Il 21 ottobre il nuovo museo

Il Papa rinuncia a Castel Gandolfo che presto sarà aperto al pubblico

Il Papa rinuncia a Castel Gandolfo che presto sarà aperto al pubblico
14 Ottobre 2016 ore 09:15

Castelgandolfo addio. Papa Francesco, nel suo percorso di progressiva conquista di una sobrietà nello stile di vita da Papa, ha annunciato la definitiva rinuncia alla casa da vacanze di Castelgandolfo. Non che la cosa sia una sorpresa, visto che Francesco nelle sue tre estati da Papa ha raggiunto quella residenza due sole volte: appena eletto, quando raggiunse Benedetto XVI che si era ritirato lì in attesa del successore, e poi per l’Angelus del 15 agosto 2013. Per il resto le vacanze di Bergoglio sono sempre state vacanze romane. In realtà, al Papa argentino è abbastanza estraneo anche il concetto di vacanza: è davvero anche in questo un uomo di un altro continente.

La rinuncia di Papa Francesco. Ieri dunque ha deciso di rinunciare definitivamente all’appartamento di Castelgandolfo, come del resto aveva già rinunciato allo stesso appartamento nei palazzi vaticani. Ma, mentre quello è ancora lì ad accogliere eventualmente il successore di Bergoglio, per quello di vacanza la rinuncia è definitiva, come se Papa Francesco guidasse già le scelte e gli stili di vita di chi verrà.

 

 

Breve storia di Castelgandolfo. La residenza di Castelgandolfo era stata acquisita dalla Camera Apostolica nel lontano 1596 e incorporata come patrimonio inalienabile della Santa Sede il 27 maggio 1604. Il territorio di Castel Gandolfo fu prescelto come luogo di villeggiatura da molti papi, a cominciare da Urbano VIII che, subito dopo la sua elezione a pontefice (1623), diede avvio alla costruzione di un edificio sul sito della villa romana dell’imperatore Domiziano, probabilmente sorta sull’antica Alba Longa. Nel 1929, con la nascita dello Stato della Città del Vaticano e il relativo trattato, le ville papali di Castel Gandolfo furono dichiarate dominio extraterritoriale pontificio e proprio con papa Pio XI il Palazzo Apostolico ritornò ad essere la residenza estiva dei papi.

Sarà aperto al pubblico. E ora che ne sarà di questo grande edificio? Se la parola chiave di Francesco è apertura, è chiaro che il palazzo sarà reso accessibile al pubblico e la parte ad ora destinata ai pontefici verrà integrata nel percorso di visita. Si potrà visitare la camera da letto, una stanza affascinante, con le finestre rivolte al mare, senza dubbio il luogo più intimo di tutto il palazzo.

 

 

A quella stanza è legato uno straordinario episodio che ha segnato la storia di Castelgandolfo. Dopo lo sbarco americano ad Anzio, nel gennaio del ’44, in quei dintorni si combatté una delle più sanguinose battaglie della Seconda guerra mondiale. In quella circostanza la camera papale, come altre stanze nel palazzo, fu riservata alle partorienti. Così accadde che proprio sul letto del Pontefice nacquero in quei mesi circa quaranta bambini, che furono poi chiamati “i figli del Papa”. Nei pressi della camera c’è la Cappella Privata nella quale i papi si sono potuti recare a pregare in solitudine: proprio qui s’inginocchiarono anche Benedetto e Francesco pochi giorni dopo l’elezione di quest’ultimo. Il percorso di visita comprende anche la sala del Concistoro, dove qualche volta si è radunato il collegio cardinalizio.

Il 21 ottobre il nuovo museo apre le porte. Così Bergoglio gira un’altra piccola pagina di storia.

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