Incredibile: abbiamo dominato e pareggiato

Incredibile: abbiamo dominato e pareggiato
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Secondo tempo

La ripresa inizia con l'Atalanta che controlla la partita. Al 54', Gasp toglie un anonimo D'Alessandro e inserisce l'atteso Zapata, ma due minuti dopo è Barrow che, da solo in area, sbaglia clamorosamente il tiro. Al 57', Pavlovic in uscita è bravissimo a negare la gioia del gol a Zapata. Al 59' ancora un'occasionissima per i nerazzurri, con Barrow che fa una grande azione e crossa dentro per Gosens: il tiro del tedesco a botta sicura è però parato con il piede da Pavlovic, ancora protagonista. Troppi errori, e la Dea viene punita al 67', quando Handzic, su cross di Adukor, di piatto trafigge Berisha alla prima vera azione del Sarajevo. Doccia gelata per l'Atalanta, che subisce il contraccolpo (mentre i tifosi ospiti lanciano in campo dei fumogeni e il gioco si ferma per alcuni minuti). I bosniaci prendono coraggio e, incredibilmente, al 72' trovano addirittura il pareggio: cross basso dalla sinistra, Berisha non è sicuro nell'uscita e si fa anticipare, la palla finisce sui piedi di Sisic che, dopo averla difesa, la scaglia in rete di potenza. È 2-2. Un risultato non certo buono, che costringerebbe i nerazzurri, tra una settimana, a vincere in Bosnia. La Dea si rimette in ordine e torna a pressare alta. Al 76' il Papu calcia a lato una punizione da ottima posizione. La squadra è stanca, ma attacca a testa bassa. All'83' entra anche Tumminello al posto di Gosens, ma di occasioni vere non ne arrivano, con il Sarajevo che perde tempo a ogni occasione buona, tanto da convincere l'arbitro a dare ben sette minuti di recupero. Che, purtroppo, passano senza che accada nulla di significativo. Finisce, dunque, con un amarissimo 2-2 che per i nerazzurri sa di sconfitta. Tra una settimana, a Sarajevo, sarà veramente tosta.

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Primo tempo

Gli ospiti partono aggressivi, ma è l'Atalanta a fare la partita. Il primo affondo al 9': grande azione del Papu sulla sinistra, che salta due uomini e mette in mezzo un pallone teso su cui Hateboer non arriva per poco. Due minuti dopo, Atalanta avanti: sugli sviluppi di un corner dalla sinistra, la palla torna al Papu che lascia partire un cross morbido sul palo lontano, dove Masiello, tutto solo, la rimette in mezzo per l'accorrente Toloi, che deve solo appoggiare a rete il vantaggio. I nerazzurri sono in palla, davanti Barrow e Gomez fanno tantissimo movimento, mentre D'Alessandro sembra essere un po' contratto. Il Sarajevo si fa vedere per la prima volta al 21' con un tiraccio dai trenta metri di Velkoski. Tre minuti dopo, in contropiede, Barrow ha una grande occasione: in tre contro due, invece che mettere il Papu solo davanti a Pavlovic, pecca di egoismo e tira, ma la palla finisce fuori. Al 31', il Papu ha la possibilità di raddoppiare: grande azione nello stretto di Barrow che pesca Toloi nel ruolo di pivot avanzata e bravissimo a fare da sponda al capitano, che però viene chiuso in extremis da Dupovac. Un minuto dopo, tiro potentissimo di de Roon, ma la palla finisce alta. Al 43' ancora un'occasione per il Papu, che va via sulla sinistra benissimo e scaglia un mancino potente ma messo in angolo dall'estremo difensore bosniaco. Prova e riprova, il raddoppio arriva al terzo minuto di recupero ed è ancora merito della... difesa: punizione da desta del Papu, spizzica Toloi e, quasi sulla linea di porta, Mancini appoggia a rete per il 2-0. Tutti negli spogliatoi, ma benissimo così.

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Formazioni ufficiali

L'attesa è finita. Al Mapei Stadium di Reggio Emilia, l'Atalanta comincia il cammino europeo della stagione 2018/2019. Sono 7.518 gli spettatori paganti. Di fronte ai nerazzurri, i bosniaci del Sarajevo per la gara di andata del secondo turno preliminare di Europa League. Il mister opta, ovviamente, per la miglior formazione a sua disposizione, con l'unica sorpresa in mezzo al campo, dove Pessina viene preferito a Valzania per affiancare de Roon (Freuler è appena tornato dalle ferie post Mondiali). In attacco, invece, Barrow agirà da prima punta con capitan Papu Gomez e Marco D'Alessandro in suo sostegno. Il romano avrà l'arduo compito di sostituire Ilicic, messo ko da una virus influenzale. Ma ecco le formazioni ufficiali:

 

 

Atalanta (3-4-3): Berisha; Toloi, Mancini, Masiello; Hateboer, Pessina, de Roon, Gosens; D’Alessandro, Barrow, Gomez. A disposizione: Gollini, Valzania, Palomino, Reca, Tumminello, Castagne, Zapata. All. Gasperini.

