regole d'oro per provarci

Papà, non siate compagnoni: carezze sì, ma un po' di polso!

Papà, non siate compagnoni: carezze sì, ma un po' di polso!
Cronaca 04 Giugno 2015 ore 08:00

Stanno cambiando i papà del nuovo millennio. Non sono arrivati al punto di travestirsi da Mrs Doubtfire, come fece Robin Williams nell’omonimo film del 1993 per non separarsi e allontanarsi dai propri figli, ma si stanno intenerendo. È un dato di fatto e l’importanza di un papà di polso, con carezze di velluto, emerge dall’ultimo libro Genitori autorevoli. Una guida per affrontare con equilibrio e competenza la crescita dei figli dalla nascita all'adolescenza del Professor Italo Farnetani, pediatra a Milano, edito da Mondadori Electa.

Non è solo una esigenza imposta dalla coppia che lavora. I papà moderni sono entrati pienamente nel loro ruolo di educatori, attivi e presenti anche in tutti i contesti di vita familiare. E così sono diventati dei compagnoni per i propri figli, specie se di età tra i 3 e i 10 anni, con i quali si divertono, spendendo volentieri del tempo in giochi e attività ricreative. Ai pargoli il 60 per cento dei papà si dedicano soprattutto nel fine settimana e solo i più fortunati o previlegiati (perché i bei momenti fuggono in fretta), che sono poco meno del 42 per cento, trova anche qualche momento nel corso della settimana. E poi sono di aiuto alle mamme: con le quali si dividono le incombenze casalinghe, anche dietro i fornelli, improvvisandosi chef soprattutto nel week end, o tra un impegno di lavoro e l’altro recandosi ai colloqui con la maestra e i professori per sapere come i bimbi si comportano e rendono a scuola.

Nulla da obiettare su questo ‘tenero’ ruolo, anzi, a patto che però i piccoli non finiscano col confondere o perdere l’idea del valore paterno. Ovvero il padre, come si usava chiamare un tempo più spesso il genitore, deve restare per i figli una figura forte di riferimento, un adulto autorevole, su cui potere sempre contare e fidarsi, ma non autoritario. Insomma una persona di polso, con un pugno fermo, avvolto in un guanto di velluto e in grado di condizionare l'ambiente. Perché è importante, precisa il pediatra, che siano chiare nella mente del bambino, specie se piccolo, le differenze di genere. Vale a dire che il papà non deve tendere a diventare un ‘mammo’ esclusivo, emulando il naturale rapporto di empatia che si instaura tra mamma e figlio nei 9 mesi di gravidanza. Il papà deve trasmettere sicurezza e forza, così anche la mamma, ma la sua deve avere il tocco tranquillizzante che si addice all’amorevolezza.

 

papà-bimbo

 

Ma come riuscire ad essere un papà (quasi) perfetto? Ecco alcune regole d’oro per provarci o per lo meno cercare di diventare un papà migliore per i propri figli:

Essere buono con se stesso. Ovvero il papà non deve rinunciare completamente ai propri spazi, ma piuttosto cercare di continuare a stare di quando in quando con gli amici o a fare delle attività che piacciano. È importante che si prenda anche cura della propria salute, mangiando sano e facendo esercizio fisico ad esempio, per essere un modello positivo per i propri figli, e abbandonando abitudini dannose. Come il fumo.

Proteggere i bambini. Cominciando cioè con insegnare loro il senso del pericolo e i rischi: dando soprattutto il buon esempio, anche con comportamenti sicuri, come allacciare la cintura di sicurezza in macchina, non parlare al cellulare mentre si sta guidando. Perché i bambini, attenti osservatori, imparano tutto: presto e subito come una carta assorbente.

Giocare nel tempo libero. È bene in ogni occasione possibile stare vicino ai propri figli, anche con attività ludiche: andare fuori insieme a fare sport o accompagnarli e seguirli alla scoperta del mondo. Riducendo cioè il tempo passato davanti alla tv a favore di un hobby più di qualità.

Dare abbracci. I bambini hanno bisogno di contatto fisico da parte della mamma e anche del papà. È bene abbracciarli quando li si vedono tristi, angosciati e pensierosi, ma anche senza nessun motivo per far sentire loro affetto e una presenza importante e costante.

Rispettare la mamma. Non fare mai discussione davanti al bambino, anche quando non si è d’accordo con la partner, o mostrare gesti violenti nei suoi confronti.

Fare cose 'da mamma'. Ogni tanto il papà può aiutare la mamma a cambiare i pannolini, a dar loro da mangiare o a fare il bagnetto. Il bambino apprenderà un concetto di coppia dove ci si aiuta senza ruoli prestabiliti, ma secondo le esigenze e le disponibilità di tempo o di attitudine. Però, come si diceva, sempre nel rispetto dei ruoli.

Leggere le storie. Leggerle o ancora meglio inventarle è un modo bellissimo per insegnare ai piccoli moltissime cose che non verranno dimenticate. Nel momento della lettura stare seduti o sdraiati vicino al bambino, facendogli capire che si è completamente dedicati a lui.

Insegnare l'autostima, ma non solo. Mostrare al piccolo che lo si  apprezza: ascoltandolo, incoraggiandolo, parlando anche dei suoi errori ma senza farlo sentire giudicato. Ovvero lodarlo, spronarlo e premiarlo per l'impegno e non solo per il risultato, non rimproverare e/o scoraggiare.

Insegnare la gestione delle finanze. Soprattutto di questi tempi, insegnare il rispetto e il valore del denaro. Ovvero non rispondere sempre sì ad ogni richiesta, ma organizzare nel tempo la possibilità di raggiungere il premio. È importante inoltre che il bambino apprenda come risparmiare (anche denaro) per raggiungere un obiettivo, che lo aiuterà a responsabilizzarsi nella vita fin da piccolo.