c'è chi non ha lo smartphone

Ospedale di Lovere, l’obbligo di usare la tecnologia esclude gli utenti anziani

All'Azienda sanitaria Bergamo Est si chiede di rivedere modalità e procedure. Serve una fase di transizione e una informazione capillare.

Ospedale di Lovere, l’obbligo di usare la tecnologia esclude gli utenti anziani
23 Giugno 2020 ore 08:53

Il Coronavirus ha portato in dote all’Italia un maggiore utilizzo delle nuove tecnologie. A partire dal mondo sanitario. Si veda le prescrizione del medico per i farmaci. Ora per la ricetta arriva il codice elettronico sullo smartphone da presentare in farmacia. Oppure il consulto degli esiti degli esami da scaricare direttamente dal fascicolo sanitario elettronico personale. E via dicendo. Soltanto che per una fascia di età, la più anziana, quella più fragile, priva della consuetudine con le nuove tecnologie, questo aspetto crea grossi problemi. E a sottolinearlo è il Partito democratico dell’Alto Sebino che sottolinea come, rispetto all’ospedale di Lovere, l’obbligo assunto di effettuare le prestazioni attraverso i portali elettronici mette l’ospedale in serio pericolo. Non basta aver scampato il rischio del depotenziamento dell’ospedale di Lovere – fanno sapere -, ora serve intervenire su una serie di fronti per assicurare ai cittadini un servizio efficiente. Il Partito Democratico dell’Alto Sebino chiede attenzione sul funzionamento dell’Ospedale di Lovere e un chiaro progetto di rilancio.

«Non bastano gli annunci degli scansati rischi di chiusura, alla luce di disagi concreti e quotidiani che ci segnalano i cittadini – dichiara il coordinatore di zona dell’Alto Sebino Andrea Bonadei -. L’obbligatorietà di prenotazione tramite app e le nuove modalità di consultazione dei referti rappresentano una complicazione per i cittadini, soprattutto per quelli anziani e fragili. Senza correzioni operative, temiamo il rischio che gli utenti scelgano di non effettuare la prestazione o si rivolgano a strutture private a scapito del servizio pubblico». In particolar modo, i democratici portano all’attenzione l’accesso alle analisi cliniche, regolato tramite l’utilizzo di un’applicazione per smartphone. «Alle molte ore passate al telefono – spiegano – seguono lunghe code presso il punto prelievi. Senza contare le nuove modalità di ritiro degli esiti: la consultazione tramite Fascicolo Sanitario Elettronico per molti è inaccessibile e l’alternativa dell’invio per posta ordinaria ritarda di molto i tempi. Non si nega la validità degli strumenti tecnologici – prosegue Bonadei – ma una fase di informazione capillare prima, e una di transizione poi, sarebbe stata a nostro avviso doverosa». Per queste ragioni, il Partito Democratico invita la Direzione Generale dell’ASST Bergamo Est a rivedere modalità e procedure al fine di consentire una corretta e agile erogazione dei servizi. Il Presidio Sanitario di Lovere deve restare il perno dei servizi sanitari del territorio. È lecito aspettarsi da Regione Lombardia e la Direzione Sanitaria non solo la conferma del valore della struttura e del suo personale, ma un adeguamento della qualità di suoi servizi. Per analizzare la salute di questo Ospedale ed elaborare proposte di miglioramento».

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