Fine mandato

Il pagellone alla Giunta Gori

Il pagellone alla Giunta Gori
Cronaca 09 Aprile 2019 ore 04:00

È stata una partita lunga, ma il fischio finale è ormai vicino: i cinque anni di Amministrazione Gori sono quasi finiti. In “zona Cesarini” il sindaco e i suoi assessori cercheranno di mettere a segno qualche altro gol, ma un bilancio è già possibile farlo. Di questa Giunta si possono dire tante cose, ma certo non che sia rimasta immobile. Gori ha preso in mano una città che (è opinione unanime) è sempre stata amministrata bene, ma che negli ultimi anni si è trovata ad affrontare una fase critica, come lo sono sempre le fasi di passaggio. Bergamo ha costruito la sua ricchezza su due colonne: le banche e le imprese. Due colonne che, improvvisamente e per i più svariati motivi, sono venute meno. Davanti a un contesto di questo tipo, l’immobilismo sarebbe stata la scelta peggiore. La Giunta Gori lo ha capito e ha portato avanti un’idea di città nuova, diversa. Non per forza giusta e condivisibile, ma sicuramente concreta. Dal 2014 a oggi, Bergamo s’è riscoperta meta turistica. Ha fatto dell’aeroporto il suo centro di gravità e su di esso ha costruito una nuova immagine di sé, più aperta e culturalmente impegnata. In questa ottica di “restyling”, fondamentale è stata anche l’attenzione (per qualcuno finanche esagerata) alla riqualificazione urbana, cioè al dare nuova vita a spazi morti o in decadenza. Lo si è fatto nei modi più…

Per leggere l’articolo completo rimandiamo alle pagine 4 e 5 del BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 11 aprile. In versione digitale, qui.

 

Gorgio Gori: 9
(sindaco con deleghe varie)

Chi conosce la “cosa pubblica” sa quanto sia difficile imporre uno stile durante il proprio mandato. Spesso si finisce prigionieri di burocrati e burocrazia, e le cose stagnano. Il suo stile invece s’è visto tutto: da vero leader che trascina i compagni (non ne ha perso uno), con lui la città è ripartita. E questo è fuori di dubbio. Che i cittadini decidano poi di rivotarlo, è un’altra questione. Magari è un…

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Sergio Gandi: 7,5
(vicesindaco e assessore a Sicurezza e Bilancio)

Se il centrodestra, a Bergamo, fatica a sfondare sul tema sicurezza è anche perché Gandi ha interpretato il ruolo dello “sceriffo” con dedizione, affrontandolo con pragmatismo e risultati che hanno lasciato poco spazio a Lega & Co. Più vigili, più telecamere, daspo cittadino, gruppi di vicinato: si è rimboccato le maniche da…

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Francesco Valesini: 8
(assessore alla Riqualificazione urbana e all’Edilizia pubblica e privata)

C’era bisogno del tecnico, di quello che ogni tanto forza anche le maglie della burocrazia, per far ripartire l’edilizia in città. Ex Ote, stadio, ex Gasometro, Montelungo, ex Riuniti, ex Mangimi Moretti, Porta Sud: son tutte cose di cui le amministrazioni passate hanno sempre parlato e che lui, invece, ha fatto. Per capirci: in cinque anni ha riqualificato qualcosa come 340 mila metri quadrati di…

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Loredana Poli: 7,5
(assessore all’Istruzione e allo Sport)

Seria, competente e grintosa. Non s’era mai visto un assessore all’Istruzione mangiare alle mense scolastiche, far video e pubblicarli. Ha dato una svecchiata a diverse scuole, altre le ha proprio tirate in piedi, altre ancora le ha fatte aprire al pomeriggio, tutte le ha cablate in…

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Giacomo Angeloni: 7,5
(assessore all’Innovazione e ai Servizi demografici)

Ci ha messo tutto quel che ha potuto, a partire dall’entusiasmo, lui che era il più giovane. E si è visto: l’opera di svecchiamento degli strumenti comunali (prima di Gori si usavano ancora solo i fax a Palazzo Frizzoni!) è stata una rivoluzione che ha fatto risparmiare un bel po’ di soldi (qualche milioncino). All’anagrafe le cose sono…

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Stefano Zenoni: 7
(assessore alla Pianificazione territoriale e alla Mobilità)

Se ne è stato sull’ala un po’ per i fatti suoi, come facevano gli esterni di una volta. Il tocco, però, ce l’ha. Competente come pochi su urbanistica e mobilità, ha avuto a che fare con una realtà come la nostra, che non ti perdona un doppio giro alla ricerca del parcheggio. Così, bestemmiando, non ci siamo accorti che ci vuole coraggio per far pagare…

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Nadia Ghisalberti: 6,5
(assessore alla Cultura e al Turismo)

Bergamo è una città di cultura e lei, donna intelligente (ma anche un po’ borghese), ci ha messo del suo. Il maggior pregio è stato quello di aver scelto le persone giuste per i ruoli giusti: su tutte, Francesco Micheli, il direttore dell’opera donizettiana. Molto attenta ai due pilastri della nostra vita culturale, la Carrara e il Donizetti, ha latitato su…

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Marco Brembilla: 6,5
(assessore ai Lavori pubblici)

Un democristiano nella Giunta Gori. Con tutti i pro e i contro che questo comporta. Da un lato, tanto impegno e un ruolo interpretato “alla vecchia”, proprio come la classe dirigente Dc ha insegnato, con buoni rapporti (forse fin troppo) con la sua struttura, che è praticamente un Comune nel Comune. Dall’altro, oggi forse servirebbe più un manager che un geometra da…

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Maria Carla Marchesi: 6,5
(assessore alla Coesione sociale)

È il classico difensore roccioso; ha quel modo sorridente di fare, ma mai che vacilli. Ha fatto l’operatore più che l’assessore nei Centri Anziani della città e nei centri per disabili. E forse questo l’ha pagato un po’ in termini di visione futura. Qualche golletto, però, l’ha infilato: la rete di appartamenti per far vivere autonome le persone disabili e i…

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Leyla Ciagà: 6
(assessore all’Ambiente e al Verde pubblico)

Doveva essere l’ala sinistra di fantasia della Giunta, quella in grado di dare il qualcosa in più. In realtà, purtroppo, dal suo lato gli avversari hanno trovato campo e lei ha faticato a coprire gli spazi. Certamente preparata, senza dubbio volenterosa, è risultata fragile dal punto di vista diplomatico (a partire dai rapporti con i suoi funzionari). Ha rimesso mano a molti…

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