i motivi sono i più diversi

Panchine, c’è anche chi dice no

Panchine, c’è anche chi dice no
10 Febbraio 2015 ore 11:13

C’è chi dice no. A una nuova avventura in panchina. C’è chi dice no, io non mi muovo. Cesare Prandelli è soltanto l’ultimo di questi declin-allenatori. Quelli del Giappone sono arrivati a offrirgli il posto di commissario tecnico. Prandelli-san. Hanno cacciato via Aguirre per un caso di combine (presunto) nel campionato spagnolo, si sono guardati intorno, e siccome il made in italy per i giapponesi ha ancora un certo appeal, hanno chiesto al grande Cesare. Risposta (in sintesi): «Sono molto onorato di questa offerta ma devo dire no grazie». Dopo il disastro in Brasile, il tonfo in Turchia (al Galatasaray), Prandelli non se l’è sentita di provare a rimettersi in gioco un’altra volta. Per lui: anno sabbatico.

 

PATRICK KLUIVERT (C'E' CHI DICE NO)

 

C’è chi dice no, e quelli che lo fanno sono tantissimi. A ottobre scorso il Ghana era a caccia di un allenatore. Chiedi qui, guarda là, alla fine viene fuori il nome di Patrick Kluivert, l’ex bomber dell’Olanda, buono per sostituire l’esonerato Appiah. Risposta (fatta mandare dal suo agente Rob Jansen): «Patrick non è interessato a questa esperienza, preferisce lavorare in un club piuttosto che in una nazionale e vuole aspettare la chiamata di una società europea». E’ una questione di coraggio o di opportunità? Dipende. Zenga disse: «Voglio aiutare questa parte del mondo». Il presidente del Cagliari, Tommaso Giulini, gli aveva offerto la panchina del Cagliari. L’ex numero lo fece sapere via Twitter: «Contento di essere stato contattato. Ho deciso di rinunciare per tre motivi: per la famiglia, per la qualità della vita e per la mia professione».

 

JOSE' MOURINHO (C'E' CHI DICE NO)

 

C’è chi dice no perché non è il momento, e chi perché il suo tempo è già passato. Altre volte il rifiuto è una questione di stile, di programmi, di responsabilità. Di aspettative. Dopo la sconfitta (pazzesca) del Brasile contro la Germania in semifinale, la federazione verdeoro contatta lui: Mourinho. Il signor José rifiuta. Non escono comunicati né proclami. Le voci confermano il blitz dei dirigenti brasiliani, ma dopo il rifiuto di Mou arriva il comunicato: «Non gli abbiamo mai offerto nulla» dicono. A ognuno il suo motivo, il suo destino. Il nome di Giovanni Galeone spunta tutte le volte che a Pescara restano senza allenatore. L’ultima volta succede nel 2013. Ma la risposta è questa: «Non riesco più ad allenare. Alla mia età non ce la faccio». È una questione di dignità. Scusate se è poco.

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