«Possiamo arrivare in alto»

«Oggi siamo stati più belli che mai» Ora Gasp non si pone alcun limite

«Oggi siamo stati più belli che mai» Ora Gasp non si pone alcun limite
24 Ottobre 2016 ore 07:00

Vince l’Atalanta, ancora. Dieci punti nelle ultime quattro partite, sette raccolti contro Napoli, Fiorentina e Inter: impensabile. Decisivi i gol di Masiello e Pinilla su rigore a poco dalla fine, inutile il pareggio a inizio secondo tempo firmato Eder. Non può che essere felice Gian Piero Gasperini, che ha commentato così la sfida in conferenza stampa: «Stiamo migliorando, ne sono molto felice perché oggi, soprattutto nel primo tempo, abbiamo giocato con grande lucidità».

Su Caldara. «Ha fatto una partita importante, contro un centravanti importante. Quando trova di fronte una punta così si esprime molto bene. Può crescere sotto questo aspetto, ma oggi ha dato una dimostrazione importante delle sue qualità ed è una garanzia».

Pinilla e il rigore. «Pensavo lo tirasse Kessié, ma capisco la scelta di Pinilla perché ci teneva molto. Non è casuale che sia entrato oggi, da un paio di settimane si sta allenando come mai aveva fatto. Non è vero che quando uno non gioca si deve deprimere, ma la sua è una grande reazione, Petagna gli è servito».

L’Atalanta. «È la più bella di questa stagione sulla sicurezza e nella costruzione del gioco. C’è da migliorare ancora, dobbiamo essere più prolifici in attacco, possiamo fare di più, con più fiducia e determinazione. Potremmo diventare una grande squadra facendo il nostro bel campionato».

La stanchezza. «De Boer ha detto che nel secondo tempo eravamo molto stanchi? (ride, ndr). Sicuramente c’è stato un calo, ma è una cosa assolutamente normale. Noi preferiamo partire forte, ma nel finale siamo stati in grado di vincere la partita, significa che un po’ di energie le avevamo ancora».

Il gol subito. «Mi sono un po’ indispettito perché non rispecchiava la partita, mi avrebbe dato fastidio non vincere questo tipo di gara. Il giallo a Konko, poi, è stato un po’ esagerato».

Berisha. «È stato eccezionale sul tiro di Perisic, è un portiere che ci sta dando molto. Magari non è impegnatissimo, ma quando viene chiamato in causa è sempre stato determinante. Lo stesso vale per Handanovic, sono quelle partite in cui costruisci di più ma non vinci. Mi sento di dire che l’Atalanta abbia meritato».

Toloi. «È stato un cambio obbligato a fine primo tempo, quindi uno in meno quando stava facendo una partita importante. Infortunio muscolare e perdita pesante perché non sarà recuperabile».

L’espulsione. «Ero molto arrabbiato per la punizione, secondo me poteva anche non essere fischiato. L’ammonizione poi, per un giocatore entrato da così poco… Non posso accettare che dal gioco del calcio venga tolto il contrasto. È un gesto tecnico, quindi è un crimine calcistico toglierlo da questo gioco. Sarebbe come togliere il dribbling o il tiro. È un elemento molto difficile, spettacolare e fa parte del gioco, questa è la differenza tra la Serie A e i campionati esteri. Il calcio si gioca con i contrasti. La mia reazione, forse, è stata eccessiva e mi dispiace di aver penalizzato la squadra. Sul contrasto bisogna però cambiare mentalità».

Il pugno di Medel a Kurtic. «Io non l’ho visto, me lo ha detto Kurtic. Per questo ci sarà la prova tv».

Su Ventura. «Avrà guardato Gomez, ma ci sono tanti ragazzi che devono crescere e possono rappresentare presente e futuro dell’Atalanta, sperando anche della Nazionale».

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