Ma non doveva già partire l’anno scorso?

Paga e richiedi lo scontrino Potresti vincere fino a 50 mila euro

Paga e richiedi lo scontrino Potresti vincere fino a 50 mila euro
14 Ottobre 2019 ore 05:00

Dal 1° gennaio 2020 tenete d’occhio gli scontrini: potrebbero valere un piccolo tesoro. È la proposta contenuta nella bozza della nuova legge di bilancio, grazie alla quale il governo conta di intercettare una percentuale dell’Iva che viene abitualmente evasa nelle transazioni commerciali. Il meccanismo è semplice ma non scontato: al momento dell’acquisto si deve comunicare il proprio codice fiscale all’esercente, il quale dovrà trasmettere all’Agenzia delle entrate i dati di ogni singola transazione. Per «giocare» quindi sarà sufficiente farsi battere lo scontrino con codice fiscale, quello che già abitualmente chiediamo nelle farmacie, o farsi rilasciare una ricevuta per le cosiddette prestazioni d’opera, sempre con l’indicazione del codice fiscale. Se invece si paga con Bancomat o carta di credito si avrà un vantaggio competitivo: sia perché si potrà evitare di dare il codice fiscale, sia perché un algoritmo premierà questi acquisti raddoppiando le probabilità di vincita. Probabilità che non sono molto alte se pensiamo alle milionate di scontrini che vengono emessi già ora ogni giorno in Italia. Per il primo anno la lotteria dello scontrino prevede estrazioni mensili, con tre premi da 50, 30 e 10mila euro. Dal 2021 invece le estrazioni diventerebbero settimanali, rendendo un po’ meno utopistica l’ipotesi di vincere un premio. A fine anno ci sarà una maxi estrazione finale (in cui vengono inclusi tutti i partecipanti durante tutto l’arco dell’anno) e un super premio simile a quello della lotteria che prevede un assegno da un milione di euro. Il Decreto legge fiscale precisa poi una cosa importante, e cioè che la vincita eventuale non concorrerà a formare il reddito nella dichiarazione per il pagamento delle tasse.

 

Chi sarà investito dalla novità sono in particolare i commercianti, i quali non potranno più rifiutare di accettare il codice fiscale da parte del cliente che vuole partecipare alla lotteria. Dal 1° gennaio chi opporrà il rifiuto rischia una multa he va dai 500 ai 2mila euro. Funzionerà questa novità? In Europa qualche Paese ci ha provato con sorti alterne. Malta è stata la prima, già ne 2000. La Slovacchia lo ha fatto nel momento in cui è entrata in Europa nel 2013, ma l’esito pare sia stato modesto. Il modello che ha riscosso maggior successo e al quale il governo italiano guarda è quello del Portogallo. La «Futura de la sorte» – questo il nome della lotteria degli scontrini – è stata lanciata nel 2014. All’inizio le estrazioni prevedevano un valore di 35 mila euro ogni settimana e di 50 mila euro due volte all’anno. I risultati sono stati assolutamente positivi se è vero il numero di scontrini emessi sin dal primo anno è salito del 36,3% rispetto all’anno precedente e l’anno successivo addirittura del 51,2 %. Così il gap tra l’Iva preventivata e quella effettivamente incassata è sceso dal 16 al 12%. Ora vedremo come si comporterà l’Italia. Ma attenzione agli effetti annuncio: la lotteria doveva già iniziare il 1° gennaio 2018, prevista dal governo Gentiloni. Non se ne face nulla. Chissà se questa è la volta buona.

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