Ricorso in appello

Omicidio di Curno, la difesa torna a chiedere la perizia psichiatrica

Uccise la moglie Marisa Sartori e ferì la cognata. L'avvocato: «Ezzedine non merita l’ergastolo»

Omicidio di Curno, la difesa torna a chiedere la perizia psichiatrica
Mozzo e Curno, 31 Gennaio 2020 ore 09:47

La storia è nota: Ezzedine Arjoun, tunisino di 36 anni, il 15 novembre scorso è stato condannato all’ergastolo dal giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Bergamo Massimiliano Magliacani. Confermata l’accusa di aver ucciso a coltellate, il 2 febbraio 2019 a Curno, la moglie Marisa Sartori, 25 anni, parrucchiera, che l’aveva lasciato ed era tornata a vivere con i suoi genitori, e ferito gravemente la sua sorella minore, Deborha, 23 anni, perché aveva tentato di difendere Marisa.

Ora è arrivato il ricorso in appello della difesa. Nessuna premeditazione, nessun maltrattamento e nessuna violenza sessuale, si legge nelle motivazioni scritte nella richiesta presentata dall’avvocato Daniela Serughetti. L’omicidio sarebbe frutto di un raptus, e non ci sarebbero prove che Arjoun si sia portato l’arma del delitto da casa. Non ci  inoltre anzeei maltrattamenti, aggiunge la difesa. Rinnovata alla Corte d’appello di Brescia anche la richiesta di disporre una perizia psichiatrica sull’imputato. Richiesta che era stata respinta dal gup di Bergamo Massimiliano Magliacani.

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