Perizia Psichiatrica

Omicidio di Dalmine, il 33enne che ha accoltellato la madre dice di «sentire delle voci»

Il pm ha chiesto approfondimenti medici sul giovane, che dice anche di non ricordare nulla. L'autopsia ha appurato che la vittima, Giovanna Gamba, non si è neppure difesa

Omicidio di Dalmine, il 33enne che ha accoltellato la madre dice di «sentire delle voci»
Dalmine, 23 Maggio 2020 ore 16:32

Ferite alla testa, sul volto e soprattutto al petto, dove il figlio l’ha colpita con maggior violenza, tanto da spaccare la lama del coltello di ceramica nel corpo della donna. Sono le prime indicazioni filtrate dall’autopsia eseguita la mattina di ieri, 22 maggio, sul corpo di Giovanna Gamba, la donna di 60 anni brutalmente uccisa dal figlio 33enne la mattina del 15 maggio scorso nell’appartamento al terzo piano di una palazzina in via delle Gardenie a Dalmine.

Giovanna Gamba

Una scarica di rabbia e violenza inaudita e probabilmente inattesa, dato che sul corpo di Giovanna non sono state trovate ferite da difesa. Che il 33enne, quel giorno, sia stato preso da un vero e proprio raptus violento lo dimostra anche il fatto che, successivamente all’omicidio, sia uscito dall’abitazione e abbia aggredito l’anziano vicino, che si era affacciato sul pianerottolo dopo aver udito le grida della donna, con un colpo alla testa. Anche i nipoti dell’uomo sono stati attaccati. Nel frattempo, qualcuno aveva chiamato il 112 e quando sono giunti sul posto i soccorsi ci sono voluti diversi carabinieri per fermare il 33enne.

L’assassino è stato trasportato per accertamenti al Papa Giovanni, dove si trova tuttora piantonato da diversi agenti. Le accuse nei suoi confronti sono di omicidio volontario, lesioni e resistenza. Nei giorni scorsi, il 33enne è stato ascoltato sia dai medici che dagli inquirenti. I suoi problemi psichici sono noti, tant’è che da tempo era in cura. Da un po’, però, sembra avesse smesso di prendere i farmaci. Ha raccontato di non ricordare nulla dell’omicidio, ma anche di sentire delle voci, da qualche tempo, nella sua testa. Il pm Giancarlo Mancusi ha disposto una perizia psichiatrica per valutare la sua capacità di intendere e di volere al momento dell’assassinio.

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