei ragazzi apparsi nel video ha rivelato che si trattava di una recita. Tutte le persone coinvolte nel video, infatti, avevano un ruolo stabilito in precedenza con il regista. Si è trattato quindi di una commedia, venduta però come realtà.

Le motivazioni dell’autore sono piuttosto scontate, sul suo canale infatti Stephen Zhang ha raggiunto oltre 11 milioni di visualizzazioni, che grazie ai contratti di sponsorizzazione con Youtube dovrebbero aver fruttato circa 11mila dollari, e s’è fatto conoscere in tutto il mondo.

Ora sul suo canale non sono più disponibili né il video né le informazioni relative. Pare, infatti, che a seguito del successo, gli attori coinvolti siano stati oggetto di minacce, passando per potenziali stupratori, e probabilmente il regista ha preferito cancellarlo per evitare problemi legali.

4. Alfano vieta le armi di scena, addio alle sparatorie nei film

Secondo quanto scritto da molte testate nazionali, il Ministro degli Interni Angelino Alfano avrebbe diramato una direttiva nella quale si vieta l’utilizzo delle armi sceniche a partire dal 5 Novembre. L’informazione è falsa, o meglio, scorretta. Il Ministro infatti non ha vietato nulla; ciò che è stato denunciato dall’ANICA tramite un comunicato è lo scadere di un termine massimo, previsto in una circolare di Luglio 2014, per la messa a norma delle armi sceniche secondo «accorgimenti tecnici ritenuti idonei».

Esiste però un vuoto normativo, che non rende sicuri i titolari delle industrie cinematografiche sull’argomento: le armi sceniche infatti sono vere e funzionanti a tutti gli effetti e come tali rappresentano argomento molto delicato. Nonostante dal 2010 si provi a disciplinarne l’uso, non sono ancora chiari i criteri ai quali è necessario uniformarsi. L’unica circolare che contiene delle linee guida risale al 2011, ma queste si sono rivelate non sicure e hanno causato malfunzionamenti, per questo motivo ANICA ha temporaneamente deciso di fermare le produzioni, preferendo il rischio di perdite economiche a quello di incorrere in sanzioni anche di carattere penale.

Così, il 10 Novembre il Consiglio dei Ministri ha approvato un’altra proroga (tramite disposizione urgente), che durerà fino al 31 Dicembre 2015. In questo modo non ci sarà nessun blocco delle aziende, e chi di dovere avrà tempo ancora più di un anno per definire la questione una volta per tutte.

5. La Francia caccia i Rom

Non è la prima volta che torna all’attenzione questo annuncio, diversi siti e sui social network l’hanno pubblicato:

PARIGI – La Francia dice ‘Stop’ ai campi nomadi sul proprio territorio nazionale: l’annuncio viene direttamente dal ministro dell’Interno francese Manuel Valls. «Gli accampamenti illegali in Francia verranno smantellati e gli zingari romeni e bulgari verranno espulsi nei loro paesi d’origine. Hanno la vocazione di tornare in Romania o in Bulgaria», commenta il ministro durante un’intervista alla radio francese France Inter. «Queste popolazioni hanno uno stile di vita estremamente diverso dal nostro: l’unica soluzione è la loro espulsione». Il Ministro Valls ha ordinato, nel mese scorso, lo smantellamento del campo nomadi di Lille, nella Francia del nord: si trattava di uno dei più grandi campi nomadi illegali di Francia.

Inizialmente la burla era stata pubblicata quando ancora Manuel Valls era Ministro dell’Interno. Nel frattempo è diventato Primo Ministro, e probabilmente l’ispirazione per queste poche righe viene da alcune dichiarazioni realmente rilasciate dal politico francese, peraltro aspramente criticate dai membri del suo stesso partito. Era intervenuta in merito anche la Commissione europea, la quale aveva ricordato i fondi Ue, «fino a 50 miliardi di euro», messi a disposizione per l’integrazione dei rom e le norme sul diritto alla circolazione: «La Francia non dimentichi che i rom sono cittadini europei e che come tali hanno il diritto di circolare liberamente in tutti gli Stati membri».

Turismo 2020
Top news
Glocal News
Video più visti
Foto più viste
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità
ANCI Lombardia