A Seriate, Cassinone

Il parroco non vuole pagare l’Imu Vezzoli: «Io devo applicare la legge»

Il parroco non vuole pagare l’Imu Vezzoli: «Io devo applicare la legge»
06 Marzo 2018 ore 04:30

Il sindaco di Seriate Cristian Vezzoli, mercoledì scorso, ha inviato una lettera ai residenti al Cassinone in cui chiarisce e rettifica alcuni aspetti della vicenda, che nei giorni scorsi ha visto coinvolti l’amministrazione comunale e il parroco della zona, don Arduino Barcella, riguardante il pagamento dell’Imu del 2012, per un valore di 2.926 euro, da parte dell’associazione «Centro per la famiglia don Giovanni Ubbiali», che gestisce la scuola parificata dell’infanzia del Cassinone. I fatti risalgono al luglio 2017, ma soltanto l’11 febbraio scorso don Arduino Barcella ha deciso di scrivere una lettera ai suoi parrocchiani nella quale, oltre a esporre la vicenda, manifestava la volontà di presentare ricorso in tribunale schierandosi contro il provvedimento adottato dal Comune.

 

Cristian Vezzoli, sindaco di Seriate

 

Da parte sua, il primo cittadino ha ritenuto opportuno e necessario controbattere alla missiva del parroco, per spiegare a sua volta ai cittadini della frazione i termini della questione. Come si legge nella lettera, il sindaco Cristian Vezzoli sottolinea che «per quanto riguarda l’Imu, la legge, certamente opinabile, ne impone il pagamento agli enti “commerciali”, anche se svolgono funzioni sociali ed educative, come il Centro Don Ubbiali, del quale si riconosce l’assoluta importanza e funzione. E il sindaco non può non applicare la legge; il “primo cittadino” può condividere le perplessità del parroco, ma deve comunque rispettare e applicare la legge, anche quando magari non la approva».

Infatti, l’associazione «Centro per la famiglia don Giovanni Ubbiali», a cui fa capo l’istituto, «ha una qualificazione giuridica contabile come ente commerciale – spiega il primo cittadino -. Questo non significa che sia un’azienda commerciale, ma semplicemente, che nella formulazione della dichiarazione dei redditi si presenta come ente commerciale. Preso atto di ciò, la legge prevede due requisiti per usufruire dell’esenzione: che svolga una attività sociale ed educativa e non abbia fini di lucro, come ad esempio una Onlus. Nessuno ha mai contestato alla struttura l’importante ruolo sociale ed educativo svolto, ma purtroppo la…»

 

Per leggere l’articolo e la tabella completi rimandiamo a pagina 25 di Bergamopost cartaceo, in edicola fino a giovedì 8 marzo. In versione digitale, qui.

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