la denuncia della Cisl

Nuovi accessi alle Rsa ancora in stand-by. Il segretario Didonè: «La Regione intervenga»

Nuovi accessi alle Rsa ancora in stand-by. Il segretario Didonè: «La Regione intervenga»
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«Quotidianamente riceviamo decine di telefonate di famiglie che stanno vivendo veri propri incubi. Il “muro” burocratico alzato da Palazzo Lombardia impedisce, di fatto, un ritorno di normalità nelle Rsa. La nostra pazienza ha un limite umano di sopportazione». Interviene così Emilio Didoné, segretario generale di Fnp Cisl Lombardia, in merito alla riapertura graduale e in sicurezza delle case di riposo, sia per i nuovi ospiti sia per i parenti delle persone attualmente ricoverate. Una problematica che continua a tenere banco nel dibattito tra il sindacato dei pensionati e la Regione. «Il tavolo di confronto tra rappresentanti Rsa e Regione Lombardia, dal quale sono stati esclusi i sindacati dei pensionati, non ha partorito i risultati che aspettiamo da mesi – spiega Didonè -. Anche dopo le ultime delibere regionali, in Lombardia è ancora tutto in stand-by».

Il timore è di dover aspettare la riapertura delle strutture fino a settembre, restando al palo rispetto ad altre regioni italiane a guida leghista. «Il presidente del Veneto ha firmato l’ordinanza che riapre di fatto le case di riposo e le strutture sociosanitarie residenziali e semiresidenziali per minori, disabili, persone con problemi di dipendenza e di salute mentale – prosegue il segretario generale -. Il Veneto, ancora una volta, è più concreto della Lombardia, che si dimostra non all'altezza, costretta a mangiare polvere e rincorrere. Altro che “eccellenza lombarda”. Il Pirellone ha sì deliberato la riapertura delle Rsa, ma quanto ha previsto non è chiaro e soprattutto applicabile».

Nella giornata di martedì 23 giugno i sindacati dei pensionati, insieme alle confederazioni Cgil, Cisl, Uil e le categorie di lavoratori, hanno concluso la tre giorni di protesta per riformare il sistema sanitario e socio-sanitario lombardo. «Siamo un grande e autorevole sindacato, ma pur sempre un sindacato – aggiunge -. Non siamo noi a scrivere le delibere. Noi possiamo sollevare le problematiche, denunciare il malcostume, dare voce alle persone che rappresentiamo, presentare proposte ma poi chi decide è sempre e solo la politica».

«Non molliamo e non molleremo fino a quando questa situazione non si sarà sbloccata per ospiti, parenti e famiglie in tutte le Rsa lombarde – conclude Emilio Didonè -. In alcune case di riposo la situazione si sta lentamente sbloccando, sia per i ricoveri e sia per le visite parenti, ma perché non in tutte? Quali sono le difficoltà? Perché Regione Lombardia che conosce perfettamente questa situazione di stallo non interviene? Non crede che le famiglie, invece di telefonare a vuoto, abbiano il diritto si saperlo?».

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