In vista di Atalanta-Verona

A Romeo e Giulietta il lieto fine lo mette la Dea

A Romeo e Giulietta il lieto fine lo mette la Dea
Cronaca 22 Ottobre 2017 ore 18:30

SECONDO TEMPO

Riparte alla grande l'Atalanta, che al 50' passa in vantaggio: Bessa perde palla al limite della propria area di rigore, Freuler la recupera, entra in area e, con un destro piazzato, batte Nicolas. E subito dopo i nerazzurri continuano a premere alla ricerca del raddoppio. Prova e riprova, il secondo gol arriva: al 59' Freuler pesca Ilicic solo al limite, controllo e sinistro nell'angolino basso. Il classico gol dello sloveno, che non perdona la disattenzione avversaria. Bellissima Dea in questa ripresa. Al 63', Cornelius esce tra gli applausi del pubblico e al suo posto Gasperini inserisce Kurtic dando un nuovo volto alla sua squadra; Pecchia risponde togliendo Cerci e inserendo il grande ex, Pazzini, a sorpresa in panchina a inizio gara. Tre minuti dopo, è ancora Ilicic a provarci da fuori con un tiro a giro, questa volta mirando l'angolino lontano sotto al sette: la palla accarezza la traversa e si spegne sul fondo. Conclusione stupenda comunque. In questa ripresa c'è solo l'Atalanta in campo, e al 70' Ilicic trova Gomez in mezzo all'area avversaria: palleggio di classe e girata volante, ma Nicolas blocca a terra senza difficoltà. Appuntamento con la terza gioia, però, soltanto rimandata: al 75', infatti, Gosens affonda sulla sinistra e mette in mezzo un bellissimo pallone, su cui Kurtic si avventa in spaccata e mette dentro il 3-0. Stadio in delirio e Gasp che dedica al Papu una standing ovation inserendo al suo posto Vido. Dentro anche Orsolini per Ilicic, tra i migliori in campo. I ritmi di gara però, ormai, sono decisamente bassi e il finale non regala emozioni, se non quello di vedere ancora una volta l'Atalanta vincere.

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PRIMO TEMPO

Parte bene l'Atalanta, che subito si fa vedere con un bel tiro dal limite del Papu parato però facilmente da Nicolas. Il portiere gialloblù si deve invece superare poco dopo, al 7', su una bellissima girata di Toloi che lo mette in difficoltà. Positivo l'avvio di partita di Cornelius, che si fa sempre vedere dai compagni nell'area di rigore avversari e, prima del 20', ha cercato la porta in almeno tre diverse occasioni. L'Hellas non sta a guardare e, pur senza mai essere davvero pericoloso, cerca di pungere l'Atalanta con ripartenze veloci, rendendo il match vivace e molto godibile. Al 31', cerci mette il turbo e penetra in area dalla destra. Proprio al momento del tiro, però, Caldara torna e devia il tiro in angolo, prendendosi anche i ringraziamenti di Gollini. Passa un minuto circa, ed è l'Atalanta a passare in vantaggio con Freuler su un bellissimo assist di Cornelius. Il danese, però, al momento del passaggio in profondità si trovava in fuorigioco come ha poi dimostrato il Var e il gol viene annullato. Pochi minuti dopo, la stessa situazione si ripete a squadre invertite: Kean sulla linea di porta fa gol, ma il Var mostra il suo evidente fuorigioco e porta all'annullamento. Si resta sullo 0-0 fino al riposo.

 

 

Formazioni ufficiali

Turno infrasettimanale tosto per i nerazzurri di Gasperini, che ospitano l'Hellas Verona alla disperata ricerca di punti salvezza. Il tecnico nerazzurro opta per il turnover, senza però fare a meno del Papu Gomez: dopo il turno di riposo concessogli domenica contro il Bologna, il capitano torna titolare insieme a Ilicic e a Cornelius, con Petagna pronto a subentrare a match in corso. Pecchia, dal canto suo, decide di non schierare dall'inizio il grande ex Pazzini, puntando su Cerci, Kean e Verde.

 

 

Atalanta (3-4-2-1): Gollini; Toloi, Caldara, Palomino; Hateboer, de Roon, Freuler, Gosens; Ilicic, Gomez; Cornelius. All.: Gasperini.

Verona (4-3-3): Nicolas; Heurtaux, Caracciolo, Souprayen, Fares; Romulo, Fossati, Bessa; Cerci, Kean, Verde. All.: Pecchia.

 

Conferenza stampa di Gasperini
di Fabio Gennari

Gara da vincere cercando ancora una volta la prestazione, con un approccio gagliardo e voglioso come quello visto contro il Bologna, ma facendo attenzione a non perdere la misura e a non sottovalutare l’avversario. Il tecnico atalantino Gasperini ha parlato a Zingonia alla vigilia della gara contro l'Hellas Verona e le sue parole confermano come la squadra stia lanciando segnali molto importanti. Cornelius titolare? Toloi? Gomez? Ecco quello che ha detto il mister.

