Visiterà anche Kenya e Uganda

Papa Francesco il coraggioso va incontro all’Africa dei poveri

Papa Francesco il coraggioso va incontro all’Africa dei poveri
24 Novembre 2015 ore 18:48

«Il viaggio di Francesco, specialmente nella Repubblica Centrafricana, è coraggioso, perché sappiamo che nella capitale Bangui continuano le sparatorie». Parola di uno che se ne intende, come padre Giulio Albanese, per molti anni missionario, oggi tra i più attenti osservatori della realtà sociale del continente nero. Il viaggio di Francesco avrà tre tappe: Kenya, Uganda e Repubblica Centroafricana.

 

Kenya Pope

 

Il primo è il Paese dove c’è più sicurezza, c’è uno stato di diritto, e soprattutto non è un Paese in guerra. Anche se una minaccia esiste: a Nairobi c’è una significativa presenza di profughi somali e alcuni temono che i jihadisti di Al-Shabaab, l’ala radicale delle ex Corti islamiche, possa compiere degli attacchi. Tranquilla la tappa di Kampala, mentre tutte le tensioni sono concentrate sulla fine del viaggio nella Repubblica Centrafricana. «Ci sono divisioni e lotte che si presentano come religiose, tra musulmani jihadisti e cristiani, ma spesso gli scontri hanno valenza etnica e non dobbiamo dimenticare gli interessi economici dietro le quinte», ha spiegato Albanese. «Quel Paese potrebbe essere un paradiso terrestre. Ha risorse importantissime, giacimenti di petrolio e di uranio. Eppure è il fanalino di coda dello sviluppo in quell’area. Le sue risorse vengono vendute o svendute all’estero». Questa tappa è rimasta in forse fino all’ultimo, per via dell’instabilità e della scarsità di sicurezza nella capitale Bangui. Qui anche negli ultimi giorni sono continuati gli scontri. Si è parlato di una segnalazione dei servizi francesi, che parlavano del rischio di attentati, ma il portavoce vaticano Federico Lombardi ha smentito questa voce. Tra l’altro la tappa centrafricana si carica di una scelta fortemente simbolica: Il Papa ha deciso che la prima Porta Santa del Giubileo ad aprirsi sarà quella della cattedrale di Bangui, con una settimana di anticipo sull’apertura che avverrà a San Pietro. «Un fatto storicamente rilevante e fondamentale per farci capire la Chiesa per evangelizzare deve stare dalla parte dei poveri», commenta Albanese.

 

Kenya Pope Pollution

 

In effetti questo viaggio conferma la determinazione di Francesco nel capovolgere le gerarchie “geografiche”. I suoi viaggi fino ad ora hanno privilegiato nettamente la parte povera del mondo. Questo è il primo viaggio in Africa, a cui si aggiungono i tre in Asia e i due in America Latina. In Europa Francesco è stato in Albania, a Sarajevo e in Turchia. Tra i paesi “ricchi” ha toccato la Francia con la puntata al Parlamento europeo a Strasburgo, e gli Stati Uniti nel famoso viaggio del settembre scorso. La geografia di Francesco quindi “parla” né più né meno di ogni suo gesto e di ogni suo discorso. È una geografia che mette concretamente il mondo povero al centro, non per compatirlo ma per la convinzione che proprio dai poveri si genererà il modello del mondo futuro.

 

Uganda Pope Gays

 

«Questa è la prima volta nella mia vita che verrò nel continente africano», ha detto il Papa nel videomessaggio inviato in Repubblica Centroafricana. «Un continente così bello e così ricco nella sua natura, la sua gente e le sue culture; e mi aspetto grandi scoperte e incontri arricchenti». Nei giorni scorsi Dieudonne’ Nzapalainga, arcivescovo di Bangui e presidente della Conferenza episcopale della Repubblica Centrafricana, si è recato al Km5, il quartiere a maggioranza musulmana della capitale centrafricana, e lì ha fatto vedere a tutti il videomessaggio del papa. «È un messaggio di pace che riguarda tutte le religioni, le etnie e le tribù. Siamo tutti pronti ad accogliere Francesco perché ci porta la speranza e la consolazione», ha detto l’arcivescovo.

Turismo 2020
Top news
Glocal News
Video più visti
Foto più viste
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità
ANCI Lombardia