aveva 91 anni

Osio Sotto saluta Bono Armanni: quanti alunni hai visto attraversare

Il coronavirus ha portato via anche lui, un pezzo di storia del paese. Per vent’anni aveva fatto il volontario all'uscita da scuola. Il figlio Luciano: «Mai avuta la febbre in tutta la vita. Una tempra incredibile». «Nel portafoglio, il biglietto aereo di quando lo portammo a Londra»

Osio Sotto saluta Bono Armanni: quanti alunni hai visto attraversare
Osio Sotto e Osio Sopra, 07 Aprile 2020 ore 15:32

di Marta Belotti

È su quelle strisce pedonali silenti da più di un mese che Bono Armanni ha fatto attraversare generazioni di studenti fuori dalla scuola di Osio Sotto. «Sono passati ormai quasi quarant’anni. Bono allora era poco più che cinquantenne. Lo ricordo benissimo perché faceva attraversare me e la mia amica, che era sua nipote. Tutti i bambini di un tempo, quelli che ora hanno tra i 30 e i 50 anni, hanno stampato in testa il sorriso di Bono che, nei panni di vigile, ci faceva attraversare, sorvegliandoci a ogni uscita da scuola». Mara non è la sola a ricordare così Bono Armanni, novantunenne di Osio Sotto scomparso la scorsa settimana. Il coronavirus si è portato via anche questo tassello prezioso della storia di Osio Sotto.

Bono Armanni con la figlia Luisella. In apertura, coi nipoti Andrea ed Elena

«Mio papà era conosciuto soprattutto per i 20 anni nei quali ha fatto da volontario all’uscita da scuola» conferma Luciano Armanni, il più giovane dei cinque figli di Bono. «Ma ha fatto molto altro per il paese. Per esempio, in occasione della festa dell’Avis dello scorso anno, aveva ricevuto un riconoscimento come donatore più anziano. Ricordo che aveva raggiunto il numero massimo di donazioni possibili e ne aveva fatte altre 30 extra da quanto era in forma!».

Un uomo di 90 anni in un fisico da sessantenne. Questa è la descrizione che corre sulle labbra di chi ha conosciuto Bono. «Anche il più grande dei miei fratelli è convinto di non aver mai visto papà con la febbre» ricorda Luciano che poi riporta: «Per ridere gli dicevamo sempre “Bono, guarda che alla prima febbre che fai, non ti riprendi più”; così è stato. Non ci saremmo mai aspettati qualcosa come il coronavirus e tutto l’iter incredibile che ha comportato. Dopo le prime due settimane di febbre, la temperatura gli era scesa, ma ormai i polmoni erano compromessi. Durante i giorni di terapia intensiva, ci veniva mandato quotidianamente un filmino di papà. L’ultimo ci aveva fatto ben sperare. Si vedeva Bono che, attaccato all’ossigeno, diceva: “Vi saluto tutti, dal primo all’ultimo”».

Foto di famiglia a Londra. Da sinistra, David, Marina (nipote), Andrea C., Elena (nipote), Sabrina (nuora), Andrea (nipotino), Luciano (figlio), Bono Armanni

Un saluto rivolto certamente ai suoi familiari, ma probabilmente anche a tutti coloro che incontrava quotidianamente nei suoi giri in bici per il paese.

L’articolo completo e altre notizie su Osio Sotto nel numero di PrimaBergamo in edicola da venerdì 10 aprile

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