 

 

Cornelius titolare con il Verona? «Vediamo, manca ancora l’allenamento di rifinitura ma se anche andasse in campo si tratterebbe solo di una normale rotazione. Se guardassi alle prestazioni, Petagna ha dato ampie garanzie e comunque potrebbero anche giocare insieme: è una soluzione, come ne abbiamo altre, tra cui Ilicic centravanti, che abbiamo già provato. Dipende da come sta il Papu, dipende dallo stesso Ilicic. Sono loro quattro quelli che hanno ruotato di più, senza dimenticare Orsolini e Vido. Giochiamo molto spesso e dipende anche dalle sensazioni e da come si sentono i ragazzi».

Gomez sì o Gomez no? «Prima dell’Apollon abbiamo un po’ forzato, anche per l’importanza del match. Ora siamo in una situazione diversa e procederemo con più cautela ma se scenderà in campo sarà perché il suo piede sarà messo meglio. È importante, io vorrei farlo giocare e quindi valuteremo per il meglio nelle prossime ore».

La gara con il Verona simile a quella con il Crotone. «È una partita complicata, tutti si aspettano una nostra vittoria e anche noi vogliamo conquistare i tre punti per migliorare ancora la classifica e andare avanti senza intoppi. Però le partite facili non esistono, hanno 6 punti e ultimamente ne hanno conquistati contro Benevento, Torino e Sampdoria: le squadre materasso non esistono. Noi possiamo recuperare un paio di squadre davanti visti gli scontri diretti e quindi lavoriamo e cerchiamo di fare una bella partita. Scendere in campo per fare il massimo dal punto di vista tecnico, è sempre necessario per provare a conquistare il risultato».

 

 

Tante occasioni, pochi gol. «Creiamo molto giocando con caratteristiche che ormai sono le nostre ma concretizziamo magari un po’ meno. Dipende da molte variabili, serve massima concentrazione per cercare di migliorare anche se comunque troviamo la via della rete pur avendo un rapporto occasioni create-gol segnati più basso di quello che potremmo fare. Ci sono state gare in cui non è arrivato il risultato pieno proprio a causa di questi errori».

Condizione atletica scintillante. «I numeri vanno sempre interpretati ma, complessivamente, è vero che stiamo molto bene dal punto di vista fisico. Ci sono elementi che recuperano prima, altri che lo fanno con più difficoltà e quindi bisogna sempre cercare di monitorare tutto soprattutto perché ora avremo tre partite in sei giorni: giovedì, domenica e mercoledì è tosta. Un giorno di recupero in più è spesso decisivo, prima della Juve ad esempio eravamo piatti al sabato e molto in palla alla domenica».

La nuova mentalità. «Con il Bologna, forse per la prima volta in campionato, ho visto davvero la voglia di vincere. Abbiamo fatto altre gare molto belle dal punto di vista della prestazione, contro i felsinei forse la prestazione è stata inferiore ma ho visto negli occhi dei miei giocatori una grandissima voglia di vincere: abbiamo sempre tenuto bene il campo, rischiando pochissimo e conducendo sempre il gioco. Questo aspetto è molto importante, se riusciamo ad innescare anche in campionato questa mentalità possiamo giocare per una classifica migliore e per obiettivi importanti».

L’approccio europeo. «In Europa il segnale forte che vogliamo giocarcela fino alla fine è arrivato a Lione. Siamo arrivati al novantesimo stremati ma abbiamo dato tutto per strappare un risultato molto importante. Quella sera è scattato qualcosa che abbiamo poi anche rivisto contro l’Apollon dopo il gol dell’1-1. Certe motivazioni sono fondamentali».

 

 

La coesione del gruppo. «Gli abbracci che ho visto e lo spirito di sacrificio sono segnali molto importanti. Pesa il contesto in cui lavoriamo, l’entusiasmo e la fiducia sono massimi e anche domenica è stato importante vedere lo stadio pieno: contro il Bologna, non è così scontato come ad esempio contro la Juve. Sono rimasto piacevolmente sorpreso, è qualcosa che sentiamo addosso e che aiuta a lavorare molto bene. Fino a questo momento non sapevamo bene il nostro obiettivo in campionato, con il Bologna e con il Verona dobbiamo andare avanti con questa linea, nulla è facile e si fa presto a cadere. Quindi grande attenzione».

Spalletti e il ritiro non necessario. «Condivido le parole di Spalletti, anche noi abbiamo pensato di fare qualcosa di questo tipo se dovesse pesare un po’ rimanere in ritiro. Poi però alla fine questa sera rimaniamo tutti qui a Zingonia (risata generale, ndr)».