Nel frattempo, disordini a Gerusalemme

Nella notte del Capodanno ebraico quando i peccati diventano acqua

Nella notte del Capodanno ebraico quando i peccati diventano acqua
24 Settembre 2014 ore 18:50

Tra la metà di settembre e l’inizio di ottobre in Israele è grande festa. Ricorrono in questo periodo i giorni più sacri dell’anno per gli ebrei, i giorni penitenziali in cui ogni ebreo devoto si riconcilia con il mondo. Ogni anno cadono in date diverse, data la mobilità delle ricorrenze dovuta al calendario lunare.

Cos’è il capodanno per gli Ebrei. Oggi gli ebrei di tutto il mondo si augurano “shana tova!”, cioè buon anno. Il 25 settembre 2014 secondo il calendario ebraico inizia il mese di tishrì, il settimo del calendario ebraico, i cui primi due giorni rappresentano il capodanno. Quest’anno si entra nel 5775. La festa in ebraico si chiama Rosh Hashanah, dura due giorni, e per gli Ebrei rappresenta un’occasione di introspezione, bilancio e propositi di miglioramento. È considerato un nuovo inizio per le persone, per gli animali e per i contratti legali. Nella tradizione ebraica, Rosh Hashanah segna il completamento della creazione del mondo: oggi vennero creati Adamo ed Eva.

 

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Solennità e tradizione. Rosh Hashanah è uno dei due giorni più solenni del calendario biblico. Come ogni festa ebraica, anche Rosh Hashanah, inizia al tramonto del sole del giorno prima. E così stasera lo Shofar, il corno di montone tradizionale, emetterà il suo suono cupo e penetrante che segna l’inizio della festa e funge da monito per il risveglio del popolo ebraico per ricordargli il giorno del giudizio, sempre più vicino. Questa sera ogni Ebreo devoto si radunerà per il Seder, la cena, con la famiglia. Non prima di essersi recato vicino a uno specchio d’acqua, che sia mare, fiume, stagno o fontana non importa, a svuotarsi le tasche, per simboleggiare il disfarsi delle colpe commesse e l’impegno a rigettare ogni cattivo comportamento. A cena, dopo le preghiere rituali, è uso intingere uno spicchio di mela nel miele e mangiare dei chicchi di melograno, per augurare e augurarsi prosperità e benedizione per il nuovo anno e perché il popolo d’Israele sia numeroso come i semi del melograno.

 

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Cosa sta succedendo a Gerusalemme in questi giorni. Quest’anno, in Israele, l’arrivo del nuovo anno si celebra a pochi mesi dall’ennesima guerra su Gaza. A cui si aggiunge la recente uccisione dei due giovani palestinesi militanti di Hamas, sospettati di essere i responsabili di quanto accaduto lo scorso giugno ai tre ragazzi ebrei di una colonia vicino a Hebron, in Cisgiordania, prima rapiti e poi uccisi. Il drammatico episodio ha costituito il pretesto per la guerra su Gaza, che in 22 giorni ha provocato la morte di 1914 palestinesi, di cui moltissimi civili, compresi 448 bambini. Nella mattinata del 24 settembre, sulla Spianata delle Moschee, o monte del Tempio, a Gerusalemme, si sono verificati scontri e tafferugli tra giovani palestinesi e forze dell’ordine israeliane. I primi avrebbero lanciato sassi sui secondi mentre era in corso un sopralluogo del ministro israeliano per la sicurezza interna Yitzhak Aharonovic e del capo della polizia di Gerusalemme Yossi Pariente per verificare le misure di sicurezza adottate in occasione delle ricorrenze religiose ebraiche e musulmane. Queste ultime culmineranno all’inizio di ottobre con la Festa del Sacrificio.

Tra otto giorni è Yom Kippur. Nel Talmud è scritto che «a Rosh Hashanah tutte le creature sono esaminate davanti al Signore». Non a caso tale giorno, nella tradizione ebraica, è chiamato anche Yom Ha Din, il giorno del giudizio. Il giudizio divino verrà sigillato nel giorno di Kippur, il giorno dell’espiazione. Yom Kippur cade otto giorni dopo il capodanno e viene definito il “sabato dei sabati” in cui tutto in Israele tutto si ferma. Nessuno può usare l’auto, i mezzi pubblici sono sospesi, l’aeroporto internazionale di Tel Aviv viene chiuso per 25 ore, l’esercito non è operativo. Durante il giorno di Kippur non si possono indossare scarpe in pelle o cuoio, ci si veste di bianco, simbolo di purezza, e si cammina in mezzo alla strada. È proibito lavarsi e spalmarsi creme, così come portare gioielli d’oro, perché questo metallo ricorda il peccato del vitello d’oro, nel giorno del giudizio. È vietata l’intimità coniugale.

Nel 1973, proprio nel giorno di Kippur, Egitto e Siria lanciarono contemporaneamente un attacco congiunto e a sorpresa a Israele sul Sinai e sulle alture del Golan. L’esito della guerra, tatticamente vinta da Israele, ha irrimediabilmente segnato il futuro della regione. La guerra del Kippur fu la più grande guerra combattuta in Medioriente fino a quella del Golfo e portò alla crisi petrolifera del 1973, un embargo delle esportazioni di petrolio nei paesi occidentali che aggravò molto la crisi economica che in quegli anni aveva cominciato a colpire Europa e Stati Uniti. Ieri, dopo oltre 30 anni, un aereo siriano da combattimento, un Sukhoi 24, è stato abbattuto da una batteria dell’aviazione israeliana mentre sorvolava il Golan. In Israele, da Rosh Hashanah a Yom Kippur, le scuole e gli uffici sono chiusi, e per gli israeliani è anche l’occasione per godere di qualche giorno di vacanza. Il Golan, con il suo clima mite, la bellezza dei suoi paesaggi, le cascate di Banias che danno origine al fiume Giordano, è una delle mete predilette. Con i militari schierati.

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