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A Palermo il Natale è a gennaio Il Comune a scoppio ritardato

A Palermo il Natale è a gennaio Il Comune a scoppio ritardato
16 Gennaio 2018 ore 09:30
Foto in copertina Balarm/Luigi Licotti

 

Il Natale verrà celebrato il 19 gennaio nella chiesa di San Francesco Saverio con il Concerto di Natale – Canti sacri e profani del popolo siciliano, l’epifania il 20 con un concerto nella chiesa di San Giuseppe Cafasso. La mostra Presepe delle meraviglie si terrà fino al 26 gennaio nella chiesa di San Giovanni Decollato, il concerto gospel di The Nightingales Singers Ensemble con brani natalizi si terrà a feste finite e lo stesso per i Sei Ottavi, che il 13 gennaio, nella chiesta di Santa Maria degli Angeli, proporranno lo spettacolo a cappella Vocal Christmas. E ancora: i ragazzi dell’istituto minorile Malaspina aspetteranno il 17 per assistere allo spettacolo Sorrisi di Natale, organizzato da comici, attori e musicisti per le festività. Non è una barzelletta, ma quello che sta accadendo a Palermo, dove il Natale a quanto pare arriva a gennaio.

 

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Cos’è successo. Un pasticcio con cui è andata a nozze la mordace penna di Selvaggia Lucarelli, alla direzione di Rolling Stone, già annunciato a fine 2017 da Repubblica e che ha origine in lentezze e indecisioni burocratiche. Il bando, che metteva a disposizione 60mila euro per l’organizzazione di eventi, è di inizio ottobre e la commissione, presieduta da Sergio Forcieri, ha ricevuto circa duecento proposte prima della chiusura del bando, il 26 dello stesso mese. Soltanto che l’approvazione dei progetti ritenuti idonei e l’avvio della macchina organizzativa sono arrivati il 28 dicembre. Per una programmazione che avrebbe dovuto iniziare il 16 dicembre e finire il 7 gennaio.

La proposta di sospensione. L’assessore alla Cultura Andrea Cusumano il 30 dicembre è stato convocato in modo unanime da consiglieri di maggioranza e opposizione, che hanno votato un ordine del giorno per sospendere i finanziamenti. In quell’occasione, il vicepresidente della commissione Cultura del Comune di Palermo Cesare Mattaliano ha detto: «Un danno d’immagine alla città che in questi giorni è stata visitata da migliaia di turisti che non hanno respirato il clima di festa natalizio e ha disatteso le aspettative di tanti cittadini soprattutto quelli delle periferie a cui il bando si rivolgeva. Ed ancora, ha creato un danno ai tanti operatori culturali che, oltre ad avere la possibilità di esibirsi, ne avrebbero avuto un beneficio economico». Giusto. E Cusumano che ha risposto?

 

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La scelta assurda. Cusumano ha sorprendentemente deciso di non rivedere i proprio programmi: «Le somme sono già state impegnate e siamo pronti a partire il 2 gennaio – ha spiegato – Di certo in futuro ci impegneremo ancora di più per prevenire gli intoppi burocratici che hanno fatto slittare il calendario». Una scelta assurda, giustificata grottescamente e paradossalmente dal fatto che Palermo è appena entrata, con questo gennaio natalizio, nell’anno da Capitale della Cultura: «Adesso bisogna guardare avanti – ha continuato Cusumano – alla festa che ci attende, quella di Palermo capitale della cultura per il 2018, e gli eventi culturali che erano nati per il Natale ci accompagneranno all’inizio di questa grande festa. Chiedo a tutti di contribuire a questo successo della città». Non è una barzelletta, dicevamo. Però.

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