Un po' di chiarezza

Omeopatia, a parte il successo ma funziona per davvero o no?

Omeopatia, a parte il successo ma funziona per davvero o no?
06 Maggio 2015 ore 12:10

Ci sono temi assai controversi, sui quali difficilmente si arriva ad una conclusione unanime. Uno dei più caldi riguarda la validità o meno delle pratiche della cosiddetta omeopatia. L’efficacia di questa disciplina non è mai stata dimostrata e tantissimi studi l’hanno più volte messa in discussione. Inoltre, secondo numerosi medici, l’utilizzo di prodotti omeopatici sarebbe potenzialmente pericoloso per la salute nella misura in cui potrebbe spingere i malati ad abbandonare o ritardare terapie mediche di comprovata efficacia.

 

 

In Italia l’omeopatia è un successo. Da un lato, quindi, c’è la scienza che rigetta in tutto e per tutto gli usi di questa medicina alternativa. Dall’altra parte, invece, ci sono la bellezza di 24,5 milioni di prodotti omeopatici acquistati in Italia solo nel 2014. È come se quasi un italiano su due ne avesse comprato almeno uno e, dato non indifferente, la spesa totale si aggirerebbe intorno ai 330 milioni. Questi dati arrivano da Omeoimprese, l’associazione di categoria che riunisce le aziende produttrici di questi composti. Sempre secondo la loro indagine, bisognerebbe anche segnalare un aumento del fatturato, circa il 14 percento dal 2008 a oggi, con una crescita del 3,5 percento tra il 2013 e il 2014.

Una legislazione discussa. Un successo davvero incredibile visto che, secondo la legge italiana, è vietato far pubblicità ai prodotti omeopatici e, sempre secondo il nostro ordinamento, le confezioni non possono contenere foglietti illustrativi che ne spieghino l’uso. I prodotti omeopatici sono medicinali a tutti gli effetti, così recita il Decreto Legislativo 17-3-1995 n. 185, ma le informazioni che uno si aspetterebbe di trovare nel foglietto illustrativo sono comunicate unicamente a medici e farmacisti: è il Decreto Legislativo 24-4-2006 n. 219 a imporlo. Soprattutto questa seconda legge è al centro di molte discussioni sia sul web che durante numerosi convegni sul tema. I tanti sostenitori dell’omeopatia vedono dietro a questo decreto l’ombra delle grandi casa farmaceutiche, intimorite dalla possibilità di perdere fatturato proprio a causa dei nuovi prodotti messi in circolazione.

 

 

Che dicono gli scienziati. L’ultimo studio su questo tema arriva dalla National Health and Medical Research Council australiana, che ha pubblicato i risultati di due anni di indagini. Per questa ricerca gli studiosi del centro australiano hanno analizzato ben 225 studi relativi all’effetto dei farmaci omeopatici in oltre 68 differenti patologie. Ma non solo. Come ha ben spiegato Wired: «I ricercatori dell’Nhmrc hanno esaminato 57 revisioni sistematiche (o systematic reviews, cioè studi che valutano e riassumono la letteratura scientifica esistente su un dato argomento) pubblicate entro il 2013 su riviste scientifiche internazionali, 343 articoli presentati da associazioni e gruppi di pressione a favore dell’efficacia dell’omeopatia, e 48 segnalate da privati cittadini durante consultazioni pubbliche sul tema».

Il verdetto finale. Insomma, siamo di fronte non ad una semplice ricerca ma ad un vero sunto di tutto quello che è stato scritto e pubblicato fino ad oggi. E i risultati di questo studio decretano: «Basandosi sui dati disponibili riguardo all’efficacia dell’omeopatia l’Nhmrc conclude che non esistono patologie per le quali esistono prove di una reale efficacia dell’omeopatia». Inoltre, conclude il rapporto: «Le persone che scelgono l’omeopatia potrebbero mettere a rischio la propria salute se rifiutano o ritardano l’assunzione di terapie per cui esistono invece prove di efficacia e sicurezza. Chi sceglie di seguire cure omeopatiche dovrebbe avvertire il proprio medico, e continuare ad assumere qualunque trattamento gli sia stato prescritto».

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