Rigurgiti fascisti?

Odio, minacce e slogan del Duce: Rifondazione “denuncia” la Giunta di Capriate

Immagini pro Mussolini, istigazioni alla violenza, minoranze costrette ad assentarsi dalla Commissione Sicurezza e Ambiente per paura di subire aggressioni. A renderlo noto le minoranze, che hanno proposto la nomina di nuovi commissari. La mozione è stata respinta su invito del sindaco

Odio, minacce e slogan del Duce: Rifondazione “denuncia” la Giunta di Capriate
03 Ottobre 2020 ore 15:02

Se a Dalmine è bastata una mozione della giunta di centrodestra a montare un vero e proprio caso politico, ponendo discriminanti anticomuniste per consentire l’uso degli spazi pubblici, a Capriate San Gervasio, secondo quanto denunciato dal Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, starebbe accadendo ben di peggio: immagini e slogan del Duce, clima di odio generalizzato, istigazioni alla violenza, minoranze politiche costrette ad assentarsi dalla Commissione comunale Sicurezza e Ambiente per paura di subire minacce e aggressioni. «Non solo ci si trastulla nelle stesse istituzioni comunali con nostalgie fascistoidi – sottolineano il segretario regionale Fabrizio Baggi e quello provinciale Francesco Macario, ex candidato a sindaco di Bergamo – ma ci si rifiuta anche di garantire l’agibilità politica a coloro che non condividono queste posizioni».

Lo scorso 11 giugno un commissario di minoranza pare sia stato costretto a scappare da un incontro per paura di essere picchiato; un episodio sul quale sarebbero in corso accertamenti giudiziari a seguito di denunce. Inoltre, alcuni componenti della Commissione avrebbero esplicitato manifestazioni di simpatia per il fascismo e per l’uso della violenza anche sui social. «Sono state ostentate dal presidente Giancarlo Appiani sul suo profilo Facebook – aggiungono Baggi e Macario – così come l’immagine del profilo su WhatsApp rappresenta il ritratto di Mussolini, tra l’altro visibile a tutti gli appartenenti a un gruppo di controllo del vicinato. Altri membri della Commissione hanno esplicitamente incitato alla violenza ispirata a odio xenofobo, promettono non ben precisate rappresaglie contro i naufraghi del Mediterraneo e dimostrando di condividere oscure proposte di collocare bombe, catalizzando sui social adesioni e gradimento di noti personaggi che da sempre si dichiarano esplicitamente fascisti».

Questi episodi sono stati denunciati pubblicamente nel corso del Consiglio comunale di mercoledì 30 settembre, durante il quale è stato chiesto che la Commissione venisse azzerata e nominati nuovi commissari. Richiesta che è stata ignorata dalla maggioranza, anche su invito del sindaco Vittorino Verdi. La mozion, presentata dalla lista di minoranza “Una comunità per tutti”, e è stata quindi respinta con 9 voti contrari e 4 favorevoli. «In molti comuni bergamaschi si respira un clima degno del ventennio – concludono Fabrizio Baggi e Francesco Macario -. Quando il ritorno all’olio di ricino per i dissidenti?».

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