In coda all'ostensione della Sindone

Papa Francesco e altri sosia Al mondo ognuno ne ha sette

Papa Francesco e altri sosia Al mondo ognuno ne ha sette
22 Aprile 2015 ore 13:29

È il 1881 quando dalla penna di Mark Twain esce un romanzo che diverrà in breve tempo celeberrimo: “Il principe e il povero”. La storia, ambientate nell’Inghilterra del Cinquecento, racconta di due bambini molto simili tra di loro che decidono per gioco di “scambiarsi la vita” per qualche giorno. Peccato che uno sia un bimbo cresciuto nei bassifondi di Londra, mentre l’altro è l’erede al trono inglese. L’incredibile somiglianza tra i protagonisti è la reale protagonista del racconto. 130 anni dopo il libro di Twain, per le vie di Torino, durante l’ostensione della Sacra Sindone, si aggirava un personaggio uguale ed identico a Papa Francesco. Il sosia era talmente identico che ha creato un grande subbuglio tra i fedeli presenti nella città sabauda, costringendo i poliziotti ad allontanarlo dalla piazza per evitare troppi problemi.

Il termine “sosia”. Già i sosia. Il termine nacque in epoca romana con Plauto quando, nella sua commedia Amphitruo, chiamò con il nome di Sosia un personaggio che subì passivamente gli interessi di Giove. Il re degli dei infatti si era invaghito di una donna mortale, Alcmena, sposa di Anfitrione (Amphitruo), chiedendo un aiuto a Mercurio (il messaggero degli dei), il quale acquistò le sembianze di Sosia, servo della coppia, per controllare le mosse della donna amata da Giove. Al di là del mito, pare che ognuno di noi abbia almeno sette sosia sparsi per il mondo; il dato è molto elevato, ma forse pure credibile. Il problema reale è come fare per rintracciarli.

 

 

Twin Strangers. A questo hanno pensato tre ragazzi inglesi che al grido di «se somigliate a noi o conoscete qualcuno che ci somigli, contattateci», hanno lanciato una vera e propria campagna sul web di ricerca del proprio sosia. Harry English, Terence Manzanga e Niamh Geaney, studenti alla Dublin City University, sono apparsi verso la fine di marzo su YouTube con un video dove veniva sponsorizzato il loro progetto Twin Strangers, volto semplicemente alla ricerca dei propri sosia sparsi per il globo in un massimo di 28 giorni. In poco tempo la pagina Facebook del progetto è stata presa d’assalto dai curiosi, arrivando a contare più di 25mila “Mi piace”. In soli quattro giorni la ragazza Niamh pare aver trovato la sua goccia d’acqua: si chiama Karen Branigan e fortuna vuole che sia anch’essa irlandese e viva a soltanto un’ora di macchina dalla sosia. Ora i due ragazzi hanno tempo fino al 24 aprile per trovare la persona che gli somiglia di più.

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I’m Not a Lookalike. Non solo sul web spopola la ricerca del sosia. Lo scorso anno infatti il fotografo canadese Francois Brunelle ha lavorato ad un reportage di 58 scatti che ha chiamato I’m not a Lookalike, dove ha fotografato persone molto simili tra loro, ma estranei che molto spesso vivevano a centinaia di chilometri di distanza. L’idea venne al canadese quando guardandosi allo specchio si accorse di somigliare a Rowan Atkinson, l’attore inglese celebre per l’interpretazione di Mr. Bean. Il progetto di Brunelle ha subito attirato le attenzione del pubblico che, attraverso il passaparola e i social network, ha iniziato a segnalare sul sito dell’artista centinaia di doppioni presenti nei vari continenti. Per evidenziare ancora di più la straordinaria ricerca Brunelle ha deciso di riprodurre gli scatti in bianco e nero, facendo vestire i soggetti nello stesso modo. Forse l’obiettivo non è più quello di scambiarsi la vita per un giorno, ma trovare persone che esteriormente ci assomigliano parecchio conquista l’interesse di gran parte della gente.

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