Inchiesta sui migranti

Padre Zanotti, il carismatico francescano di Spirano dal passato pieno di ombre

Finito ai domiciliari nell'ambito delle indagini sul sistema dell'accoglienza dei richiedenti asilo in Bergamasca, il 73enne è una figura molto discussa e controversa. Per molti è un guru, per tanti altri solo un imprenditore

Padre Zanotti, il carismatico francescano di Spirano dal passato pieno di ombre
18 Giugno 2020 ore 11:38

Una figura discussa, controversa, spesso al centro delle cronache. Di padre Antonio Zanotti, 73 anni, nato a Spirano e fondatore delle comunità Oasi7 e delle coop Terra Promessa e Rinnovamento, negli anni si sono dette tante cose. Stavolta, però, sono pure scattate le manette: padre Zanotti si trova dal 16 giugno agli arresti domiciliari con l’accusa di essere il vertice di quell’associazione a delinquere messa in piedi per sfruttare economicamente quei richiedenti asilo che accoglieva, truffando così lo Stato. Le forze dell’ordine sono andate a prelevarlo a Sovere, nel convento in cui vive. Lo hanno portano nella caserma cittadina di via delle Valli, lo hanno interrogato così come hanno interrogato gli altri due arrestati, la presidente della sua coop Rinnovamento e l’economo della stessa. Poi, una volta ascoltato, lo hanno riportato a Sovere, dove si trova tuttora ma non più da uomo libero.

Negli anni, attorno al francescano di Spirano è nato un vero e proprio culto, che lui ha sempre assecondato anche sui socia. Il suo modo di porsi, di parlare, affascina. Molto carismatico, è riuscito a “stregare” anche il portiere nerazzurro Marco Sportiello, molto legato al padre e alle comunità Oasi7. In questi “villaggi” che paiono essere fuori dal tempo, negli anni padre Zanotti ha accolto centinaia di persone con problemi di droga, povere, in fuga da un passato doloroso e complicato. Per molte di questa persone e, ovviamente, per le loro famiglie, lui è un guru, un benefattore che ha cambiato in meglio le loro vite, che gli ha regalato una seconda opportunità. Negli anni del boom dell’eroina e dell’Aids, le Oasi7 erano diventate un modello da imitare. Era cresciute, dando vita a una vera e propria azienda di cui padre Zanotti era a capo. Lui seguiva e sapeva tutto. E non lo negava, anzi. Riteneva fosse un suo pregio quello di essere sì un padre, ma anche un imprenditore per certi versi.

Come raccontano i colleghi de Il Giornale di Treviglio, parlando di padre Zanotti nella Bassa le leggende su un passato pieno di ombre si legano ad aneddoti di guarigioni misteriose, al limite del sovrannaturale. Molte luci, molte ombre. Personaggio controverso, dicevamo. All’inizio del Duemila, ad esempio, il francescano rimase coinvolto in un incidente stradale nel quale persero la vita due persone di Caravaggio. Poco o nulla, però, trapelò su di lui. I suoi seguaci lo difendevano, i suoi detrattori (non tantissimi all’epoca, a dire il vero) invece lo accusavano di essere protetto dalle sue potenti amicizie. Per dire: padre Zanotti detiene una lunga serie di titoli onorifici, tra cui quello di “Principe reggente, Gran Maestro del sovrano ordine dinastico dei cavalieri normanni, capo di nome di arme della casa comitale di Palamara” ed è stato priore spirituale di un ordine di templari.

Soltanto due anni fa, nel 2018, l’accusa fino a oggi più pesante nei suoi confronti: un immigrato che era stato ospite della comunità Oasi7 di Antegnate denunciò alla Procura di Roma di essere stato vittima di abusi e ricatti sessuali proprio da parte di padre Zanotti. All’epoca di disse anche che c’erano foto e video al riguardo. La comunità francescana della Lombardia prese le distanze da padre Zanotti, dichiarando invece la propria vicinanza alle presunte vittime di quei fatti. Della storia, però, non si è più saputo nulla. Forse le indagini sono ancora in corso, forse tutto è finito in un nulla di fatto. Di certo, all’epoca le autorità stavano invece già indagando sull’operatrice della comunità per profughi di Fontanella, gestita proprio dalla coop Rinnovamento, che era stata violentata da un giovane ospite della struttura. È da quel fatto, accaduto nel settembre del 2017, che hanno preso il via le indagine poi allargatesi a macchia d’olio e che hanno portato all’arresto di padre Zanotti.

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