Un severo esame di coscienza

Il Papa svela le 15 “malattie curiali” (un richiamo che vale per tutti)

Il Papa svela le 15 “malattie curiali” (un richiamo che vale per tutti)
23 Dicembre 2014 ore 09:15

Lunedì, 22 dicembre 2014, la Curia Romana si è trovata nella sala Clementina per il tradizionale scambio di auguri col Santo Padre. Probabilmente nessuno si aspettava che il Vescovo di Roma – come preferisce esser chiamato – trasformasse l’occasione in un severissimo esame di coscienza in preparazione alla confessione natalizia. La Curia ha avuto l’onore di ascoltare per prima le parole del Papa, ma arrivare secondi per un’incollatura va bene ugualmente. Potrebbe sembrare, questo discorso, una requisitoria rivolta alla mala condotta degli interlocutori presenti in aula. Noi pensiamo sia più utile leggerlo come un richiamo alla santità per tutti. Le “malattie”e le “tentazioni” che sono state prese in esame, infatti, non riguardano solo la Curia. Come disse anni fa san Pietro, Dio non fa distinzioni di persone.

Ecco dunque un riassunto sommario di quel che ha detto papa Francesco:

“È bello pensare alla Curia Romana come a un piccolo modello della Chiesa, …In realtà, la Curia Romana è un corpo complesso, composto da tanti Dicasteri, Consigli, Uffici, Tribunali, Commissioni… [che] non può vivere senza avere un rapporto vitale, personale, autentico e saldo con Cristo”.

Trascurare questo rapporto porta a diventare burocrati, formalisti, impiegati. Il peggio del peggio, nel linguaggio del papa. Per evitare questa sciagura bisogna stare attenti a non buscarsi alcune “malattie curiali”, come le ha chiamate il papa. Esso sono:

1. La malattia del sentirsi immortale, immuneo addirittura indispensabile” trascurando i necessari e abituali controlli. Una Curia che non si autocritica, che non si aggiorna, che non cerca di migliorarsi è un corpo infermo. Unordinaria visita ai cimiteri ci potrebbe aiutare… È la malattia… di coloro che si trasformano in padroni e si sentono superiori a tutti e non al servizio di tutti. Essa deriva spesso dalla patologia del potere, dal complesso degli Eletti, dal narcisismo… Lantidoto a questa epidemia è la grazia di sentirci peccatori e di dire con tutto il cuore: «Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare»…

2. Unaltra: La malattia del martalismo (che viene da Marta), delleccessiva operosità: ossia di coloro che si immergono nel lavoro, trascurando, inevitabilmente, la parte migliore: il sedersi sotto i piedi di Gesù. Per questo Gesù ha chiamato i suoi discepoli a riposarsi un po’”… Il tempo del riposo, per chi ha portato a termine la propria missione, è necessario, doveroso e va vissuto seriamente: nel trascorrere un po’ di tempo con i famigliari e nel rispettare le ferie come momenti di ricarica spirituale e fisica;…

3. C’è anche la malattia dell’“impietrimento: ossia di coloro che posseggono un cuore di pietra…; di coloro che, strada facendo, perdono la serenità interiore, la vivacità e laudacia e si nascondono sotto le carte diventando macchine di pratiche” e non uomini di Dio. …È la malattia di coloro che perdono i sentimenti di Gesù”…

4. La malattia delleccessiva pianificazione e del funzionalismo. …Preparare tutto bene è necessario, ma senza mai cadere nella tentazione di voler rinchiudere e pilotare la libertà dello Spirito Santo, …Si cade in questa malattia perché è sempre più facile e comodo adagiarsi nelle proprie posizioni statiche e immutate. In realtà, la Chiesa si mostra fedele allo Spirito Santo nella misura in cui non ha la pretesa di regolarlo e di addomesticarlo… [dimenticando che] …Egli è freschezza, fantasia, novità».

5. La malattia del cattivo coordinamento. Quando i membri perdono la comunione tra di loro e il corpo smarrisce la sua armoniosa funzionalità e la sua temperanza, diventando unorchestra che produce chiasso, …Quando il piede dice al braccio: non ho bisogno di te, o la mano alla testa: comando io, …

6. C’è anche la malattia dell’“alzheimer spirituale: ossia la dimenticanza della storia della salvezza, della storia personale con il Signore, del «primo amore». Si tratta di un declino progressivo delle facoltà spirituali che in un più o meno lungo intervallo di tempo causa gravi handicap alla persona facendola diventare incapace di svolgere alcuna attività autonoma, vivendo uno stato di assoluta dipendenza dalle sue vedute spesso immaginarie. Lo vediamo in coloro che hanno perso la memoria del loro incontro con il Signore; …in coloro che dipendono completamente dal loro presente, dalle loro passioni, capricci e manie; in coloro che costruiscono intorno a sé dei muri e delle abitudini diventando, sempre di più, schiavi degli idoli che hanno scolpito con le loro stesse mani.

