Cronaca
Non accadeva da 60 anni

Papa Francesco, un'altra rivoluzione Bye-bye ferie a Castel Gandolfo

Papa Francesco, un'altra rivoluzione Bye-bye ferie a Castel Gandolfo
Cronaca 17 Agosto 2015 ore 11:03

Erano 60 anni che non accadeva. Ma con Papa Francesco tutto cambia. Per l'Angelus di Ferragosto, giorno dell'Assunta, si è affacciato, come fosse una festività normale, dalla finestra del Palazzo Apostolico di Vaticano e ha disertato il "balcone" delle vacanze papali del palazzo di Castel Gandolfo sul lago Albano. Nel 2013, suo primo Ferragosto da Papa, aveva mantenuto la tradizione. Lo scorso anno in occasione dell'Assunta era in viaggio in Corea e quindi il problema non si era posto. Quest'anno, al terzo appuntamento, ha voluto evitare la trasferta e premiare la folla molto più ampia che si può radunare in piazza San Pietro. Così in un certo modo Francesco archivia una tradizione e impone il suo stile di Papa che non guarda alle forme e semplifica al massimo il proprio stile di vita.

 

 

Castel Gandolfo non è un luogo qualunque. Sorge infatti sulla mitica Alba Longa che era stata fondata dal figlio di Enea, Ascanio. Per un certo periodo contese addirittura il primato di Roma, sotto il re Tullio Ostilio, per poi essere sconfitta e definitivamente sottomessa al tempo del duello tra Orazi e Curiazi. Dal 1604 è diventato dominio inalienabile della Santa Sede e con Urbano VIII Barberini, in pieno 1600, si iniziò la costruzione del grande palazzo che per secoli è stato il luogo di villeggiatura dei pontefici. Urbano vi portò anche il Bernini, che vi progettò la bellissima chiesa dedicata a San Tommaso da Villanova, con cupola e pianta a croce greca.

Castel Gandolfo dal 1891 è anche sede della più importante iniziativa scientifica del Vaticano: la celebre Specola, uno degli osservatori astronomici più importanti del mondo, che è gestito peraltro dai padri gesuiti. L’Osservatorio Astronomico, o Specola Vaticana, è un istituto di ricerca scientifica direttamente dipendente dalla Santa Sede; fa capo al Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. La sua origine infatti risale alla seconda metà del secolo XVI, quando Papa Gregorio XIII fece erigere nel 1578 la Torre dei Venti e vi invitò i Gesuiti astronomi e matematici del Collegio Romano a preparare la riforma del calendario promulgata poi nel 1582. Dal 1935, per via delle troppe luci che impedivano la visibilità del cielo da Roma, è stato trasferito appunto a Castel Gandolfo. Da allora, con sostanziale continuità, la Santa Sede non ha cessato di manifestare interesse e di dare il proprio appoggio alla ricerca astronomica. Tanto che attualmente ha un secondo osservatorio dotato di strumentazione avanzatissima, nel luogo della terra giudicato migliore per puntare le stelle: Tucson in Arizona.

 

 

Ma intanto per Castel Gandolfo con Papa Francesco la vita è completamente cambiata. Lontani i tempi in cui un personaggio come Wojtyla attirava non solo le folle ma anche i cronisti speranzosi di strappare qualche scatto della piscina che il Papa polacco si era fatto costruire. Con Francesco, argentino, abituato allo stile di vita della villa miseria della sua Buenos Aires è difficile immaginare situazioni simili. Non solo. Per Francesco è il concetto stesso di vacanza ad essere diventato estraneo, com'è del resto del tutto estraneo a quei miliardi di persone che vivono nel mondo ai margini del benessere. Ed è chiaro che, Papa o non Papa, Francesco sente di appartenere a quella tipologia umana. Davvero è un Papa che viene da un altro mondo. Anche a Castel Gandolfo se ne sono accorti.

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