emergenza coronavirus

Ossigeno a domicilio. Dalla richiesta in farmacia arriva in 12-24 ore

Le sette aziende produttrici italiane si sono divise la Bergamasca in sette zone e ognuna servirà la propria fetta di territorio.

Ossigeno a domicilio. Dalla richiesta in farmacia arriva in 12-24 ore
25 Marzo 2020 ore 08:51

La fornitura delle bombole d’ossigeno per la gestione domiciliare era divenuto un problema serio. Nelle farmacie era praticamente introvabile con tutta una serie di ricadute gravi per i pazienti che ne necessitavano a domicilio. Tutto l’ossigeno disponibile era stato convogliato nelle strutture ospedaliere, che con questa emergenza ha richiesto un aumento all’inverosimile per le esigenze dei pazienti in deficit di respirazione autonoma. Ats Bergamo ha ottenuto una organizzazione efficiente da parte dei produttori nazionali. «I sette principali fornitori italiani hanno condiviso una suddivisione del territorio provinciale in altrettante zone e ognuna di esse è responsabile della fornitura in una singola zona. Questo permetterà alle sette aziende la gestione di un’unica porzione di territorio, rendendo meno dispersivo e più rapido ed efficiente il servizio – spiega il dottor Arrigo Paciello, responsabile del Servizio farmaceutico dell’Agenzia di Tutela della Salute -. Il farmacista che ordina la bombola avrà un’unica azienda da chiamare in riferimento alla zona di appartenenza, evitando sovrapposizioni e migliorando l’efficacia del servizio nel suo complesso». La richiesta dell’Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo è che le forniture avvengano nel giro di 24 ore nelle situazioni meno gravi e in 12 ori nei casi urgenti. La fornitura di ossigeno liquido al domicilio è già operativa e sarà interessata da una riorganizzazione a tutto vantaggio dei pazienti Covid-19, grazie alla collaborazione di Ats Bergamo con le principali aziende produttrici di ossigeno liquido, con le Forze dell’Ordine (Carabinieri e Vigili del Fuoco in primis), con la Protezione civile e con le quattordici Unità territoriali per l’Emergenza sociale.

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