Dichiarazione dei redditi

Le novità del 730 precompilato

Le novità del 730 precompilato
20 Giugno 2014 ore 18:10

Dal 2015, disponibile per quasi 30 milioni di contribuenti italiani, arriverà il modello 730 precompilato per la dichiarazione dei redditi. Si tratta della novità più evidente contenuta in uno dei due decreti legislativi approvati dal governo Renzi il 20 giugno, per la “semplificazione in materia fiscale”. Il ministro per le Riforme Costituzionali, Maria Elena Boschi, ha presentato venerdì 20 giugno il contenuto del provvedimento. Il cambiamento interesserà tutti i lavoratori dipendenti e assimilati e i pensionati, e riguarderà i redditi del 2014. Ecco quali sono le principali novità introdotte.

Che cosa fare. Il provvedimento dovrebbe snellire di molto le procedure che sono a cura del contribuente. Il 730 verrà inviato direttamente a casa, e conterrà già gran parte dei dati necessari alla compilazione. La dichiarazione dei redditi così strutturata dovrà essere trasmessa per via telematica all’Agenzia delle Entrate entro il 7 luglio, e le eventuali compensazioni a debito o a credito saranno effettuate entro il mese o, dal sostituto d’imposta, entro quello successivo. Nessun controllo interesserà i contribuenti che accettano la dichiarazione così com’è, con i dati inseriti dall’Agenzia delle Entrate. E per gli altri? Chi riterrà di dover modificare i dati inseriti potrà farlo tramite i canali consueti: potrà rivolgersi, dunque, ai CAF (Centri di Assistenza Fiscale), ai commercialisti e ai professionisti abilitati.

I dati inseriti. I modelli saranno precompilati utilizzando le informazioni presenti nelle banche dati dell’Agenzia delle entrate. Ma quali sono? Si tratta, ad esempio, dei dati già inseriti nell’Anagrafe tributaria (la dichiarazione dell’anno precedente, i versamenti già effettuati), dei dati trasmessi da soggetti terzi (banche, assicurazioni) e dei dati contenuti nelle certificazioni emesse dai sostituti d’imposta, per i redditi derivanti da lavoro dipendente. Da questo punto di vista, il decreto legislativo prevede alcune novità importanti. In primo luogo, l’acquisizione automatica dell’anagrafica dei rapporti bancari: le informazioni relative ad esempio agli interessi passivi sui mutui (che sono spese detraibili) verranno tratte direttamente dagli enti che erogano i mutui stessi. La stessa cosa accadrà per spese come i fitti passivi, per i quali l’Agenzia avrà accesso ai dati relativi a tutti i contratti d’affitto registrati. In secondo luogo, l’anticipazione di alcune scadenze: il termine per l’invio delle certificazioni da parte dei sostituti d’imposta (principalmente datori di lavoro o enti pensionistici) sarà spostato al 7 marzo. In molti casi, infatti, dovranno essere gli enti a comunicare attivamente allo Stato le informazioni necessarie. Tutti i soggetti che beneficiano di spese deducibili o detraibili dovranno trasmettere i dati all’Agenzia delle entrate. Un esempio? Le spese sportive per i figli, che sono detraibili dalla dichiarazione dei redditi. Con il sistema che entrerà in vigore, saranno gli enti sportivi che godono dei pagamenti effettuati dal contribuente (tessere d’iscrizione, abbonamenti e simili) a dover comunicare allo Stato l’esistenza di queste spese, affinché l’Agenzia delle entrate possa inserirle nel 730.

Le spese mediche. Una delle novità principali riguarda l’inclusione delle spese mediche nei dati presenti nel modello. La riforma prevede infatti che essi contengano le informazioni incluse nel Sistema Tessera Sanitaria, come acquisti di medicinali o pagamenti di visite specialistiche. Come fa l’Agenzia a ricavare questi dati? Il provvedimento prevede che siano i medici stessi, le farmacie e le aziende sanitarie a comunicale on-line. L’applicazione di questo principio è complessa, e infatti le spese sanitarie non saranno incluse tra i dati pre-inseriti nel modello 730 del 2015. Vi entreranno nel 2016, e riguarderanno le spese dell’anno prossimo.

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