Il progetto del futuro

Ottimismo per portare a Bergamo la facoltà di Medicina, per le istituzioni i tempi sono maturi

L'idea dell'Università ha accolto il favore del sindaco, dell'Ats e dell'Ordine dei Medici

Ottimismo per portare a Bergamo la facoltà di Medicina, per le istituzioni i tempi sono maturi
Bergamo, 28 Luglio 2020 ore 11:55

L’Università di Bergamo potrebbe riuscire nell’impresa di portare in città la facoltà di Medicina. Come riporta L’Eco di Bergamo, il rettore Remo Morzenti Pellegrini, dopo aver ricevuto il sostegno delle istituzioni, ha sottolineato che le condizioni sono ormai mature per raggiungere questo obiettivo, dialogando con il territorio e gli altri atenei. Nel frattempo, il prossimo 3 settembre, per la prima volta l’Ateneo cittadino ospiterà la prova di accesso ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina, Chirurgia e Odontoiatria accogliendo 803 giovani bergamaschi che si sono iscritti al test.

La proposta è stata accolta con favore anche dal sindaco Giorgio Gori, che ha evidenziato come a Bergamo si sia costruito negli anni un vero e proprio distretto della salute grazie a ospedali, centri di ricerca e siti industriali. La facoltà di Medicina, inoltre, sarebbe l’ennesimo tassello di un percorso accademico iniziato con il corso in Psicologia clinica e rafforzato l’avvio di Ingegneria delle tecnologie per la salute fino al corso in medicina in lingua inglese in partnership con Milano-Bicocca, l’ospedale Papa Giovanni e l’Università del Surrey.

Per realizzare il progetto, rettore e primo cittadino sono concordi nell’individuare un’area di intervento specifica, in raccordo con gli Atenei milanesi così da evitare la creazione di sovrapposizioni controproducenti ai fini dell’iniziativa.

Ulteriori conferme in tal senso arrivano anche dall’Ats, che già questa settimana potrebbe incontrare il rettore Morzenti Pellegrini per confrontarsi su quelli potrebbero essere i prossimi passi da compiere, e dall’Ordine dei Medici che ha sempre ritenuto strategico l’avvio di questo corso di laurea in città. Fondamentale, per l’Ordine, sarà trovare anche una soluzione per garantire l’intero percorso di studi, compresi gli anni della formazione sia in medicina generale sia nella specializzazione ospedaliera.

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