La Santè risale al 1867

Parigi, chiude per restauri la prigione di Arsenio Lupin

Parigi, chiude per restauri la prigione di Arsenio Lupin
22 Luglio 2014 ore 17:04

La Santé, la prigione di Arsenio Lupin, l’unica ad essere rimasta entro le mura di Parigi, è chiusa per restauri. Lo resterà per altri quattro anni, fino al 2019, almeno secondo le stime. I detenuti sono stati trasferiti al penitenziario di Saran, a partire da domenica scorsa.

L’architetto progettista, Joseph Auguste Èmile Vaudremer, la inaugurò il 20 agosto 1867, ai tempi di Napoleone III. La nuova prigione doveva sostituire le Madelonnettes, il convento trasformato in prigione durante la Rivoluzione. La Santé sorge a est di Montparnasse, nel quattordicesimo arrodissement parigino, sul sito dell’antico mercato del carbone e della Maison de la Santé, da cui il nome dell’istituto penitenziario, l’ospedale voluto da Anna d’Austria, che nel 1651 si sarebbe trasferito nella zona sud della città. Le cronache raccontano che solo tre furono i casi di evasione felicemente conclusisi. Nel 1927 Léon Daudet e Joseph Delest riuscirono a fuggire con l’espediente di un falso ordine di rilascio. Dal 1927 si passa al 1978, quando ad evadere furono Jacques Mesrine, François Besse e Carman Rives. Quest’ultimo, tuttavia, venne ucciso durante la fuga. Infine, l’evasione più spettacolare, quasi hollywoodiana: nel 1986, Michel Vaujour si riprese la libertà volando via in un elicottero che era pilotato dalla moglie, Nadine.

Il primo caso di esecuzione per ghigliottina risale al 15 marzo 1940, pochi mesi prima della disfatta della Terza Repubblica e dell’instaurazione del governo di Vichy. Ad essere giustiziati furono i fratelli Vocoret, colpevoli di avere assassinato tre poliziotti. Nel corso della Seconda guerra mondiale, la prigione si richiuse su combattenti della resistenza e comunisti. L’ultima esecuzione data al 1972, quasi l’altro ieri.

Soprattutto e più di tutto, tuttavia, La Santé è da sempre nota per essere la prigione con un’ “area speciale”, riservata a personaggi celebri. Vi fu imprigionato Apollinaire, perché accusato, insieme a Picasso, di avere rubato La Gioconda. Il soggiorno del poeta in carcere non durò più di due settimane, ma bastò a sconvolgerlo. Dalla Santé passò anche Verlaine, perché responsabile, lui sì, del furto di una statuetta del Louvre. E poi, Maurice Challe, il principale organizzatore del colpo di stato ordito contro Charles de Gaulle, nel 1961.

Fino al 2000, i detenuti erano divisi per provenienza geografica, dal settore A al settore C; con un immenso, almeno in via teorica, settore D, riservato ai prigionieri né Europei, né Africani. Sempre nel 2000, la direttrice del penitenziario, Véronique Vasseur, denunciò le pessime condizioni di vita dei prigionieri. Anche se, drammaticamente, uno dei detenuti ha dichiarato a un inviato del Corriere della Sera che la gran parte di loro stava meglio in prigione, piuttosto che a casa propria.

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