Sarajevo (4-2-3-1): Pavlovic; Hebibovic, Dupovac, Mujakic, Pidro; Adukor, Rahmanovic; Sisic, Velkoski, Halilovic; Ahmetovic. A disposizione: Kovacevic, Stanojevic, Sofranac, Mustafic, Kurdic, H. Handzic, Tatar. All. Musemic.

 

 

Le ultime
di Fabio Gennari

C’è chi è in spiaggia a prendere il sole, chi si divide tra un’escursione e un aperitivo, e chi invece, come noi, è pronto a farsi tartassare dalle zanzare nel caldo afoso di Reggio Emilia per seguire l’Atalanta nel suo esordio in Europa League. Per tutti gli atalantini questo è il primo giorno di scuola, stasera inizia la seconda avventura consecutiva nella seconda manifestazione continentale per importanza dietro alla Champions e contro il Sarajevo (fischio d’inizio alle 20.30 al Mapei Stadium) i nerazzurri hanno un solo obiettivo: vincere.

 

[Foto Facebook Atalanta]

 

Perché bisogna essere orgogliosi di scendere in campo. Dopo settimane passate a ragionare sul Milan e sulla sua esclusione, l’ambiente atalantino ha preso quasi come un fastidio il fatto di dover fare i preliminari. Siccome siamo bergamaschi, questa sensazione è durata il tempo di un caffè e subito è ripartita la caccia al biglietto e alla soluzione per seguire la Dea. C’è chi non è ancora partito per le vacanze e scenderà a Reggio Emilia, chi invece dal mare farà una capatina per la partita e chi, invece, dovrà accontentarsi di Sky Go. La grandezza dell’impegno di questa sera non può essere scalfita da niente e da nessuno. L’Atalanta che partecipa per due volte di fila a una competizione europea è qualcosa di sensazionale e i presupposti per fare un’altra bellissima figura ci sono tutti. Magari non saremo al top, forse sul mercato si poteva fare meglio dal punto di vista dei tempi, ma in questo momento le chiacchiere stanno a zero e le motivazioni sono alle stelle. Andiamo incontro a questa nuova avventura con il petto in fuori e tanta voglia di provarci ancora. Siamo l’Atalanta e nulla può farci paura.

Gomez e Barrow, i fari nella notte. Senza Ilicic bloccato dall’influenza, gran parte dei sogni di gloria della Dea passano per Gomez e Barrow. Il capitano, voci di mercato a parte, è in una condizione fisica già molto buona e sabato sera contro l’Herta Berlino ha fatto vedere di essere completamente dentro al progetto Atalanta. Il suo apporto, in questa fase, è ancora più importante perché la struttura fisica che ha gli permette di essere più avanti dal punto di vista fisico rispetto ad altri compagni e quindi può risultare decisivo. Barrow è la novità 2018 del calcio di Gasperini: dopo un breve periodo di apprendistato in seguito al passaggio dalla Primavera alla prima squadra, il ragazzo gambiano ha iniziato a marciare senza mai dare l’impressione di volersi fermare e pare già in palla. Gol a parte, la sua prestazione con i tedeschi è stata decisamente positiva e anche al cospetto del Sarajevo ci si aspetta una grande prova in attesa che Zapata affini la sua condizione.

 

[Ilicic e D'Alessandro contro la Rappresentativa Val Seriana. Foto Instagram Atalanta]

 

Le scelte del Gasp: D’Alessandro per Ilicic. Detto dell’assenza di Ilicic, la formazione nerazzurra è praticamente fatta. In porta, nonostante non abbia offerto una grande prestazione sabato sera, giocherà ancora Berisha e la difesa sarà composta da Toloi e Masiello con il giovane Mancini al centro. Palomino, acciaccato, siederà in panchina con Djimsiti. In mezzo al campo, stante l’assenza di Freuler appena rientrato dai Mondiali, toccherà a Valzania affiancare de Roon, con Gosens e Castagne sulle corsie esterne. In attacco, con Barrow e Gomez ci sarà Marco D’Alessandro e per il ragazzo romano si tratta di una grande opportunità di mettersi in mostra. Le variabili possibili, a gara in corso, sono rappresentate da Zapata e Tumminello in attacco e dal giovane Pessina in mezzo, ma considerati l’avversario e la forza della Dea vien da dire che nel gruppo atalantino di oggi c’è tutto quello che serve per superare l’ostacolo e regalarsi un ritorno a Sarajevo senza troppi patemi. Forza Atalanta, noi ci crediamo.

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