Corte d'assiste d'appello

Omicidio di Yana, riconosciuta la premeditazione: condannato all’ergastolo Dumitru Stratan

«Non una vittoria, perché nessuna sentenza potrà restituire Yana. Ma un passaggio necessario per interrompere il silenzio dell'ingiustizia»

Omicidio di Yana, riconosciuta la premeditazione: condannato all’ergastolo Dumitru Stratan

È stato condannato all’ergastolo Dumitru Stratan: la Corte d’Assise d’Appello del Tribunale di Brescia, nella giornata di mercoledì 22 aprile, ha riconosciuto l’aggravante della premeditazione nell’omicidio di Yana Malaiko, 23enne di origini ucraine cresciuta a Romano di Lombardia. Nel marzo 2025, durante la sentenza di primo grado, i giudici avevano escluso l’aggravante della premeditazione, condannando il 34enne moldavo a vent’anni di reclusione. Il pm, successivamente, aveva impugnato la sentenza.

Il gesto d’amore di Oleksandr, padre di Yana

Un punto d’arrivo atteso e doloroso per l’associazione Yana – You Are Not Alone Odv, fondata proprio in memoria della giovane. «Un momento che porta con sé un senso profondo di verità finalmente riconosciuta», ha sottolineato ai colleghi di PrimaTreviglio il presidente Francesco Porrello. La sentenza non può «in alcun modo colmare la perdita», ma restituisce «dignità e senso a una storia che ha segnato molte vite».

L’associazione ha espresso riconoscenza anche nei confronti del pm Lucia Lombardo, «lucida e coraggiosa nel portare avanti il procedimento fino all’appello». Toccante il gesto di Oleksandr Malaiko, padre di Yana, che per l’intera durata del percorso giudiziario ha deciso di mantenere un voto personale, ovvero quello di non tagliare la barba finché non fosse stata fatta giustizia per sua figlia.

Ieri, dopo la pronuncia della sentenza, c’è stato il taglio: un momento ricco di significato, ma che sa anche di liberazione, come lo ha descritto la stessa associazione. «Un’immagine che racconta più di molte parole: il segno visibile di un amore che non si è mai interrotto e di una sofferenza che ha accompagnato ogni giorno dell’attesa».

«Si interrompe il silenzio dell’ingiustizia»

La giovane Yana Malaiko è stata uccisa nella notte tra il 19 e il 20 gennaio 2022 a Castiglione delle Stiviere, nell’appartamento in cui soggiornava ospite della sorella dell’imputato, Cristina Stratan. Lui, secondo la ricostruzione, non accettava la fine della loro relazione e così l’aveva attirata nell’abitazione con il pretesto che il cane, adottato insieme durante la loro convivenza, stesse male. È proprio lì che l’ha aggredita e poi uccisa.

Stratan, successivamente, ha nascosto il corpo della vittima in un trolley e con la propria auto lo ha portato fino a un’area boschiva nella zona Valle, abbandonandolo. Il corpo è stato ritrovato soltanto dieci giorni dopo, il 1° febbraio 2022. Ora, il 34enne è stato condannato all’ergastolo. «Non si tratta di una vittoria – ha concluso Porrello – perché nessuna sentenza potrà mai restituire Yana alla sua famiglia. Ma è un passaggio necessario, che consente di dare un nome definitivo alla verità e di interrompere almeno il silenzio dell’ingiustizia».