7. La malattia della rivalità e della vanagloria. Quando lapparenza, i colori delle vesti e le insegne di onorificenza diventano lobiettivo primario della vita, [È la malattia che ci porta a essere uomini e donne falsi e a vivere un falso misticismo” e un falso quietismo. …

8. La malattia della schizofrenia esistenziale. È la malattia di coloro che vivono una doppia vita, frutto dellipocrisia… e del progressivo vuoto spirituale che lauree o titoli accademici non possono colmare. Una malattia che colpisce spesso coloro che, abbandonando il sevizio pastorale, si limitano a [svolgere pratiche burocratiche con le quali si costruiscono un mondo parallelo che li induce poi a] vivere una vita nascosta e sovente dissoluta. La conversione è alquanto urgente e indispensabile per questa gravissima malattia”.

9. La malattia delle chiacchiere, delle mormorazioni e dei pettegolezzi. …È una malattia grave, che inizia semplicemente, magari solo per fare due chiacchiere e si impadronisce della persona facendola diventare seminatrice di zizzania” (come satana), e in tanti casi omicida a sangue freddo” della fama dei propri colleghi e confratelli. È la malattia delle persone vigliacche…”.

10. La malattia di divinizzare i capi: è la malattia di coloro che corteggiano i Superiori, sperando di ottenere la loro benevolenza. Sono vittime del carrierismo e dellopportunismo, …Persone meschine, infelici… Questa malattia potrebbe colpire anche i Superiori quando corteggiano alcuni loro collaboratori per ottenere la loro sottomissione, lealtà e dipendenza psicologica, ma il risultato finale è una vera complicità”. (Connivenza, la chiamò qualcuno).

11. La malattia dellindifferenza verso gli altri. Quando ognuno pensa solo a sé stesso e perde la sincerità e il calore dei rapporti umani. Quando il più esperto non mette la sua conoscenza al servizio dei colleghi meno esperti. Quando si viene a conoscenza di qualcosa e la si tiene per sé… Quando… si prova gioia nel vedere laltro cadere invece di rialzarlo e incoraggiarlo.

12. La malattia della faccia funerea. Ossia delle persone… le quali ritengono che per essere seri occorra dipingere il volto di malinconia, di severità e trattare gli altri… con rigidità, durezza e arroganza. In realtà, la severità teatrale e il pessimismo sterile sono spesso sintomi di paura e di insicurezza di sé. …Non perdiamo dunque quello spirito gioioso, pieno di humor, e persino autoironico, che ci rende persone amabili, anche nelle situazioni difficili. Quanto bene ci fa una buona dose di sano umorismo! Ci farà molto bene recitare spesso la preghiera di san Thomas More: io la prego tutti i giorni, mi fa bene.

13. La malattia dellaccumulare: quando lapostolo cerca di colmare un vuoto esistenziale nel suo cuore accumulando beni materiali, non per necessità, ma solo per sentirsi al sicuro. …E penso a un aneddoto: un tempo, i gesuiti spagnoli descrivevano la Compagnia di Gesù come la cavalleria leggera della Chiesa. Ricordo il trasloco di un giovane gesuita che, mentre caricava su di un camion i suoi tanti averi: bagagli, libri, oggetti e regali, si sentì dire, con un saggio sorriso, da un vecchio gesuita che lo stava ad osservare: questa sarebbe la cavalleria leggera della Chiesa?. I nostri traslochi sono un segno di questa malattia.

14. La malattia dei circoli chiusi, dove lappartenenza al gruppetto diventa più forte di quella al Corpo e, in alcune situazioni, a Cristo stesso. …Lautodistruzione o il fuoco amico” dei commilitoni è il pericolo più subdolo. È il male che colpisce dal di dentro; e, come dice Cristo, «ogni regno diviso in se stesso va in rovina».

15. E lultima: la malattia del profitto mondano, degli esibizionismi, quando lapostolo trasforma il suo servizio in potere, e il suo potere in merce per ottenere profitti mondani o più poteri. [fino al punto di ] calunniare, di diffamare e di screditare gli altri, perfino sui giornali e sulle riviste. …Anche questa malattia fa molto male al Corpo perché porta le persone a giustificare luso di qualsiasi mezzo pur di raggiungere tale scopo, spesso in nome della giustizia e della trasparenza!…

E dire che qualcuno, tempo fa, si domandava se Francesco avrebbe voluto (o addirittura: se sarebbe stato in grado) di riformare lo IOR.

 

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